Accesso agli atti condominiali gratuito, l’amministratore può addebitare solo le spese di copia

Il Tribunale di Roma ha stabilito che i condòmini possono richiedere l’accesso alla documentazione condominiale senza pagare oneri aggiuntivi. Secondo la sentenza n. 15169, pubblicata l’8 ottobre 2024, l’amministratore può solo addebitare le spese per le copie, senza richiedere ulteriori compensi.

La decisione nasce dal ricorso di un condòmino che, non avendo ricevuto risposta alle sue richieste di documenti inviate via Pec, ha citato l’amministratore in giudizio. Il tribunale ha quindi chiarito che il diritto alla trasparenza non deve essere limitato da costi extra, garantendo ai condòmini l’accesso diretto alla documentazione contabile e amministrativa.

Hacker, droni e AI per il traffico illegale: l’evoluzione delle cybermafie

Hacker professionisti a libro paga, sommergibili radiocomandati e droni per il traffico di droga e armi: sono le “cybermafie”, la nuova frontiera della criminalità organizzata, che sfrutta il web e le tecnologie avanzate per aumentare profitti e controllo. Questo fenomeno viene descritto nel rapporto “Cyber Organized Crime – Le mafie nel cyberspazio”, presentato dalla Fondazione Magna Grecia in occasione dei suoi 40 anni alla Camera dei deputati, dopo un’anteprima all’ONU lo scorso aprile.

Le cybermafie operano in modo “ibrido”, affiancando ai metodi tradizionali di estorsione nuove attività digitali sul dark web e nel metaverso. Per ampliare il loro raggio d’azione, reclutano ora ingegneri informatici, hacker e persino “drug designer” accanto a figure tradizionali come avvocati e commercialisti.

Cybercriminalità: un’allerta per le PMI e nuove norme di sicurezza

Le piccole e medie imprese (PMI) sono sempre più bersagliate dagli attacchi ransomware, che hanno colpito principalmente il settore privato (84%) nel 2023, con il 46,3% delle vittime appartenente a piccole realtà. Importante una strategia preventiva, oltre che punitiva, contro il cybercrime: in Italia è in discussione una nuova legge per rafforzare le pene contro i crimini informatici, ma l’approccio preventivo rimane cruciale per proteggere l’intero ecosistema digitale nazionale. Fondamentale anche il ruolo della formazione e della consapevolezza: spesso gli attacchi sfruttano la disattenzione umana, uno degli anelli deboli della sicurezza informatica.

Il recente report dell’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersicurezza colloca gli attacchi alle catene di fornitura software come la minaccia principale entro il 2030. Le PMI, parte vitale del tessuto economico italiano, devono essere attrezzate per far fronte a queste sfide, con l’aiuto della ricerca universitaria e delle nuove strategie di difesa.

Soluzioni e collaborazioni per la sicurezza nazionale

Tra le proposte emerse dal rapporto, l’adozione di applicativi digitali per prevenire gli attacchi, la cooperazione tra amministrazioni pubbliche e imprese, e l’uso di modelli cooperativi di cybersicurezza. Si raccomanda un partenariato pubblico-privato e una cooperazione multilivello per un’efficace gestione dei rischi e per assicurare un sistema di sicurezza robusto per l’Italia, in grado di fronteggiare le crescenti minacce del cyberspazio.

Mercato nero dei dati: “Conseguenze gravissime per la privacy e la sicurezza nazionale”

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano ha portato alla luce un allarmante schema di dossieraggio abusivo, tanto che il Pubblico Ministero Francesco De Tommasi ha definito i protagonisti della vicenda come “soggetti pericolosissimi”. Attraverso banche dati parallele e illecite, questi individui sono riusciti a raccogliere e diffondere in modo indiscriminato informazioni riservate e segrete, mettendo così a rischio la privacy dei cittadini e la stabilità delle istituzioni. Questi atti minacciano, secondo De Tommasi, di “condizionare le dinamiche imprenditoriali e le procedure pubbliche, anche giudiziarie”, rendendo questa rete un vero e proprio “pericolo per la democrazia”.

Il “mercato nero delle informazioni”

In una conferenza stampa, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha descritto il sistema come un “gigantesco mercato nero delle informazioni riservate”. L’indagine svela una rete di accessi illegali e la creazione di database paralleli che permettono a un’associazione criminale di vendere dati sensibili sul mercato nero, con conseguenze gravissime per la privacy e la sicurezza nazionale. Melillo sottolinea la necessità di cautela e di tempo per comprendere appieno i contorni di questa vicenda, che sembra appena agli inizi.

Dati segreti e accessi abusivi

Tra i materiali sequestrati, spicca una chiavetta USB appartenente a Nunzio Samuele Calamucci, presunto leader dell’organizzazione criminale. La chiavetta conteneva documenti riservati, inclusi file classificati riconducibili all’Aise, il servizio segreto italiano per l’estero, risalenti al 2008-2009 e relativi a reti di terrorismo jihadista globale. Questo episodio, unito alla capacità degli indagati di clonare persino indirizzi email ufficiali, come quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dimostra la vastità e l’invasività delle operazioni messe in campo dal gruppo.

La rete Equalize e il profitto dal crimine

Le indagini hanno messo in evidenza il ruolo della società Equalize, presieduta da Enrico Pazzali, dimessosi di recente da Fondazione Fiera e indagato per il suo coinvolgimento nella vicenda. Equalize, società di “business intelligence e reputazione aziendale”, sarebbe responsabile di numerosi report contenenti dati sensibili e avrebbe incassato 763.000 euro solo nei primi sette mesi del 2023, con un totale di oltre 3,1 milioni di euro guadagnati in tre anni grazie alla vendita di dati illeciti. È stata inoltre scoperta una società “clone” a Londra, Equalize Ltd., attraverso la quale operava un gruppo con accesso diretto alla banca dati SDI delle forze dell’ordine italiane.

Le intercettazioni rivelano una mole impressionante di dati riservati, pari a 15 terabyte, raccolti dall’associazione. Questi dati includono informazioni provenienti dal Sistema d’Indagine Informatico (SDI), accessibile solo alle forze dell’ordine per scopi investigativi e protetto da rigide normative di sicurezza.

Intervento delle istituzioni e rischio per la sicurezza nazionale

Alla luce di queste rivelazioni, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha incaricato il capo della polizia, Vittorio Pisani, di acquisire gli atti dell’indagine per avviare verifiche sugli accessi abusivi alle banche dati ministeriali. Una commissione di specialisti è già al lavoro per studiare ulteriori misure di protezione delle strutture informatiche interforze.

Movimento Forense: “L’accesso alla giustizia non può dipendere dal pagamento del contributo unificato”

La bozza della Legge di Bilancio ha sollevato preoccupazioni con l’introduzione di una misura che prevede l’estinzione del processo in caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato.

Movimento Forense sottolinea che la giustizia non può essere appannaggio di pochi, e in questo caso dei più abbienti. Il provvedimento, secondo l’associazione, presenta evidenti profili di incostituzionalità, in quanto l’accesso alla giustizia, garantito dall’articolo 24 della Costituzione, non può essere subordinato a un adempimento fiscale. Inoltre, si ricorda che il pagamento del contributo unificato è a carico del cittadino che richiede l’accesso alla giustizia, e non dell’avvocato.

L’applicazione di tale provvedimento limiterebbe ulteriormente l’accesso alla giustizia, già compromesso dai costi elevati dei contributi unificati. Inoltre l’associazione esprime il timore che questi metodi possano essere utilizzati per ridurre il numero di processi, a discapito dei diritti fondamentali dei cittadini.

Pertanto, Movimento Forense invita il Ministero della Giustizia a intervenire in difesa del diritto costituzionalmente garantito e chiede alle istituzioni forensi di agire a tutela delle avvocate, degli avvocati e dei cittadini.

Google introduce un watermark invisibile per testo generato da AI

Google ha lanciato una nuova tecnologia, SynthID Tezt, che consente di inserire un watermark invisibile nei testi generati da intelligenze artificiali. Questa funzionalità fa parte del Responsible GenAI Toolkit, un pacchetto di strumenti gratuito per sviluppatori, già disponibile sulla piattaforma Hugging Face.

Come funziona il watermark

Per comprendere il funzionamento di SynthID, è utile sapere che le AI generative operano attraverso calcoli probabilistici. Vengono addestrate su enormi volumi di dati e apprendono come formare frasi coerenti sulla base delle probabilità associate a ciascun token (carattere o parola). SynthID sfrutta questo meccanismo intervenendo nei modelli di scelta delle parole, creando un watermark unico che consente di identificare se un testo è stato generato da un’AI come ChatGPT o Gemini.

Limitazioni di SynthID

Nonostante la promessa di identificazione, Google riconosce che SynthID presenta alcune limitazioni. La tecnologia non è efficace per testi brevi, contenuti rielaborati o frasi tradotte, poiché l’intervento nel pattern di scelta dei token potrebbe compromettere la qualità e la precisione del testo.

Altri sviluppi nel settore

Anche altre aziende, come OpenAI, stanno esplorando soluzioni simili per tracciare i contenuti AI. In Cina, le normative impongono già l’inserimento di watermark nei testi generati, e la California sta considerando l’adozione di obblighi simili. Con queste iniziative, l’industria si muove verso una maggiore trasparenza nell’uso delle tecnologie AI.

Scontro toghe-governo: Nordio valuta un’ispezione su Patarnello

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato di valutare un’ispezione sul caso di Marco Patarnello, sostituto pg di Cassazione, che ha definito la premier Giorgia Meloni «più pericolosa di Berlusconi». Durante il question time alla Camera, l’intera delegazione di Fratelli d’Italia, guidata da Tommaso Foti, ha presentato un’interrogazione chiedendo al ministro di garantire l’imparzialità della magistratura.

Nordio ha espresso stupore per le dichiarazioni di Patarnello, aggiungendo che la gravità della vicenda richiede una valutazione attenta. Ha citato Sergio Mattarella, sottolineando l’importanza della mediazione e della sintesi per il buon funzionamento della democrazia.

Carriere separate: il centrodestra accelera, scontro con le toghe

Il centrodestra spinge sull’approvazione della riforma delle carriere separate nella magistratura, in un clima di tensione crescente con la magistratura. Dopo la scadenza del termine per gli emendamenti in Commissione Affari Costituzionali, la maggioranza ha deciso di non presentare correzioni, puntando a velocizzare l’iter di approvazione. L’unica eccezione riguarda alcuni emendamenti della Lega su altre materie.

La riforma, che modifica anche l’elezione dei membri del CSM e prevede l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, è stata definita “necessaria” dal presidente della I Commissione, Nazario Pagano (Forza Italia), per garantire un sistema giudiziario più efficiente e indipendente. L’obiettivo è portare il testo al voto della Camera entro dicembre.

Le opposizioni, però, si oppongono con forza. Il Partito Democratico ha presentato 170 emendamenti soppressivi, accusando il governo di voler “violentare la Costituzione” e minare l’autonomia della magistratura. Anche Italia Viva, Alleanza Verdi-Sinistra e il M5S hanno presentato numerosi emendamenti contro la riforma, definita da Filiberto Zaratti (AVS) un tentativo di “smontare e indebolire” il sistema giudiziario italiano.

Francesco Michelotti (Fratelli d’Italia) ha criticato la sinistra per la mancanza di volontà di dialogo, sottolineando che la riforma è attesa da anni e invocata da molti cittadini e operatori della giustizia.

Nel frattempo, la Lega ha proposto emendamenti che mirano a sancire la prevalenza delle leggi italiane su quelle europee, rispondendo così alle recenti polemiche sulla questione migranti e Albania.

Patente digitale al via: disponibile per tutti dal 4 dicembre

Da ieri, 50 mila italiani possono scaricare la patente digitale sull’app IO, insieme ad altri documenti come la tessera sanitaria e la Carta europea della disabilità. Questa novità, parte del progetto “Sistema di portafoglio digitale italiano” finanziato dal PNRR, prevede che la patente digitale abbia valore legale e possa essere mostrata alle forze dell’ordine in caso di controllo.

A partire dal 6 novembre, la patente digitale sarà disponibile per 250 mila persone e, dal 4 dicembre, accessibile a tutti. Sarà associata a un QrCode leggibile dalle autorità e sarà l’equivalente digitale della patente fisica. Tuttavia, per viaggiare all’estero sarà ancora necessario esibire i documenti cartacei fino al 2026, quando l’uso della patente digitale sarà esteso anche agli altri paesi dell’Unione Europea.

Per ottenere la patente digitale, basterà scaricare l’app IO, accedere con SPID o CIE e seguire le istruzioni. Il progetto si inserisce nel più ampio piano europeo del portafoglio di identità digitale, che sarà completato entro il 2026.

Indennità più alte nella sanità: aumenti per medici e infermieri

Il disegno di legge di bilancio 2025 prevede incrementi salariali per i medici in formazione specialistica, con aumenti maggiori nelle aree con carenza di personale. Oltre ai medici, beneficeranno dell’aumento delle indennità anche gli operatori del pronto soccorso, i veterinari, gli infermieri e altri professionisti del settore sanitario e socio-sanitario.

Tra le altre misure, cinquanta milioni di euro all’anno saranno destinati all’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), premi per le regioni che migliorano le liste d’attesa, e tre milioni di euro annuali per il supporto psicologico nelle carceri. Questi interventi mirano a rafforzare il sistema sanitario, con particolare attenzione alle carenze di personale e ai servizi essenziali.

Stop allo stipendio per dipendenti pubblici con debiti fiscali oltre i 5 mila euro

A partire dal 2026, i dipendenti pubblici che avranno debiti superiori a 5 mila euro verso la pubblica amministrazione, come multe o cartelle esattoriali, vedranno il blocco del loro stipendio, pensione o indennità di licenziamento (se superiori a 2.500 euro e nei limiti della pignorabilità). La misura è contenuta nel disegno di legge di bilancio 2025, trasmesso ieri alla Camera dei Deputati.

La norma, specificata nell’articolo 10 del disegno di legge, equipara i dipendenti pubblici alle imprese che hanno debiti con la PA, già soggette a simili restrizioni. La disposizione è destinata a entrare in vigore dal 1° gennaio 2026.

Inoltre, il testo prevede altre misure anti-evasione, tra cui l’obbligo di rimborsi tracciabili per spese aziendali come alberghi e trasporti, a partire dal 2025, e la possibilità di firmare digitalmente i processi verbali di accertamento.

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