La scomparsa di Roberta Guaineri: un addio commovente da parte della Camera Penale di Milano

La notizia della scomparsa di Roberta Guaineri ha sconvolto e addolorato profondamente la comunità forense, e non solo, di Milano. Guainieri, nota per il suo impegno come avvocata penalista e per il suo contributo alla vita politica e sportiva milanese, lascia un vuoto incolmabile, come ricordato nel testo di un messaggio a firma della Camera penale di Milano, che ha voluto ricordarla con parole cariche di affetto e stima: “Roberta era tante cose, bravissima collega penalista, iscritta da sempre alla Camera Penale, politica, ex assessore allo sport del Comune di Milano, già componente del Consiglio giudiziario, ex Consigliere dell’Ordine e molto altro. Ma per noi, tutti accomunati dalla stessa passione per lo sport, era semplicemente un’amica e compagna di imprese.”

Nel messaggio si sottolinea come la loro amicizia fosse profondamente legata alla comune passione per lo sport. Innumerevoli erano i momenti condivisi tra gare e allenamenti: “Il nostro dialogo, quando ci incontravamo, era secco ed essenziale, ‘Cosa stai preparando? Qual è la tua prossima gara? Ti stai allenando?'”.

Difficile è per i colleghi penalisti raccontare tutte le avventure sportive vissute da Roberta, tra maratone, gran fondo di ciclismo e nuoto, gare di triathlon. Ogni mercoledì mattina, da marzo a novembre, l’appuntamento sportivo alle 6:30 presso la Conca del Naviglio Pavese era un momento irrinunciabile per il gruppo di amici. Insieme, pedalavano fino alla Certosa di Pavia e ritorno.

Roberta Guaineri, con il suo spirito vitale e solare, lascia un segno indelebile in coloro che l’hanno conosciuta. “Amica cara, vitale e solare, ci mancherai, ma quando pedaleremo lungo il Naviglio sarai sempre con noi, nei nostri cuori”.

La comunità legale e sportiva di Milano si unisce nel dolore per la perdita di una figura tanto amata, ricordando Roberta Guaineri non solo per i suoi successi professionali, ma soprattutto per la sua umanità e il suo contagioso entusiasmo.


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L’avvocato: un’etica rigorosa per un ruolo cruciale

Quando un avvocato è tenuto a restituire il compenso in caso di mancato adempimento professionale

donna che legge

L’avvocato: un’etica rigorosa per un ruolo cruciale

L’avvocato, pilastro del sistema giuridico e garante dei diritti, riveste un ruolo sociale e costituzionale di assoluta peculiarità. Tale rilevanza impone un’etica rigorosa, con una valutazione più severa del requisito della “condotta irreprensibile” rispetto ad altre professioni.

La sentenza n. 64 del 13 marzo 2024 del Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Galletti):

  • Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha confermato la decisione di un Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) di non iscrivere un soggetto al registro dei praticanti a causa di una condotta non irreprensibile.
  • Nonostante l’iscrizione precedente del soggetto al registro dei commercialisti, il CNF ha ritenuto che la maggiore responsabilità etica degli avvocati richieda una valutazione più rigorosa della loro condotta.
  • Il CNF ha sottolineato il ruolo cruciale degli avvocati nella tutela dei diritti fondamentali e nell’accesso alla giustizia, a maggior ragione necessitando di una valutazione più stringente del loro profilo etico.

Implicazioni:

  • Gli avvocati devono mantenere i più alti standard etici per preservare l’integrità della professione legale.
  • La valutazione della “condotta irreprensibile” per gli avvocati va oltre le condanne penali e considera l’intero comportamento e la reputazione.
  • La decisione del CNF rafforza la distinzione tra le aspettative etiche per gli avvocati e quelle per altre professioni.

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Quando un avvocato è tenuto a restituire il compenso in caso di mancato adempimento professionale

Nuova minaccia per i dispositivi Windows

mani con monete

Quando un avvocato è tenuto a restituire il compenso in caso di mancato adempimento professionale

In caso di mancato adempimento professionale, l’avvocato è tenuto a restituire, in tutto o in parte, il compenso già incassato per attività non svolta. Tuttavia, tale obbligo – anche deontologico – non sorge immediatamente e automaticamente alla richiesta del cliente che lamenta l’inadempimento dell’avvocato agli obblighi derivanti dall’assunzione del mandato.

Punti chiave:

  • L’avvocato ha diritto a trattenere il compenso fino a quando un provvedimento giudiziale non lo dichiari inadempiente e lo condanni al pagamento.
  • L’ammontare del rimborso in caso di inadempimento parziale sarà determinato dal giudice.
  • Anticipare l’obbligo di restituire il compenso alla mera richiesta del cliente, e addirittura subordinare a tale adempimento l’evitazione di una sanzione disciplinare, violerebbe il diritto di difesa.
  • L’avvocato deve avere la possibilità di contestare e difendersi dalle pretese del cliente.

Conseguenze:

  • Un avvocato non può essere sottoposto a sanzioni disciplinari per il mancato rimborso immediato del compenso su richiesta del cliente.
  • L’avvocato ha il diritto di difendersi in giudizio dalle pretese del cliente.
  • L’ammontare del compenso da rimborsare sarà determinato da un giudice in base alle specifiche circostanze del caso.

Sentenza n. 66 del 13 marzo 2024 del Consiglio Nazionale Forense


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Nuova minaccia per i dispositivi Windows

Gli appuntamenti dell’Associazione Nazionale Magistrati dal 24 al 30 giugno

computer portatile

Nuova minaccia per i dispositivi Windows

È stata scoperta una nuova vulnerabilità all’interno dei sistemi Windows, che permette ai cybercriminali di prendere il controllo dei dispositivi e di infettarli con malware pericolosi.

Lo rivela Forbes, a seguito di una conferma ufficiale di Microsoft. L’azienda invita gli utenti ad aggiornare i pc, soprattutto se si utilizzano reti pubbliche. La minaccia, infatti, denominata CVE-2024-30078, consente ai criminali di attaccare i dispositivi mediante il Wi-Fi, senza dover inviare malware o virus tramite mail o sms.

I dispositivi Windows risultano in questo caso maggiormente a rischio in luoghi pubblici, quali stazioni, aeroporti e hotel. Infatti, è sufficiente che la vittima si trovi semplicemente nei dintorni del malintenzionato.

Tutte le versioni di Windows sono a rischio, dunque anche Windows 10 e 11.

Dichiara Kikta, esperto di Cybersecurity: «Se la patching immediata non è fattibile, è necessario utilizzare il rilevamento degli endpoint per monitorare l’attività sospetta relativa a questa vulnerabilità. A causa della sua natura unica, è improbabile che sia visibile ai metodi di rilevamento a livello di rete. Il rischio di eseguire software obsoleto non può essere sopravvalutato».


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Gli appuntamenti dell’Associazione Nazionale Magistrati dal 24 al 30 giugno

Ufficio per il Processo: immissione in servizio per 3352 nuovi addetti

logo associazione nazionale magistrati

Gli appuntamenti dell’Associazione Nazionale Magistrati dal 24 al 30 giugno

La settimana dal 24 al 30 giugno si preannuncia ricca di appuntamenti significativi organizzati dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Ecco gli incontri principali in programma:

Giovedì 27 giugno – Separare e sorteggiare: un confronto

Milano, ore 9.30 – Presso l’Università degli Studi di Milano (Aula 113) in Via Festa del Perdono, 3, si terrà un importante confronto sul tema “Separare e sorteggiare”. L’evento vedrà la partecipazione del presidente dell’ANM, Giuseppe Santalucia, che interverrà per discutere le prospettive e le implicazioni della separazione delle carriere e del sorteggio all’interno della magistratura.

Venerdì 28 giugno – Accesso alla magistratura: test psico-attitudinali e formazione

Milano, ore 9.00 – Sempre all’Università degli Studi di Milano, nel Dipartimento di Scienze Giuridiche “Cesare Beccaria” (Aula Guido Galli) in Via Festa del Perdono, 3, si svolgerà un incontro dedicato all’accesso alla magistratura con un focus particolare sui test psico-attitudinali e la formazione. L’iniziativa è organizzata dall’ANM e vedrà la partecipazione di figure di spicco nel panorama giuridico e accademico italiano.

Tra i relatori ci saranno:

  • Giuseppe Santalucia, Presidente dell’ANM
  • Silvana Sciarra, Presidente della Scuola Superiore della Magistratura
  • Daniela Milani, Direttrice del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università Statale di Milano
  • Sarantis Thanopulos, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana
  • Giacomo Oberto, Segretario dell’Unione Internazionale Magistrati

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Ufficio per il Processo: immissione in servizio per 3352 nuovi addetti

Riforma, Nordio: “Testo non blindato ma aperto al dialogo”

giudici di pace

Ufficio per il Processo: immissione in servizio per 3352 nuovi addetti

Un nuovo nutrito contingente di Addetti all’Ufficio per il processo ha preso servizio nei giorni scorsi. Sono 3.352 addetti, su un totale di 3.840, cioè l’87% dei vincitori, che hanno provveduto alla scelta della sede e alla firma del contratto individuale di lavoro. 42mila il numero complessivo dei partecipanti.

L’immissione in ruolo consentirà di prestare servizio per almeno 24 mesi – fino al 30 giugno 2026 – e poter, quindi, accedere alla procedura di stabilizzazione a decorrere dal 1° luglio 2026, come previsto dal decreto-legge 19/2024. I nuovi addetti si aggiungono a quelli già assunti, il cui contratto di lavoro è stato prorogato fino al 30 giugno 2026, in forza del decreto legge 215/2023.

L’innesto di nuovi addetti, che consentirà agli uffici giudiziari di avere un importante supporto per lo svolgimento delle attività, è una iniziativa in linea con i target del Pnrr. Si conferma così l’impegno assunto dal Ministero a colmare l’annoso problema della carenza di organico.

E’ previsto, inoltre, a breve un nuovo scorrimento della graduatoria, per integrare le scoperture di organico presenti ancora in taluni distretti.


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Riforma, Nordio: “Testo non blindato ma aperto al dialogo”

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha partecipato alla XIV edizione del Taormina Book Festival, intervenendo durante il panel dedicato alla “Riforma della giustizia e separazione delle carriere”.

Due sono stati i temi principali della conversazione: “Stiamo esercitando il mandato affidatoci dagli elettori” e “la parola ai cittadini”. Questi principi sono stati ribaditi da Nordio come fondamenta della riforma in corso.

Durante il suo intervento, il Ministro ha affrontato numerosi argomenti riguardanti la riforma della giustizia. Ha sottolineato che il testo della riforma non è “blindato” ma aperto al dialogo, specificando che eventuali modifiche potranno essere apportate purché migliorative e rispettose del mandato elettorale.

Nordio ha poi ricordato che la separazione delle carriere è un principio consolidato nei Paesi anglosassoni e ha ribadito che il testo di revisione costituzionale si basa sull’indipendenza e autonomia della magistratura nelle sue funzioni requirente e giudicante. Questo principio è saldamente ancorato nella Costituzione italiana e non può essere messo in discussione.

Un altro punto cruciale del discorso del Ministro ha riguardato l’istituzione dell’Alta Corte, definita come “la vera rivoluzione” della riforma. Questa nuova istituzione avrà funzioni disciplinari e sarà caratterizzata dal sorteggio, garantendo così la selezione di personalità di alto livello come elemento di garanzia.

Infine, Nordio ha espresso l’auspicio di ottenere una “larga maggioranza” parlamentare per l’approvazione del testo. Tuttavia, ha affermato che anche un eventuale passaggio referendario sarebbe positivo, poiché permetterebbe ai cittadini di esprimersi direttamente su temi che li riguardano da vicino. Nordio si è detto fiducioso che la maggioranza dei cittadini sarebbe favorevole alla riforma proposta.


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Carceri, Delmastro: “Disponibili a costruire San Vito al Tagliamento”

172 nuovi addetti all’Ufficio del processo nel distretto di Venezia

vista esterna di un carcere

Carceri, Delmastro: “Disponibili a costruire San Vito al Tagliamento”

Dopo più di 10 anni di rinvii, il Governo oggi in Prefettura a Pordenone ha dichiarato la disponibilità, dopo aver reperito 51 milioni e aver appianato alcune problematicità di natura giuridica, a firmare il contratto con la ditta che dovrà realizzare l’Istituto Penitenziario di San Vito al Tagliamento.
Il nuovo istituto avrà una capienza di circa 300 detenuti. Orgoglioso del lavoro del Governo Meloni: la risposta al sovraffollamento carcerario è la realizzazione di nuove strutture, non provvedimenti svuota carceri che erodono la certezza della pena e rappresentano il colpo di spugna dello Stato rispetto alla sicurezza.
È quanto dichiara in una nota Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e Sottosegretario di Stato alla Giustizia.
padiglione biennale giudecca

172 nuovi addetti all’Ufficio del processo nel distretto di Venezia

Venezia – Il sottosegretario alla giustizia, Andrea Ostellari, ha annunciato l’assunzione di 172 nuovi addetti all’Ufficio del processo nel distretto di Venezia. Questi nuovi assunti hanno firmato il contratto e iniziano il loro servizio oggi. Di questi, 42 saranno assegnati alla Corte d’Appello, mentre gli altri verranno distribuiti nei vari tribunali del distretto: 5 a Belluno, 21 a Padova, 9 a Rovigo, 17 a Treviso, 37 a Venezia, 25 a Verona e 16 a Vicenza.

Questa iniziativa è una risposta alla carenza di personale nei tribunali. Ostellari ha sottolineato che “questo contingente si aggiungerà agli addetti all’ufficio per il processo e al personale tecnico già in servizio, il cui contratto è stato recentemente prorogato fino al 30 giugno 2026”. L’obiettivo è dimostrare l’attenzione del Governo verso il sistema Giustizia e ridurre l’arretrato nei tribunali.

Il sottosegretario ha ringraziato il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del Ministero per aver bandito il concorso e definito le assegnazioni in poco più di un mese. “Per il Veneto è un grande risultato”, ha dichiarato. I nuovi addetti rimarranno in servizio fino a giugno 2026, data entro la quale si prevede di effettuare una nuova e definitiva selezione di personale.

 


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VII edizione di Fuorigioco, progetto di rieducazione dei detenuti

Dopo il successo degli scorsi anni e la sospensione forzata causa Covid, ha preso il via la settima edizione del progetto di rieducazione dei detenuti denominato “Fuori…gioco!” che ha come obiettivo quello di trasmettere ai reclusi i valori tipici dello sport come il rispetto delle regole e dell’avversario e che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del patrocinio del Ministero della Giustizia.
Il direttore dell’Istituto Penitenziario di Taranto dott. Luciano Mellone, ha accolto favorevolmente la riproposizione del progetto da parte del suo ideatore e coordinatore, l’avvocato Giulio Destratis, Presidente dell’A.P.S. Fuorigioco.

Dopo un incontro preliminare in cui si è illustrato ai detenuti lo sviluppo delle attività progettuali tenutosi alla presenza dell’Ispettore Capo di Polizia Penitenziaria Domenico Madeo, del dott. Vitantonio Aresta e della dott.ssa Doriana De Gaetani dell’Area Trattamentale dell’Istituto, è partita la fase didattica che prevede lo svolgimento di una serie di lezioni di aula all’interno del carcere, in cui si trattano tematiche riguardanti le tecniche e le tattiche di gioco, la giustizia sportiva, gli aspetti civili e penali relativi alla pratica sportiva, l’ordinamento federale e la traumatologia sportiva.
La seconda fase pratica prevede allenamenti di gioco e, soprattutto, un appuntamento unico in Italia: lo svolgimento del torneo di calcio quadrangolare tra le rappresentative di Magistrati, Avvocati, Agenti Penitenziari e detenuti, che si sfideranno all’insegna del Fair Play sabato 22 giugno 2024 con calcio di inizio alle ore 17.30 sul manto erboso dello Stadio Iacovone di Taranto.
Nel corso delle attività didattiche sono già intervenuti anche volti noti del calcio italiano: Pierluigi Orlandini, Giampaolo Spagnulo e Antonio Di Gennaro hanno raccontato le loro esperienze di vita fornendo ai ragazzi reclusi interessanti spunti di riflessione.

 


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