Maltempo in Emilia-Romagna: Il sostegno del Coa di Bologna agli avvocati in difficoltà

Dopo le violente piogge che hanno colpito duramente l’Emilia-Romagna sabato scorso, la regione si prepara a una tregua meteorologica, con previsioni che indicano precipitazioni non significative nei prossimi giorni. Tuttavia, la situazione rimane critica, soprattutto nella zona di Bologna, una delle aree più colpite dall’ondata di maltempo.

L’Ordine degli Avvocati di Bologna ha prontamente offerto il proprio sostegno ai professionisti che stanno affrontando gravi difficoltà a causa degli eventi atmosferici eccezionali. In una nota ufficiale, il Consiglio dell’Ordine ha dichiarato la propria “massima attenzione riguardo alle problematiche che molti colleghi stanno vivendo”, sottolineando l’impatto che queste condizioni hanno avuto sull’accesso agli uffici giudiziari della regione.

Per fronteggiare le difficoltà logistiche, i Consigli degli Ordini degli Avvocati dell’Emilia-Romagna hanno attivato un servizio di assistenza dedicato. Questo servizio mira a facilitare la sostituzione nelle udienze e negli adempimenti processuali urgenti per i professionisti impossibilitati a raggiungere le sedi giudiziarie a causa delle interruzioni di viabilità.

Paolo Rossi, vice presidente del Coa di Bologna, ha dichiarato: “Siamo consapevoli delle difficoltà che la situazione attuale comporta per l’attività professionale dei nostri iscritti. Confidiamo che questa iniziativa possa offrire un supporto concreto a chi è in difficoltà”. Per richiedere assistenza, gli avvocati possono inviare una comunicazione all’indirizzo info@ordineavvocatibologna.net, specificando il tipo di adempimento e la sede giudiziaria interessata. In questo modo, la richiesta verrà inoltrata al Consiglio dell’Ordine competente e verrà individuato un collega disponibile per la sostituzione.

L’Ordine, inoltre, attraverso il consigliere segretario Giovanni Delucca, ha espresso solidarietà a tutti i cittadini colpiti dall’emergenza, con un pensiero particolare per gli avvocati e le loro famiglie che stanno affrontando momenti di grande difficoltà.

Giustizia, Casciaro (ANM): separazione carriere è sentiero pericolo tracciato da governo

“Abbiamo sottolineato con forza come il disegno di legge governativo di riforma della giustizia si ponga in conflitto con i principi dello stato di diritto dell’Unione europea. Un Csm frammentato, depauperato nelle sue essenziali competenze, come la disciplina, indebolito da un meccanismo di selezione dei componenti mediante sorteggio non sarà più in grado di tutelare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dalla politica né saprà avere uno sguardo d’insieme sulla giurisdizione per salvaguardare complessivamente l’efficienza del servizio giustizia”. Lo afferma da Città del Capo il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro, a margine della discussione sulle riforme in esame nel nostro Paese avvenuto durante il dibattito.
“Un pm allontanato dalla giurisdizione non riuscirà più ad assolvere al proprio ruolo senza interferenze improprie o ingerenze politiche indebite.  È un sentiero pericoloso quello tracciato dal governo, se si vuole imboccarlo si indichino quali sono i rischi reali per i cittadini”, conclude Casciaro.

Nordio: “Composizione negoziata istituto nuovo che può aiutare le aziende in difficoltà”

La composizione negoziata è un istituto che il Governo, con il supporto attivo delle Camere di Commercio, sta sostenendo perché fornisce un aiuto concreto ed immediato alle aziende in difficoltà, agevolando la negoziazione tra l’impresa, i suoi creditori e gli altri soggetti interessati alla ristrutturazione dei debiti attraverso una soluzione che si raggiunge al di fuori delle aule giudiziarie”. Lo ha detto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo al convegno “Composizione negoziata per la crisi d’impresa. Procedure telematiche e stato dell’arte”, organizzato dalla Camera di Commercio di Palermo ed Enna.

Il Ministero della Giustizia insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha contribuito a finanziare e a vigilare su quello che è uno strumento importante attraverso il quale le imprese possono accedere alla composizione negoziata, ovvero la piattaforma telematica nazionale, realizzata e gestita con successo dal sistema delle Camere di Commercio, attraverso Unioncamere”, ha aggiunto Nordio.

“La piattaforma digitale rappresenta un modello virtuoso di sinergia fra istituzioni che ha un doppio vantaggio: da una parte consente agli imprenditori in difficoltà di rivolgersi alle Camere di commercio di appartenenza, che rappresentano il luogo più familiare dove poter costruire un percorso positivo di riconciliazione stragiudiziale. Dall’altro, consente costi evidentemente minori rispetto alle procedure tradizionali”, ha proseguito Nordio.

“La composizione negoziata è, quindi, uno strumento in crescita che intendiamo sostenere attraverso il costante miglioramento dell’efficienza del sistema giudiziario, ed in particolare della giustizia civile, che rappresenta una priorità per l’azione del Ministero della Giustizia, nell’ottica di garantire risposte concrete ad una più generale esigenza di efficienza avvertita dai cittadini, dalla società civile e dal contesto economico e imprenditoriale del nostro Paese”, ha concluso il Guardasigilli.

A Nordio un Premio dal Movimento italiano per la gentilezza

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è stato insignito di un attestato di benemerenza dal Movimento italiano per la Gentilezza, nell’ambito dell’11ª assemblea del World Kindness Movement a Palermo, a Palazzo dei Normanni.

La motivazione è la seguente: “All’Illustre Signor Ministro On. Carlo Nordio, il cui agire è intriso da grandissima dedizione e spirito di servizio, da una visione illuminata della “giustizia” riscontrabile nella sua prassi operativa protesa a rispettare la dignità dei cittadini e degli operatori di giustizia. Permeato da quella proprietà d’animo che è virtù integrante dell’etica ovvero la gentilezza, definita da Schopenhauer come preoccupazione genuina e profonda per gli altri. Essa riflette dunque una comprensione della preziosità della vita e della sua imperfezione, cifra di una personalità testimone di autentici sentimenti di rispetto verso tutti”.

 Il Guardasigilli ha ringraziato gli organizzatori sottolineando che “la kindness, ossia la gentilezza, dovrebbe connotare ciascuno di noi: vedere nell’altro un proprio fratello, essere coscienti dei nostri limiti, fissati dall’imperfezione del nostro intelletto. Da questa consapevolezza deve derivare la modestia, e da essa, appunto, la gentilezza. Una delle doti maggiori che una persona può avere – ha concluso Nordio – è l’umiltà che corrisponde alla conoscenza dei propri limiti. La cultura insegna la limitatezza delle nostre facoltà e a non essere mai prevaricatori rispetto al prossimo perché per quanto si possa essere ricco, potente ed erudito, la vera saggezza consiste nella consapevolezza dei nostri limiti”.

Giustizia digitale, in Sardegna è realtà: un sistema informativo per dare risposte e supporto immediato ai minori assistiti

Presentato nei giorni scorsi il nuovo sistema informativo per la gestione dei minori in comunità. Il protocollo d’intesa, che sancisce l’avvio del progetto, è stato recentemente approvato dalla giunta su proposta dell’assessora degli Affari generali, del personale e della riforma della regione, Mariaelena Motzo, in accordo con l’assessore dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, Armando Bartolazzi, e fa capo alla Direzione Generale dell’Innovazione e Sicurezza IT.

Il programma è un’innovazione che mira a migliorare i percorsi dedicati ai minori inseriti in strutture comunitarie, monitorare la disponibilità delle comunità autorizzate ad accoglierli e supportare il lavoro degli enti affidatari, come i servizi sociali comunali, le aziende sanitarie e i centri di giustizia minorile.

La sperimentazione del sistema informativo è già stata avviata nel 2021 dalla Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Cagliari, coinvolgendo le comunità presenti sul territorio.

Grazie al protocollo d’intesa, oltre alla Regione e al Tribunale per i Minorenni di Cagliari, saranno coinvolti anche la Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Sassari, le amministrazioni comunali e le aziende sanitarie, garantendo così una diffusione capillare del sistema su tutto il territorio regionale.

Questo sistema rappresenta una risposta concreta a una sfida delicata, creando un unico punto di accesso per gestire e monitorare tutte le informazioni legate al “progetto del minore”. Una volta censito dai soggetti affidatari attraverso i servizi sociali, le ASL e il CRGM (Centro Regionale di Giustizia Minorile), viene predisposto il progetto di affido e, ove necessario, il minore viene inserito in comunità. Qui, attraverso lo stesso sistema informativo, il minore viene accolto, viene compilato il Diario del minore, e tutte le informazioni vengono trasmesse alla procura, che può monitorare ogni fase e condurre le verifiche ispettive. Al portale possono accedere anche altre figure coinvolte: il garante nazionale dell’infanzia, che visualizza i dati aggregati; il tutore, che può consultare la scheda della comunità in cui è ospitato il minore; e il tribunale, che ha accesso a tutte le informazioni disponibili nel sistema.

L’assessora Motzo, nell’evidenziare l’impegno e la sensibilità della giunta, ha sottolineato che è “fondamentale che tutti gli attori, istituzionali e non, coinvolti in percorsi di tutela giudiziaria dei minori, possano condividere le informazioni in tempo reale. E’ altresì importante un approccio sinergico e condiviso tra tutte le parti coinvolte, per offrire una risposta efficace, efficiente e personalizzata a un settore tanto delicato quanto rilevante per la nostra società”.

“Questo progetto – ha commentato l’assessore dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, Armando Bartolazzi, mette in rete tutti i soggetti interessati alla presa in carico del minore attraverso un accesso unico digitale al fascicolo e alla gestione informatizzata di tutte le informazioni utili alla Procura per i minorenni. Il sistema informativo – ha precisato Bartolazzi – è una raccolta completa di informazioni in cui entrano in maniera sistematica i dati conferiti a partire dai Servizi Sociali di riferimento, dalle Asl, dal Centro Regionale di Giustizia Minorile. Dal censimento del minore alla predisposizione del progetto di affido, fino all’inserimento in Comunità. Tutto il percorso è tracciato e riscontrabile in maniera efficiente e veloce, con evidenti ricadute anche a beneficio dei giovani oggetto di provvedimento, per i quali – ha concluso l’assessore della sanità – l’obiettivo è il pieno reinserimento nella società”.

Carceri minorili: presenze in aumento, nuovi istituti in arrivo

Le carceri minorili italiane stanno affrontando un sovraffollamento senza precedenti. Secondo un recente dossier di Antigone, il numero di detenuti negli istituti penali per minorenni (Ipm) è aumentato del 50% tra il 2022 e il 2024, con 550 reclusi a fronte di 516 posti disponibili. Il tasso di affollamento ha raggiunto il 107%, aggravando una situazione già critica.

Per rispondere a questa emergenza, il governo ha annunciato l’apertura o il riadattamento di quattro nuovi Ipm a Rovigo, L’Aquila, Lecce e Santa Maria Capua Vetere. Questi istituti si aggiungono ai lavori in corso su strutture esistenti, che hanno temporaneamente ridotto gli spazi disponibili, soprattutto nel nord Italia.

La riorganizzazione prevede anche la chiusura di alcuni centri di prima accoglienza e diurni, concentrandosi su un sistema più efficiente per gestire l’incremento dei giovani detenuti.

Sentenza UE conferma responsabilità ambientale: chi inquina paga, anche dopo decenni

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato una decisione importante sui danni ambientali legati a tre siti di interesse nazionale (SIN) situati a Brescia, Torviscosa (Udine) e Colleferro (Roma). Nella sentenza del 29 luglio 2024 (è possibile consultarla a questo link), la Corte ha ribadito il principio secondo cui chi è responsabile dell’inquinamento deve rispondere dei costi di bonifica, anche se le attività illecite sono avvenute prima di una scissione societaria.

Il caso, che riguarda contaminazioni storiche con sostanze tossiche come i PCB e il cromo esavalente, ha visto coinvolti vari passaggi societari complessi. La sentenza della Corte UE conferma che la responsabilità ricade sia sulle società scorporate che su quelle beneficiarie della scissione, con rilevanti implicazioni sui futuri procedimenti ambientali.

La decisione fa seguito a una precedente sentenza della Corte d’appello di Milano, che nel 2021 aveva stabilito un risarcimento di oltre 450 milioni di euro a carico di una multinazionale per i danni ambientali causati nei tre SIN. Ora la parola finale spetta alla Corte di Cassazione.

La ricarica delle auto elettriche è una cessione di beni: decisione della Corte di Giustizia UE

La fornitura di energia elettrica per la ricarica delle auto è qualificata come cessione di beni. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 17 ottobre 2024 (causa C-60/23), che chiarisce il trattamento IVA per le stazioni di ricarica. Se la ricarica avviene utilizzando una card o un’applicazione fornita da una società diversa dal gestore della stazione, si configurano due operazioni distinte: la prima tra il gestore della stazione e la società intermediaria, e la seconda tra quest’ultima e l’utente finale.

Due operazioni distinte e trattamento IVA

Quando l’utente utilizza una card o un’app per accedere al servizio di ricarica, la Corte ha precisato che si realizzano due cessioni di beni. La prima avviene tra il gestore della stazione di ricarica e la società che mette a disposizione la card o l’applicazione; la seconda, tra quest’ultima società e l’utente. Questo comporta che, ai fini IVA, entrambe le operazioni sono soggette a imposta, trattandosi di due transazioni distinte.

I servizi collaterali: una prestazione autonoma

La Corte ha inoltre stabilito che eventuali servizi collaterali offerti dalla società intermediaria, per i quali l’utente paga un importo fisso mensile, devono essere considerati come prestazioni autonome rispetto alla cessione di energia elettrica. Tali servizi, ad esempio la gestione della card o dell’app, costituiscono una prestazione indipendente dal punto di vista fiscale, anch’essa soggetta al regime IVA previsto.

Ingressi di lavoratori extra-UE: nuove regole per contrastare le pratiche scorrette

Con l’introduzione del Decreto Legge n. 145/2024, arrivano importanti modifiche alle procedure per l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia, volte a limitare le pratiche scorrette da parte di alcuni datori di lavoro. La nuova normativa introduce, tra l’altro, vincoli più rigidi per chi presenta domanda di nulla osta per l’assunzione di lavoratori extra-UE, ponendo fine a certe irregolarità che permettevano agli stranieri di entrare nel Paese senza poi ottenere un vero impiego.

Stop alle promesse non mantenute

Una delle novità più rilevanti riguarda il datore di lavoro che, nel triennio precedente, non ha sottoscritto il contratto di soggiorno dopo aver ottenuto il nulla osta per un lavoratore straniero. In questi casi, non sarà più possibile presentare nuove domande. Questa misura mira a contrastare il fenomeno delle “promesse di impiego” mai realizzate, che permettevano l’ingresso regolare di stranieri senza poi offrir loro il lavoro previsto. Inoltre, il decreto introduce l’obbligo di confermare la richiesta di nulla osta entro sette giorni dalla conclusione degli accertamenti per il rilascio del visto d’ingresso, pena il rifiuto e la revoca del nulla osta stesso.

Digitalizzazione del processo

La semplificazione delle procedure passa anche attraverso una maggiore digitalizzazione. Dal 2025, i datori di lavoro dovranno trasmettere il certificato di idoneità alloggiativa, l’asseverazione di un consulente del lavoro o di un’organizzazione di categoria e il domicilio digitale allo sportello unico per l’immigrazione in formato digitale. Ciò consente di velocizzare il processo, eliminando la necessità di presentare documenti di persona e riducendo così i costi e i tempi delle pratiche.

Contratto di soggiorno digitale

Un’altra importante novità riguarda la firma del contratto di soggiorno. Entro otto giorni dall’ingresso in Italia, il contratto potrà essere firmato digitalmente dal datore di lavoro e dal lavoratore, che potranno quindi trasmetterlo in via telematica allo sportello unico. In caso di mancata trasmissione entro il termine stabilito, il nulla osta verrà automaticamente revocato, salvo cause di forza maggiore.

Verifica di manodopera disponibile

Prima di presentare la domanda nominativa di nulla osta per un lavoratore straniero, il datore di lavoro dovrà verificare con il centro per l’impiego la disponibilità di lavoratori già presenti in Italia. Se non vi sarà risposta entro otto giorni, la verifica sarà considerata conclusa con esito negativo, accelerando così ulteriormente le tempistiche della procedura.

Lavoro stagionale e nuove opportunità

Il Decreto introduce anche modifiche relative al lavoro stagionale. Tra le più rilevanti, la possibilità di conversione del permesso di soggiorno da stagionale a lavoro subordinato, senza limiti di quote, per i lavoratori che abbiano svolto almeno tre mesi di attività lavorativa regolare. Inoltre, i lavoratori stagionali verranno iscritti automaticamente alla piattaforma SIISL per agevolare la ricerca di nuovi impieghi una volta terminato il contratto stagionale.

Identificatori biometrici e visti d’ingresso

Dal 9 gennaio 2025, i richiedenti di visti per soggiorni di breve durata dovranno fornire identificatori biometrici all’atto della domanda. Questa misura, parte della riforma introdotta dal DL n. 145/2024, mira a rafforzare il controllo degli ingressi nel Paese.

Mattarella al Festival delle Regioni: collaborazione e innovazione per giustizia e ambiente

Al Festival delle Regioni e delle Province autonome a Bari il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le istituzioni per il loro buon funzionamento e per il servizio alla comunità. “La condivisione delle scelte e la ricerca di punti comuni sono essenziali”, ha affermato Mattarella, evidenziando come in momenti cruciali non sia sufficiente affermare visioni di parte, ma sia necessaria una capacità di mediazione e sintesi. Questo approccio, ha aggiunto, è un pilastro della democrazia, perché le istituzioni devono rispondere all’intera collettività.

Giustizia, intelligenza artificiale e dignità umana

Nel suo discorso, Mattarella ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale (IA), sollevando questioni etiche cruciali. “L’IA deve essere utilizzata per affermare, e non per violare, la dignità umana”, ha dichiarato. Ha inoltre evidenziato i rischi legati a un uso improprio delle tecnologie emergenti e ha posto l’accento sulla necessità di garantire che le decisioni più importanti rimangano nelle mani degli esseri umani. Il Presidente ha citato esempi significativi: “Pensiamo davvero che una macchina possa sostituire un medico nella cura delle persone o un giudice nello scrivere una sentenza?”

Questo aspetto è di particolare rilevanza per il mondo della giustizia, dove la crescente informatizzazione e l’introduzione di sistemi basati sull’IA stanno rivoluzionando il settore. Tuttavia, come ha osservato Mattarella, le decisioni che riguardano la vita e la dignità umana non possono essere affidate solo agli algoritmi. Questo monito assume particolare importanza nel contesto delle nuove tecnologie applicate alla gestione dei procedimenti giudiziari e all’uso dei dati.

Transizione ecologica e sostenibilità

Un altro tema centrale del suo intervento è stato l’ambiente. Mattarella ha esortato a seguire l’esempio delle nuove generazioni nella lotta ai cambiamenti climatici, ricordando che le risorse del pianeta non sono illimitate. La de-carbonizzazione e il contrasto ai cambiamenti climatici sono obiettivi irrinunciabili, ma non devono essere visti come freni allo sviluppo, bensì come opportunità per una crescita sostenibile.

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