uffici di prossimità veneto

Co-working Cassa Forense Napoli: spazi di lavoro gratuiti per avvocati e praticanti

Cassa Forense prosegue il suo impegno nel welfare con il progetto di coworking Napoli. L’iniziativa, già attiva a Roma e Milano, offre agli avvocati e praticanti iscritti di tutt’Italia la possibilità di usufruire gratuitamente di spazi di lavoro sale riunioni presso la sede di Re-Work srl al Centro Direzionale Isola E2, ove ricevere i propri clienti.

Vari sono i  motivi per cui scegliere il coworking, modalità di lavoro già diffusa tra altre categorie professionali.

  • Risparmio: riduzione dei costi fissi legati a un ufficio tradizionale.
  • Flessibilità: possibilità di lavorare in uno spazio professionale quando e come
  • Networking: occasioni di incontro e scambio con altri

Vantaggi :

  • Convenzione gratuita: l’accesso agli spazi è completamente gratuito per gli iscritti a Cassa
  • Adattabilità: possibilità di scegliere tra singole postazioni di lavoro e sale
  • Servizi: servizio di segreteria attivo dalle 9:00 alle 18:00.

COME PRENOTARE

Le prenotazioni delle postazioni di lavoro possono essere fatte compilando il modulo di richiesta che trovate a questo link https://www.ordine di napoli.it/servizio-coworking-gratuito/da inviare a mezzo e- mail al seguente indirizzo: prenotazioni@reworkingspace.it

La richiesta sarà riscontrata a mezzo e-mail, in base alle disponibilità.

  • per usufruire delle singole postazioni, la prenotazione dovrà essere effettuata 3 giorni prima a mezzo e-mail
  • per usufruire della sala riunioni, la prenotazione dovrà essere effettuata 5 giorni prima a mezzo e-mail

Ciascun professionista ha a disposizione 8 ore al mese presso la struttura convenzionata.

L’iniziativa è attiva in forma gestita direttamente a Napoli Milano Roma -fori che hanno oltre 10.000 iscritti ciascuno ed ai cui Tribunali accedono colleghi di tutt’Italia che in trasferta possono avere necessità di questi spazi.

L’iniziativa di coworking di Cassa Forense si inserisce in un più ampio quadro di interventi a sostegno dell’avvocatura. I progetti di sviluppo economico finanziati dall’Ente hanno permesso l’attivazione di ulteriori iniziative di coworking in diverse città italiane tra cui: Agrigento, L’Aquila, La Spezia, Lecco, Mantova, Massa Carrara, Firenze, Terni, Verbania, Salerno e Siracusa. A breve vi saranno ulteriori importanti novità.

Per maggiori informazioni:

• Consulta il sito web di Cassa Forensehttps://www.cassaforense.it/ 

• Visita il sito web di https://www.reworkingspace.it/


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Sempre più attacchi con codice QR: come possiamo difenderci?

Ministero di Giustizia e Regione Veneto rinnovano protocollo d’intesa su assunzioni negli uffici giudiziari

 

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Sempre più attacchi con codice QR: come possiamo difenderci?

Nel 2023, secondo l’ultimo report di Cisco Talos, sono aumentati significativamente gli attacchi phishing attraverso scansione dei codici QR.

Tradizionalmente, gli attacchi di phishing consistono nell’indurre la vittima ad aprire link o allegati di mail o SMS, in modo tale da aprire una pagina controllata dal malintenzionato. Questi messaggi vengono inviati a persone che utilizzano la mail e che solitamente aprono tutti gli allegati oppure cliccano sui link.

Negli attacchi con codice QR, invece, l’hacker lo inserisce nella mail con lo scopo di farlo scansionare attraverso un’app o fotocamera dello smartphone. Dopo aver cliccato sul link, si viene reindirizzati ad una pagina di login nata con lo scopo di rubare le credenziali della vittima.

In che modo le aziende possono difendersi da questi attacchi di phishing tramite QR Code?

  • Installare strumenti di sicurezza sui dispositivi mobili che hanno accesso ad informazioni aziendali;
  • Formare adeguatamente i dipendenti in ottica di prevenzione degli attacchi di phishing tramite QR Code;
  • Proteggere le mail aziendali;
  • Utilizzare l’autenticazione a due fattori.

Ricordiamo che i QR Code dannosi solitamente ricorrono ad un’immagine che ha poca qualità, e possono essere anche sfocati.

Quando utilizziamo app che scannerizzano i Codici QR, solitamente abbiamo accesso ad un’anteprima del link al quale ci riporta il codice. Dunque, cerchiamo di capire se il link in questione è qualcosa da cui mettersi in guardia.

Inoltre, i messaggi e la mail di phishing sono pieni di errori grammaticali e di battitura.

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Ministero di Giustizia e Regione Veneto rinnovano protocollo d’intesa su assunzioni negli uffici giudiziari

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Ministero di Giustizia e Regione Veneto rinnovano protocollo d’intesa su assunzioni negli uffici giudiziari

Roma, 29 aprile 2024 – ll Ministero della Giustizia e la Regione Veneto, insieme alla Corte d’Appello di Venezia e alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia hanno rinnovato in data odierna il protocollo d’intesa per l’assegnazione temporanea del personale della Regione del Veneto e di altri Enti pubblici del territorio Veneto presso gli Uffici giudiziari del distretto della Corte d’Appello di Venezia.

L’accordo, sottoscritto il 3 novembre 2016 e rinnovato tre volte fino al 2 maggio 2024 per un ulteriore periodo di 24 mesi, conferma la volontà del Ministero di Giustizia di proseguire il programma di efficientamento degli uffici giudiziari attraverso l’immissione di personale per colmare l’annoso problema della carenza di figure professionali.

Tale forma di collaborazione interistituzionale comporta un importante momento formativo e di accrescimento delle competenze professionali del personale che sarà assegnato agli Uffici giudiziari all’interno di un contesto di razionale utilizzo di risorse pubbliche. In base a tale accordo, primo in Italia fra Ministero ed Enti Locali, per colmare la carenza di personale via Arenula ha attinto alle graduatorie dei concorsi regionali per selezionare assistenti amministrativi disponibili fin da subito a prendere servizio.

A settembre 2023 erano entrati in servizio i primi 58 funzionari. Quello con il Veneto è un progetto pilota che il Ministero di Giustizia ha replicato con altri Enti Locali con l’obiettivo di velocizzare l’inserimento di lavoratori nei tribunali, facilitati dalla possibilità di scegliere sedi vicine alla propria residenza.


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Pagamento diritti copia: il chiarimento del Ministero della Giustizia e CNF

Roma 29 aprile 2024 – Chiarimento fra il Ministero della Giustizia e il Consiglio Nazionale Forense sul tema del pagamento in misura triplicata del diritto di copia dell’atto di impugnazione in caso di omessa integrazione da parte del legale dell’imputato.

Oggi, nell’incontro in Via Arenula con i rappresentanti del Cnf, è stato specificato che, in attesa della completa attuazione delle disposizioni in materia di processo penale telematico, tale pagamento risulta dovuto anche per le parti ammesse al gratuito patrocinio esclusivamente in ragione del connotato sanzionatorio delle norme vigenti. Le articolazioni ministeriali hanno evidenziato che si tratta di disposizioni del tutto distinte da quelle che contemplano la gratuità del rilascio delle copie richieste da parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato.


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730 precompilato

Disponibile il modello 730 precompilato

L’Agenzia delle Entrate, a partire dal 30 aprile, metterà a disposizione il modello 730 precompilato per lavoratori dipendenti e pensionati. Il modello sarà disponibile sul sito dell’Agenzia, e permetterà ai contribuenti di inviare la dichiarazione online.

Il contribuente, oltre ad avere la possibilità di compilare il modello in maniera ordinaria, potrà completarlo autonomamente online. Con il nuovo modello 730 precompilato non sarà più necessario compilare tutti i riquadri del modello.

Le informazioni che possiede l’Agenzia, leggiamo nella guida, «sono proposte con un linguaggio semplificato al contribuente, che può direttamente confermarle o modificarle attraverso un percorso guidato». Tutti i dati inseriti verranno riportati automaticamente negli appositi riquadri del 730.

Per accedere al 730 precompilato basterà utilizzare SPID, CIE o CNS.

Non hai ancora SPID?

Vieni a trovarci in Via Trieste 158/C (Ve), oppure contattaci al

+39 041 309 4509 per avere maggiori informazioni!

Nel 730 precompilato sono presenti tutti i dati della CU, gli oneri deducibili o detraibili con rimborsi, le informazioni presenti nelle dichiarazioni precedenti, quelle presenti nelle banche dati immobiliari e i pagamenti con modello F24.

I campi del nuovo modello 730 che si possono integrare poiché non precompilati corrispondono a:

  • Spese dei canoni di locazione per studenti universitari fuori sede;
  • Spese per attività sportive;
  • Spese di abbonamento al trasporto pubblico.

Il 730 precompilato sarà disponibile da domani, 30 aprile, con scadenza per la presentazione fissata al 30 settembre.


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A 47 anni dalla sua morte, un ricordo di Fulvio Croce 

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Digitalizzazione Ue: nasce la cartella clinica elettronica condivisa

D’ora in avanti sarà possibile l’accesso in tutta Europa ai propri dati sanitari, a seguito dell’istituzione dello Spazio europeo dei dati sanitari.

I dati, nel caso di un trasferimento dall’Italia ad un altro paese Ue, verranno trasmessi in maniera sicura agli operatori sanitari. Si tratta di un accordo provvisorio, che attende l’approvazione del Consiglio Ue e la pubblicazione in GU.

Il regolamento entrerà in vigore ufficialmente dopo due anni. Nelle cartelle cliniche elettroniche saranno contenuti resoconti sui pazienti, immagini mediche, prescrizioni elettroniche e i risultati di laboratorio.

I dati verranno trasmessi attraverso la piattaforma MyHealth@EU, per esempio nei casi in cui un cittadino decida di trasferirsi in un altro Stato europeo. Successivamente sarà possibile anche consultare i referti di diagnostica per immagini, lettere di dimissioni ospedaliere e risultati di laboratorio.

Non mancheranno misure per la tutela della privacy: i pazienti, inoltre, verranno informati tutte le volte che viene effettuato l’accesso ai loro dati.

Per la correlatrice della Commissione per le libertà civili, Annalisa Tardino: «lo Spazio dei dati sanitari migliorerà l’accesso di tutti all’assistenza sanitaria. In futuro, i medici potranno essere autorizzati ad accedere alle cartelle cliniche e ai risultati di laboratorio dei loro pazienti in altre regioni o addirittura in altri Stati membri dell’Ue, risparmiando denaro e risorse e fornendo cure migliori. Anche se avremmo preferito misure ancora più incisive, siamo riusciti a trovare una posizione che può essere accettata dalla maggioranza».


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Oggi ricorre il 47esimo anniversario dell’assassinio dell’avvocato Fulvio Croce, vittima di un brutale agguato da parte delle Brigate Rosse a Torino. Croce, figura simbolo dell’avvocatura, è ricordato non solo per la sua brillante carriera legale, ma soprattutto per il suo incrollabile impegno nella difesa dei principi democratici e del diritto di parola, anche di fronte a minacce e intimidazioni.

Nato a Castelnuovo Nigra nel 1901, Croce si laurea in legge nel 1924 e si dedica sin da subito alla professione. La sua carriera viene però bruscamente interrotta dall’avvento del regime fascista, a cui si oppone con fermezza. Aderisce alla Resistenza e, dopo la Liberazione, assume un ruolo di primo piano nella ricostruzione del Paese, sia come avvocato che come uomo politico.

Nel 1977, all’età di 76 anni, Croce accetta la nomina a difensore d’ufficio di alcuni esponenti delle Brigate Rosse nel processo in corso a Torino. Un atto di coraggio e di profonda convinzione nei valori democratici, che gli costerà la vita. Il 28 aprile 1977, viene assassinato da un commando di terroristi nel portone del suo studio.

L’eredità di Fulvio Croce vive ancora oggi nel cuore di tutti coloro che credono nei valori della democrazia e del pluralismo. La sua figura rappresenta un monito a non cedere mai di fronte alle intimidazioni e a difendere con tenacia i principi che fondano una società libera e giusta.


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 Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria una relazione urgente su quanto avvenuto nel carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, dove un agente della penitenziaria è stato fermato in possesso, tra l’altro, di quasi 4,4 chili di sostanze stupefacenti di vario tipo.

Mentre l’inchiesta penale fa il suo iter, anche il Ministero ha avviato accertamenti amministrativi su una vicenda gravissima – ferma restando la presunzione di innocenza – e che è stata portata alla luce anche grazie al lavoro degli agenti della polizia penitenziaria.


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Su richiesta del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, arriveranno presto all’Istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano nuovi rinforzi di personale: ai 13 agenti di Polizia Penitenziaria, che hanno già assunto servizio il 22 aprile – dopo l’arresto di altrettanti colleghi coinvolti a vario titolo nell’inchiesta della Procura di Milano – si aggiungeranno in breve tempo altre 22 unità, distinte in vari ruoli: sarà infatti indetto ad ore dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria uno specifico interpello.

Ulteriore personale potrà essere destinato all’Ipm, dopo la conclusione – a metà luglio – del 183esimo corso per agenti di polizia penitenziaria. A partire dal 6 maggio, inoltre, il comando dell’istituto sarà assunto da un funzionario del corpo.


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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro della giustizia Carlo Nordio, ha approvato, con la previsione della richiesta alle Camere di sollecita calendarizzazione nel rispetto dei regolamenti dei due rami del Parlamento, un disegno di legge per l’introduzione di disposizioni e la delega al Governo in materia di intelligenza artificiale.

Il disegno di legge individua criteri regolatori capaci di riequilibrare il rapporto tra le opportunità che offrono le nuove tecnologie e i rischi legati al loro uso improprio, al loro sottoutilizzo o al loro impiego dannoso. Inoltre, introduce norme di principio e disposizioni di settore che, da un lato, promuovano l’utilizzo delle nuove tecnologie per il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e della coesione sociale e, dall’altro, forniscano soluzioni per la gestione del rischio fondate su una visione antropocentrica. In quest’ottica, il disegno di legge non si sovrappone al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale approvato lo scorso 13 marzo dal Parlamento Europeo, di prossima emanazione, ma ne accompagna il quadro regolatorio in quegli spazi propri del diritto interno, tenuto conto che il regolamento è impostato su un’architettura di rischi connessi all’uso della intelligenza artificiale (IA).

Le norme intervengono in cinque ambiti: la strategia nazionale, le autorità nazionali, le azioni di promozione, la tutela del diritto di autore, le sanzioni penali. Si prevede, inoltre, una delega al governo per adeguare l’ordinamento nazionale al Regolamento UE in materie come l’alfabetizzazione dei cittadini in materia di IA (sia nei percorsi scolastici che in quelli universitari) e la formazione da parte degli ordini professionali per professionisti e operatori. La delega riguarda anche il riordino in materia penale per adeguare reati e sanzioni all’uso illecito dei sistemi di IA.

Principi fondamentali e promozione dell’IA nei settori produttivi

Le norme prevedono che il ciclo di vita dei sistemi e dei modelli di intelligenza artificiale debba basarsi sul rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà dell’ordinamento italiano ed europeo oltre che sui principi di trasparenza, proporzionalità, sicurezza, valorizzazione anche economica del dato, protezione dei dati personali, riservatezza, robustezza, accuratezza, non discriminazione, parità dei sessi e sostenibilità. Inoltre, si specificano i principi che caratterizzano lo sviluppo e soprattutto la concreta applicazione nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale dell’uomo, della prevenzione del danno, della conoscibilità, della spiegabilità. Si stabilisce che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non deve pregiudicare la vita democratica del Paese e delle istituzioni. Si introduce la necessità del rispetto della cybersicurezza lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi e dei modelli di intelligenza artificiale. Si garantisce alle persone con disabilità il pieno accesso ai sistemi di intelligenza artificiale senza forme di discriminazione.

L’utilizzo dei sistemi di IA nei mezzi di comunicazione deve avvenire senza pregiudizio ai principi di libertà e pluralismo alla libertà di espressione e del diritto all’obiettività, completezza, imparzialità e lealtà dell’informazione.

In materia di sviluppo economico si promuove l’IA nei settori produttivi da parte dello Stato e delle pubbliche autorità, per migliorare la produttività e avviare nuove attività economiche per il benessere sociale, nel rispetto principio generale della concorrenza nel mercato, dell’utilizzo e della disponibilità di dati ad alta qualità. Si prevede, che lo Stato e le altre pubbliche autorità indirizzino le piattaforme di e-procurement delle amministrazioni pubbliche.

Disposizioni in materia di sicurezza e difesa nazionale. Sono escluse dall’ambito di applicazione del provvedimento le attività svolte per scopi di sicurezza nazionale, per la cybersicurezza nazionale nonché quelle svolte per scopi di difesa dalle forze armate e dalle forze di polizia.

DISPOSIZIONI DI SETTORE

Sanità e disabilità

  1. Accessibilità e intelligenza artificiale in ambito sanitario e di disabilità

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non può in alcun modo selezionare con criteri discriminatori condizionando e restringendo l’accesso alle prestazioni sanitarie. Prioritario è il diritto dell’interessato ad essere informato circa l’utilizzo di tali tecnologie. Si promuove la diffusione dei sistemi di IA finalizzati all’inclusione, le condizioni di vita e l’accessibilità delle persone con disabilità. L’utilizzo dei sistemi di IA in ambito sanitario deve lasciare impregiudicata la spettanza della decisione alla professione medica.

 

  1. Ricerca e sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale in ambito sanitario

I trattamenti di dati, anche personali, eseguiti da soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro per la ricerca e la sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale per finalità terapeutica e farmacologica, sono dichiarati di rilevante interesse pubblico.

 

  1. Disposizioni in materia di fascicolo sanitario elettronico, sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e governo della sanità digitale

Si istituisce una piattaforma di intelligenza artificiale per il supporto alle finalità di cura e, in particolare, per l’assistenza territoriale.

 

Lavoro

  1. Disposizioni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in materia di lavoro

Si applica il principio antropocentrico all’utilizzo dell’IA nel mondo del lavoro, chiarendo che l’intelligenza artificiale può essere impiegata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’integrità psico­fisica dei lavoratori, accrescere la qualità delle prestazioni lavorative e la produttività delle persone in conformità al diritto dell’Unione europea. Anche per il lavoro viene ribadito il principio di equità e non discriminazione, stabilendo che l’utilizzo dei sistemi di IA per l’organizzazione o la gestione del rapporto di lavoro non può in nessun caso essere discriminatorio.

 

  1. Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

Si istituisce presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un Osservatorio sull’adozione dei sistemi di IA.

Per le professioni intellettuali, si stabilisce che il pensiero critico umano debba sempre risultare prevalente rispetto all’uso degli strumenti di intelligenza artificiale, che può riguardare solo le attività di supporto all’attività professionale. Per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente si è stabilito, inoltre, che le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista debbano essere comunicate al cliente con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.

 

Pubblica Amministrazione

Si regola l’utilizzo dell’IA nel settore dell’attività della pubblica amministrazione per garantire il buon andamento e l’efficienza dell’attività amministrativa dando centralità al principio dell’autodeterminazione e della responsabilità umana.

 

Attività giudiziaria

Nell’amministrazione della giustizia l’utilizzo dell’IA è consentito esclusivamente per finalità strumentali e di supporto, quindi per l’organizzazione e la semplificazione del lavoro giudiziario nonché per la ricerca giurisprudenziale e dottrinale anche finalizzata all’individuazione di orientamenti interpretativi. È sempre riservata al magistrato la decisione sull’interpretazione della legge, la valutazione dei fatti e delle prove e sull’adozione di ogni provvedimento inclusa la sentenza.

Tra le materie di competenza esclusiva del tribunale civile si aggiungono le cause che hanno ad oggetto il funzionamento di un sistema di intelligenza artificiale.

Cybersicurezza nazionale

L’ACN promuove e sviluppa ogni iniziativa, anche di partenariato pubblico-privato, volta a valorizzare l’intelligenza artificiale come risorsa per il rafforzamento della cybersicurezza nazionale.

STRATEGIA NAZIONALE, AUTORITÀ NAZIONALI E AZIONI DI PROMOZIONE

  1. Strategia nazionale

Si introduce la Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale, il documento che garantisce la collaborazione tra pubblico e privato, coordinando le azioni della pubblica amministrazione in materia e le misure e gli incentivi economici rivolti allo sviluppo imprenditoriale ed industriale. I risultati del monitoraggio vengono trasmessi annualmente alle Camere.

 

  1. Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale

Si istituiscono le Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale, disponendo l’affidamento all’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) del compito di garantire l’applicazione e l’attuazione della normativa nazionale e dell’Unione europea in materia di AI.

AgID e ACN, ciascuna per quanto di rispettiva competenza, assicurano l’istituzione e la gestione congiunta di spazi di sperimentazione finalizzati alla realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale conformi alla normativa nazionale e dell’Unione europea.

 

  1. Misure di sostegno ai giovani sull’intelligenza artificiale

Tra i requisiti per beneficiare del regime agevolativo a favore dei lavoratori rimpatriati rientrerà l’aver svolto un’attività di ricerca nell’ambito delle tecnologie di intelligenza artificiale.

Nel piano didattico personalizzato (PDP) delle scuole superiori per le studentesse e gli studenti ad alto potenziale cognitivo potranno essere inserite attività volte alla acquisizione di ulteriori competenze attraverso esperienze di apprendimento presso le istituzioni della formazione superiore.

 

  1. Investimenti nei settori di intelligenza artificiale, della cybersicurezza e quantum computing

Si prevedono investimenti per un ammontare complessivo di 1 miliardo di euro, nei settori dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e del quantum computing delle telecomunicazioni e delle tecnologie per queste abilitanti, al fine di favorire lo sviluppo, la crescita e il consolidamento delle imprese operanti in tali settori. Tali investimenti sono effettuati anche mediante l’istituzione di uno o più fondi appositamente dedicati e mediante coinvestimenti di altri fondi gestiti da CDP Venture Capital Sgr.

 

Tutela degli utenti e in materia di diritto d’autore

  1. Identificazione dei contenuti testuali, fotografici, audiovisivi e radiofonici prodotti da sistemi di intelligenza artificiale

Si prevedono misure, nell’ambito del “Testo unico per la fornitura di servizi di media audiovisivi”, volte a favorire l’identificazione e il riconoscimento dei sistemi di intelligenza artificiale nella creazione di contenuti testuali, fotografici, audiovisivi e radiofonici. Il contenuto che sia stato completamente o parzialmente generato, modificato o alterato dai sistemi di intelligenza artificiale, in modo tale da presentare come reali dati, fatti e informazioni che non lo sono, deve avere un elemento o segno identificativo, anche in filigrana o marcatura incorporata con l’acronimo “IA” o, nel caso audio, attraverso annunci audio ovvero con tecnologie adatte a consentire il riconoscimento. Fanno eccezione a tale marchiatura l’opera o un programma manifestamente creativo, satirico, artistico o fittizio, fatte salve le tutele per i diritti e le libertà dei terzi. Le misure attuative sono definite con specifico regolamento dell’AGCOM.

 

  1. Tutela del diritto d’autore delle opere generate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale

Nell’ambito della legge sul diritto d’autore si prevede una disciplina specifica per le opere create con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale, assicurando l’identificazione delle opere e degli altri materiali il cui utilizzo non sia espressamente riservato dai titolari del diritto d’autore.

 

DISCIPLINA PENALE

Si prevede un aumento della pena per i reati commessi mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, quando gli stessi, per la loro natura o per le modalità di utilizzo, abbiano costituito mezzo insidioso, o quando il loro impiego abbia comunque ostacolato la pubblica o la privata difesa o aggravato le conseguenze del reato. Un’ulteriore aggravante è prevista per chi, attraverso la diffusione di prodotti dell’IA, prova ad alterare i risultati delle competizioni elettorali, come già avvenuto in altre nazioni europee.

Si punisce l’illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con sistemi di intelligenza artificiale, atti a indurre in inganno sulla loro genuinità, con la pena da uno a cinque anni di reclusione se dal fatto deriva un danno ingiusto.

Si introducono circostanze aggravanti speciali per alcuni reati nei quali l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale abbia una straordinaria capacità di propagazione dell’offesa.

Infine, attraverso apposita delega, il Governo è chiamato a prevedere:

  1. strumenti tesi ad inibire la diffusione e a rimuovere contenuti generati illecitamente anche con sistemi di intelligenza artificiale, supportati da un adeguato sistema di sanzioni;
  2. una o più autonome fattispecie di reato, punite a titolo di dolo o di colpa, nonché ulteriori fattispecie di reato, punite a titolo di dolo, dirette a tutelare specifici beni giuridici esposti a rischio di compromissione per effetto dell’utilizzazione di sistemi di intelligenza artificiale;
  3. una circostanza aggravante speciale per i delitti dolosi puniti con pena diversa dall’ergastolo nei quali l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale incida in termini di rilevante gravità sull’offesa;
  4. una revisione della normativa sostanziale e processuale vigente, anche a fini di razionalizzazione complessiva del sistema.

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