Privacy violata per errore: il Garante esclude la sanzione

Niente sanzioni per una violazione della privacy se l’errore è occasionale, lieve e privo di dolo. È quanto stabilito dal Garante della privacy nel provvedimento n. 441/2024, che ha escluso misure correttive nei confronti di una società di autonoleggio.

Il caso
La vicenda riguarda due turisti norvegesi che, durante una vacanza, hanno ricevuto una multa per infrazione al codice della strada e un sollecito di pagamento per pedaggi, entrambi emessi da una società di recupero crediti. Tuttavia, i due non erano coinvolti nei fatti contestati e non si trovavano nemmeno in Italia all’epoca dell’infrazione.

La decisione del Garante
Il Garante ha riconosciuto che l’errore era attribuibile a una disattenzione umana senza malafede, con conseguenze limitate e prontamente risolte dalla società. Ha quindi deciso di non applicare sanzioni, sottolineando l’importanza della buona fede e della collaborazione per correggere tempestivamente gli errori.

Questo provvedimento potrebbe diventare un riferimento per casi simili, in cui occasionalità e assenza di dolo riducono la responsabilità del titolare del trattamento dei dati.

Rifiuta turisti israeliani: polemica su un hotel del Bellunese

Un albergo di Selva di Cadore (Belluno) è finito al centro delle polemiche per un presunto messaggio inviato a un gruppo di turisti israeliani, in cui il gestore avrebbe scritto: “In quanto responsabili di genocidio, non siete clienti ben accetti”. La struttura avrebbe offerto la cancellazione gratuita della prenotazione, dichiarandosi altrettanto felice di non ospitare il gruppo. Contattato dall’Ansa, l’albergo ha rifiutato di commentare.

La vicenda è stata resa nota dal sito della comunità ebraica di Milano Bet Magazine Mosaico, che attribuisce il rifiuto a un gruppo di turisti israeliani intenzionati a trascorrere una vacanza sulle Dolomiti. Secondo il sito, il gestore avrebbe confermato il suo atteggiamento con un post su un profilo social privato. La comunità ebraica milanese ha ricordato un episodio analogo avvenuto lo scorso aprile in una struttura del bergamasco.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha espresso sdegno: “Se confermato, è un fatto di estrema gravità. Il Veneto deve garantire porte aperte a tutti, senza eccezioni. La nostra tradizione è inclusiva e rispettosa delle identità altrui”. Zaia ha sottolineato come la storia del Veneto, dalla Repubblica Serenissima in poi, sia stata un esempio di integrazione e apertura culturale.

Autonomia differenziata: il centrosinistra festeggia, ma il nodo referendum resta aperto

Il centrosinistra esulta per la pronuncia della Corte costituzionale sull’autonomia differenziata, che conferma molte delle critiche sollevate contro la riforma voluta dal ministro Roberto Calderoli. Tuttavia, rimane l’incertezza sul destino dei quesiti referendari. Fonti parlamentari del Pd sottolineano che, con la legge rimandata al Parlamento, eventuali modifiche al testo legislativo potrebbero far decadere il referendum. Se invece governo e Parlamento non interverranno, il referendum potrebbe proseguire sulle parti ancora in vigore, anche se l’ipotesi appare complessa.

Nonostante le difficoltà, Italia Viva ha dichiarato l’intenzione di andare avanti con il referendum, considerandolo un’opportunità per “dare una spallata al governo”. Intanto, da Alleanza Verdi e Sinistra a M5S, da Carlo Calenda al Pd, i partiti di opposizione parlano di un colpo decisivo alla riforma Calderoli.

“La Corte ha dichiarato l’illegittimità di molte parti dell’autonomia. Salvini mi aveva promesso che me ne avrebbe regalata una, ma direi che può tenersela e magari regalarla a Giorgia Meloni, così la leggono insieme”, ha commentato la segretaria dem Elly Schlein durante un intervento a Perugia.

L’opposizione interpreta la decisione della Consulta come una vittoria politica, ma resta il rebus su come si evolveranno i prossimi passaggi, sia a livello legislativo che referendario.

Autonomia differenziata: la Consulta salva la legge, ma boccia alcune disposizioni

La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità sull’intera legge sull’autonomia differenziata delle regioni ordinarie, ma ha giudicato incostituzionali alcune specifiche norme. Lo ha comunicato l’Ufficio stampa della Consulta, in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza.

Tra le criticità rilevate, la Corte ha bocciato la delega legislativa per la determinazione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni), giudicata priva di adeguati criteri direttivi, che avrebbe concentrato il potere decisionale nel Governo, riducendo il ruolo del Parlamento. Altre disposizioni cassate riguardano la modifica delle aliquote dei tributi erariali tramite decreto interministeriale e la facoltatività per le regioni della partecipazione agli obiettivi di finanza pubblica, elementi che, secondo la Corte, minano la solidarietà e l’unità della Repubblica.

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha commentato: “La Corte ha confermato la conformità della legge alla Costituzione, indicando però alcuni profili da rivedere. Valuteremo i correttivi da apportare una volta note le motivazioni”. Calderoli ha ribadito che la legge punta a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e rispondere meglio ai bisogni dei cittadini, assicurando che i negoziati con le regioni proseguiranno.

La Consulta ha esaminato i ricorsi presentati dalle regioni Puglia, Toscana, Sardegna e Campania, oltre alle difese del Governo e agli interventi delle regioni Lombardia, Piemonte e Veneto.

Pubblicato il primo progetto del codice di buone pratiche sull’IA per finalità generali

La Commissione ha pubblicato oggi il primo progetto del codice di buone pratiche in materia di intelligenza artificiale (IA) per finalità generali. Il progetto è stato redatto da esperti indipendenti designati dall’Ufficio per l’intelligenza artificiale come presidenti e vicepresidenti dei quattro gruppi di lavoro del codice di buone pratiche in materia di IA per finalità generali. Basato sui contributi di una consultazione multilaterale organizzata dall’Ufficio per l’intelligenza artificiale e su un seminario dedicato che ha riunito fornitori di modelli di IA per finalità generali, il documento sarà ulteriormente discusso la prossima settimana nei quattro gruppi di lavoro che si terranno dal 18 al 21 novembre e il 22 novembre durante la sessione plenaria del codice di buone pratiche.

Nell’ambito della plenaria, le parti interessate, rappresentanti degli Stati membri dell’UE e osservatori europei e internazionali sono invitati a presentare entro il 28 novembre osservazioni mediante una piattaforma dedicata, allo scopo di contribuire a definire le prossime versioni del codice di buone pratiche. Il documento definitivo dovrebbe essere pubblicato e presentato nella sessione plenaria conclusiva di maggio 2025.

Le norme che disciplinano i modelli di IA per finalità generali ai sensi della legge sull’IA entreranno in vigore nell’agosto 2025. Il codice di buone pratiche mira a facilitare la corretta attuazione di tali norme e svolgerà un ruolo cruciale nel guidare lo sviluppo e la diffusione futuri di modelli di IA per finalità generali affidabili e sicuri nell’UE.

Aspetti chiave del codice comprendono dettagli sulla trasparenza e sull’applicazione delle norme relative al diritto d’autore per i fornitori di modelli di IA per finalità generali, una tassonomia dei rischi sistemici, metodologie di valutazione del rischio e misure di attenuazione

Torino e Braga vincono il premio Capitale europea dell’innovazione

La Commissione ha rivelato ieri i vincitori del premio Capitale europea dell’innovazione (iCapital) 2024-25, che, ormai da dieci anni, riconosce il merito delle città che svolgono un ruolo importante nel fornire soluzioni innovative ai cittadini. Quest’anno il premio, finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell’UE Orizzonte Europa, è andato alle città di Torino e Braga.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri a Lisbona in occasione del WEB Summit, uno dei più grandi eventi tecnologici al mondo. La Commissaria Iliana Ivanova ha consegnato i premi alle città che hanno integrato l’innovazione nella vita urbana quotidiana, promuovendo comunità sostenibili, inclusive e resilienti.

Iliana Ivanova, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, ha dichiarato: “Mi congratulo vivamente con Torino e Braga per la vittoria del premio ‘Capitale europea dell’innovazione 2024-25’. Queste città dimostrano che l’innovazione non riguarda solamente la tecnologia, ma anche la creazione di opportunità, la promozione dell’inclusione e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. I vincitori e i finalisti trasformano l’ambizione in azione, offrendo esempi stimolanti di innovazione in Europa e non solo.

UE, Booking deve rispettare il regolamento sui mercati digitali

Booking Holdings Inc. (BHI), designata come gatekeeper il 13 maggio 2024, da oggi deve garantire che il suo servizio di intermediazione online, Booking.com, rispetti tutti gli obblighi pertinenti del regolamento sui mercati digitali.

Nel concreto ciò significa che gli hotel, le compagnie di autonoleggio e altri fornitori di servizi di viaggio che dipendono da Booking.com per raggiungere i clienti presto potranno beneficiare di nuove opportunità.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale e Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “In quanto attore chiave nell’ecosistema turistico europeo, Booking deve ora rispettare il regolamento sui mercati digitali. Il suo ruolo di intermediario tra imprese e clienti nel settore degli alloggi, dei noleggi auto e di qualsiasi altro tipo di servizi di viaggio diventerà più equo e aperto. Ad esempio, fino ad ora molti hotel e società di noleggio nell’UE erano obbligati a garantire i migliori prezzi su Booking.com. Da oggi queste imprese saranno libere di differenziare prezzi e condizioni su qualsiasi canale di vendita online che desiderano utilizzare. Ciò dimostra che il regolamento sui mercati digitali è uno strumento importante per rendere i mercati online più equi per le imprese e più aperti alla concorrenza.”

Il regolamento sui mercati digitali è volto a garantire mercati equi e contendibili nel settore digitale. Regolamenta i gatekeeper, grandi piattaforme digitali che fungono da punto di accesso importante tra utenti commerciali e consumatori e che, per la loro posizione, potrebbero creare una strozzatura nell’economia digitale.

Giudice nega rinvio ad avvocata incinta all’ottavo mese: “Una grave violazione dei diritti”

Federica Tartara, avvocata genovese all’ottavo mese di gravidanza, ha denunciato pubblicamente un episodio avvenuto durante un’udienza penale a Venezia.

Nonostante la normativa preveda espressamente il diritto al rinvio per legittimo impedimento per le donne in gravidanza nei due mesi antecedenti al parto e nei tre mesi successivi, la richiesta di Tartara è stata respinta dal giudice, anch’essa donna.

“Ho chiesto il rinvio perché il parto è previsto tra circa tre settimane e una trasferta a Venezia in queste condizioni sarebbe stata troppo gravosa – spiega l’avvocata -. Il giudice, però, ha negato la mia richiesta, costringendo il collega che avevo delegato a discutere un processo di cui non conosceva gli atti. Questo ha portato alla condanna degli imputati”.

Tartara si dice sconcertata e amareggiata: “Se un giudice non rispetta il codice, dove finiremo? Una donna avvocato non ha neppure il diritto di evitare una gravosa trasferta alla 36esima settimana di gravidanza?”.

Carceri, AIGA: “Garantire cure, formazione e recupero sociale detenuti”

Il presidente nazionale dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), Carlo Foglieni, ha incontrato don Riccardo Agresti presso la Masseria San Vittore di Andria, luogo simbolo di inclusione e di recupero per detenuti ed ex detenuti. Qui, attraverso il progetto “Senza Sbarre”, don Agresti porta avanti un programma di misure alternative al carcere, volto alla rieducazione e al reinserimento sociale.

In Masseria, i detenuti ammessi ai programmi alternativi partecipano attivamente alla vita agricola e artigianale della struttura. Supportati da un’équipe socio-educativa, curano i campi, allevano animali e producono pasta fresca, taralli, pane e focacce. I prodotti vengono trasformati e venduti, contribuendo così a un’autosufficienza economica e a un senso di realizzazione per i detenuti.

Il progetto “Senza Sbarre” si pone in continuità con  alcune delle proposte formulate dall’Osservatorio Nazionale Aiga sulle Carceri (ONAC), istituito nel 2022, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), per un approccio diverso nella gestione della popolazione carceraria.

ONAC ha proposto un nuovo approccio per detenuti tossicodipendenti (circa il 30% dei detenuti totali), con percorsi che garantiscano il diritto alla cura e al reinserimento sociale. E poi la telemedicina nelle carceri, per portare servizi sanitari direttamente all’interno degli istituti penitenziari tramite teleconsulti specialistici, evitando trasferimenti complessi e costosi e garantendo un supporto medico continuativo ai detenuti. Infine, focus sulla formazione specialistica con un programma di formazione avanzata per garantire ai detenuti l’accesso a percorsi di studio e lavoro qualificanti.

Il presidente AIGA, Carlo Foglieni afferma: “La visita a don Agresti vuole richiamare l’attenzione proprio sulle proposte formulate al DAP: oggi, il sovraffollamento delle carceri ha raggiunto la soglia critica del 129%, secondo le ultime statistiche. È imperativo che la pena svolga non solo una funzione punitiva, ma anche rieducativa e risocializzante. AIGA, anche attraverso la redazione del “Libro Bianco sulle Carceri”, è impegnata a promuovere soluzioni che rendano la detenzione uno strumento di cambiamento e reintegrazione”.

Il diritto di critica sui provvedimenti giudiziari: limiti e rispetto della funzione giudicante

Il Consiglio Nazionale Forense, nella sentenza n. 232 del 31 maggio 2024, ha ribadito che il diritto di critica sui provvedimenti giudiziari, sebbene fondamentale per garantire la libertà di espressione, non può mai oltrepassare i confini del rispetto verso l’operato del giudice. Il diritto-dovere di esprimere critiche deve infatti coniugarsi con il rispetto della funzione giudicante, che rappresenta un valore di interesse pubblico e trova fondamento nella Costituzione. Tale principio implica che la critica deve essere rivolta all’operato del giudice, ma senza ledere la sua persona o compromettere la sua funzione. Questo bilanciamento tra il diritto di critica e il rispetto per la funzione della giustizia, in cui la difesa riveste pari dignità, è essenziale per il mantenimento di un equilibrio tra le libertà individuali e il rispetto dell’ordine giuridico.

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