Fisco, maestri di sci: Iva agevolata e fattura solo su richiesta del cliente

Lezioni di sci con agevolazioni fiscali: Iva al 5% e fattura solo su richiesta

Il fisco strizza l’occhio ai maestri di sci. Grazie a un recente decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), per le lezioni di sci e di altre discipline sportive invernali sarà applicata l’Iva agevolata al 5%. Inoltre, la fattura dovrà essere emessa solo se il cliente la richiede. La misura, che mira a semplificare gli adempimenti fiscali del settore, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 dicembre 2024 e ha immediatamente riacceso il dibattito sulle categorie di beni e servizi meritevoli di agevolazioni fiscali.

Cosa prevede il decreto Mef

Il provvedimento, datato 22 novembre 2024, si applica alle prestazioni legate agli sport invernali riconosciuti dalle Federazioni di settore e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Rientrano tra i beneficiari maestri di sci, snowboard e slittino, purché iscritti negli albi regionali o nazionali.

L’agevolazione fiscale prevede due novità di rilievo:

  1. Iva al 5%: le lezioni di sport invernali saranno soggette a un’imposta ridotta, analogamente a quanto stabilito dall’articolo 5, comma 1, del Decreto Omnibus (Dl n. 113/2024).
  2. Fattura solo su richiesta: la fattura non è più obbligatoria, salvo espressa richiesta del cliente, a patto che la prestazione non rientri tra quelle esenti. Questa disposizione si inserisce nel solco dell’articolo 22, comma 1, del Dpr n. 633/1972, che prevede deroghe simili per alcune categorie di contribuenti.

Un trattamento di favore che fa discutere

L’introduzione di questo regime agevolato ha sollevato alcune perplessità. Da un lato, si sottolinea la necessità di sostenere un settore che opera in un contesto stagionale e con costi elevati. Dall’altro, non mancano le critiche per la disparità di trattamento con altre categorie di prodotti e servizi, ritenuti altrettanto essenziali.

Un esempio simbolico è quello degli assorbenti e dei tamponi per l’igiene femminile, esclusi dall’Iva agevolata al 5% dopo essere stati inseriti per breve tempo tra i prodotti meritevoli di attenzione fiscale. Stessa sorte è toccata a latte per neonati e pannolini, la cui esclusione ha scatenato un acceso dibattito.

Chi può beneficiare dell’Iva agevolata?

Il caso dei maestri di sci si inserisce in una più ampia tendenza di “privilegi fiscali” che tocca diversi settori. La lista dei beni e servizi che possono accedere all’Iva ridotta o esentata è lunga e variegata. Tra i beneficiari figurano:

  • Prodotti agricoli: basilico, rosmarino, salvia e origano (se destinati all’alimentazione).
  • Prestazioni di trasporto urbano: i servizi di trasporto pubblico locale godono di aliquote ridotte.
  • Beni sanitari: ventilatori polmonari, mascherine Ffp2 e Ffp3, dispositivi medici essenziali.
  • Alcune prelibatezze culinarie: i tartufi freschi o refrigerati, considerati beni “di lusso”, ma comunque agevolati dal Fisco.
  • Cavalli vivi: purché destinati a scopi non alimentari.

Le richieste inascoltate

Se i maestri di sci possono ritenersi fortunati, altre categorie continuano a rivendicare l’accesso a un trattamento analogo. In questo senso, i produttori di ostriche, duramente colpiti dall’invasione del granchio blu, hanno chiesto la riduzione dell’Iva dal 22% al 10%. Anche i promotori di alimenti sostenibili, come il latte vegetale, hanno presentato una proposta bipartisan per ottenere l’Iva al 5% su queste bevande, ma senza successo.

In Spagna, invece, il governo ha scelto una linea più incisiva, introducendo l’Iva zero su alcuni prodotti di largo consumo, come l’olio extravergine d’oliva.

Una strategia per semplificare o un privilegio di troppo?

Il decreto Mef potrebbe essere letto come una misura di semplificazione fiscale, utile per un settore che opera in condizioni particolari e con un forte impatto stagionale. Tuttavia, il confronto con altre categorie evidenzia una gestione delle aliquote Iva non sempre coerente con le priorità sociali.

Il tema delle agevolazioni fiscali resta quindi caldo e non mancheranno, nei prossimi mesi, ulteriori proposte di modifica. Dopotutto, il “catalogo dei privilegi Iva” viene riscritto a ogni legge di bilancio. E, tra proteste e proposte, il dibattito su quali beni e servizi meritino davvero un’Iva ridotta è destinato a proseguire.

Stellantis: licenziamenti per 97 lavoratori di Trasnova

Pomigliano d’Arco, 6 dicembre 2024 – È ufficiale: 97 lavoratori di Trasnova, azienda di logistica che operava per il gruppo Stellantis, hanno ricevuto la lettera di licenziamento collettivo. La decisione è stata motivata dall’impossibilità di ricorrere a strumenti alternativi come cassa integrazione o contratti di solidarietà, in quanto si tratta di “esuberi strutturali.” Trasnova, infatti, opera in regime di monocommittenza con Stellantis e, senza il rinnovo dell’appalto, non ha altri cantieri dove ricollocare i dipendenti.

I licenziamenti riguardano 97 lavoratori distribuiti in quattro sedi: 1 unità a Melfi, 28 a Piedimonte San Germano, 54 a Pomigliano d’Arco e 14 a Mirafiori. Per questi ultimi, il termine del contratto è fissato al 31 marzo 2025, data in cui cesserà la collaborazione con Stellantis.

L’Italia di oggi: paura per gli stili di vita dei migranti, aumento della spesa sanitaria privata e crisi delle competenze professionali

L’Italia del 2024 è un paese in movimento, tra paure, tensioni sociali e trasformazioni economiche. Il 58º Rapporto Censis, presentato oggi, dipinge un quadro di una società turbata, divisa e in profondo cambiamento, con la politica nazionale sempre più influenzata dagli eventi globali.

Paura e identità: i migranti al centro delle preoccupazioni

Le migrazioni emergono come uno dei temi centrali. Il 57,4% degli italiani dichiara di sentirsi minacciato da stili di vita importati dai migranti, come la separazione tra uomini e donne negli spazi pubblici o l’uso del velo integrale. La questione identitaria, sottolinea il Censis, sta sostituendo le tradizionali dinamiche di classe, polarizzando il dibattito socio-politico.

Nonostante le tensioni, il rapporto evidenzia che l’Italia guida l’Europa per numero di cittadinanze concesse: nel 2023 sono stati 213.567 i nuovi italiani, confermando il paese come leader nell’integrazione.

Istruzione: “fabbrica degli ignoranti”

La scuola italiana non riesce a garantire solide conoscenze di base: quasi il 44% degli studenti delle superiori non raggiunge livelli adeguati in italiano, percentuale che sale all’80% negli istituti professionali. Questo deficit culturale rende i cittadini più vulnerabili e disorientati, osserva il rapporto.

Divario tra città e campagna: servizi sempre più lontani

Il rapporto evidenzia un crescente “divorzio” tra città e aree rurali. Nei piccoli comuni fino a 2.000 abitanti, il 19,8% delle famiglie segnala difficoltà a raggiungere una farmacia e il 68,6% ha problemi di accesso a un pronto soccorso.

Più spesa sanitaria privata, meno risparmi

Tra il 2013 e il 2023, la spesa sanitaria privata è aumentata del 23%, superando i 44 miliardi di euro annui. Parallelamente, il 54,6% delle famiglie italiane segnala un calo dei risparmi, mentre i consumi sono in crescita per il 45,7% dei nuclei.

Crisi delle competenze: mancano idraulici, elettricisti e personale sanitario

La carenza di figure professionali si fa sempre più acuta: il 45,1% delle assunzioni previste nel 2023 è stato difficile da coprire, soprattutto per la scarsità di candidati. I settori più colpiti includono artigianato, ristorazione, edilizia e sanità, con infermieri, farmacisti e medici particolarmente richiesti.

Media e digitale: il boom della mobile TV e la crisi della carta stampata

L’89% degli italiani utilizza internet, con un forte aumento dell’uso della TV in streaming e della mobile TV. Parallelamente, la crisi dei quotidiani cartacei continua: solo il 22% degli italiani li legge, un dato in calo costante dal 2007.

Decessi in carcere, nota del DAP

Roma, 5 dicembre 2024 – Sono 79 le persone detenute che a oggi si sono tolte la vita all’interno degli istituti penitenziari dal 1° gennaio 2024. Il dato – riporta una nota del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – si riferisce al numero dei casi per i quali le evidenze dei fatti hanno escluso la necessità di ulteriori accertamenti da parte dell’Autorità Giudiziaria. Nel 2022 il numero più alto di suicidi: 84.

Per mera informazione statistica si riporta inoltre che alla data odierna risultano 116 i decessi di detenuti per cause naturali e 22 quelli per cause da accertare.

I dati sono raccolti ed elaborati dal 2004 dalla Sala Situazioni, istituita nel 2002 presso il DAP proprio allo scopo di ricevere le segnalazioni degli eventi critici provenienti da tutti gli istituti penitenziari. Con l’avvento della tecnologia, tali dati confluiscono direttamente in un applicativo informatico, denominato “Eventi critici”, al quale ha accesso per la consultazione in tempo reale anche il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

Pur nella consapevolezza che ogni singolo evento critico e, a maggior ragione, ogni notizia di decesso di un detenuto riveli la drammaticità di una dolorosa vicenda umana che sconvolge non solo i familiari della persona e gli altri detenuti, ma anche tutto il personale che con diverse competenze opera ogni giorno e con grande professionalità negli istituti penitenziari, si avverte la necessità di fare chiarezza sui dati ufficiali del Dipartimento a fronte di numeri diversi che quotidianamente vengono forniti da enti o associazioni di volontariato nel loro pur apprezzato impegno offerto nel sistema penitenziario.

Giustizia civile, Nordio: “Tocca tutti, prioritario modernizzarla”

“La riforma della giustizia civile è per me, dal primo giorno, la più importante di tutte. Primum edere, deinde filosofari: l’economia del Paese si regge sull’efficienza della giustizia e sulla certezza del diritto”.

Così il guardasigilli Carlo Nordio, nel suo intervento alla presentazione della relazione finale della Cabina di regia per l’elaborazione di un piano strategico per l’efficienza della giustizia civile, nella sala Livatino di via Arenula.

La Cabina è composta da magistrati, docenti universitari, avvocati del settore civile, esperti in informatica giuridica e funzionari ministeriali ed è coordinata da Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli e già a capo dell’Ispettorato generale del Ministero.

Insediata nell’aprile del 2024 e istituita dal guardasigilli Carlo Nordio con decreto del 18 marzo 2024, ha come obiettivo la formulazione di proposte di modifica normativa, ma anche di best practices per gli uffici giudiziari, per ridurre l’arretrato e l’eccessiva durata dei procedimenti.

“La giustizia civile ci tocca tutti, prima o poi – ha aggiunto Nordio -. Un’obbligazione non adempiuta, un contratto non onorato, un testamento contestato, e poi i divorzi e le cause di lavoro. Tocca me compreso, in una solita lite condominiale che – per chi è coinvolto – conta molto di più della separazione delle carriere”, ha ironizzato Nordio.

Proprio perché tocca tutti, la giustizia civile va modernizzata, ha detto il Ministro. “C’è un forte elemento conservatore, di cui si è poco consapevoli, si cerca di seguire le tracce del passato secondo lo slogan ‘si è sempre fatto così‘. Invece il mondo va ormai a una velocità esponenziale”.

L’approccio della Cabina di regia nella formulazione delle proposte è stato multidisciplinare e in stretto dialogo con gli uffici giudiziari, per far emergere le pratiche virtuose. Tra i vari settori oggetto dell’attenzione del gruppo di esperti vi è stata la digitalizzazione. Diverse le misure proposte: dalla maggiore interoperabilità tra enti e sistemi, all’ampliamento dell’ambito di operatività del “Tribunale online”, all’impiego dell’IA come valido aiuto per l’attività giurisdizionale.

La Cabina di regia si è anche concentrata sul diritto sostanziale, nella direzione di diminuire il contenzioso. Tra le proposte, la riduzione di alcuni termini in materia di eredità e la possibile modifica dei termini prescrizionali nel senso di renderli più omogenei.

La Cabina di regia si inserisce nel solco del raggiungimento degli obiettivi Pnrr. In attesa dei dati relativi all’anno in corso, si stima che nel secondo semestre 2024 ci sia stata una diminuzione dell’1,5% dei procedimenti civili pendenti rispetto al 2023, oltre 18mila in meno. Per il 2023 la riduzione rispetto al 2019 – anno base di riferimento del Pnrr – era pari a un -17,4% nel settore civile.

Tribunale di Napoli Nord a rischio tilt: il governo aumenta gli organici con nuovi magistrati e amministrativi

Roma, 5 dicembre 2024 – “Caivano è e resterà, nel sentiment e nell’azione di governo, il simbolo della rinascita sociale e civile del Paese”. Dopo l’avvio degli sgomberi degli alloggi occupati abusivamente al Parco Verde del comune campano lo scorso 28 novembre, l’attenzione del Ministero della Giustizia per le esigenze degli uffici giudiziari si presenta continua e costante. A partire dal circondario di Napoli Nord da cui, appunto, è arrivato il grido di aiuto del Procuratore delle Repubblica Maria Antonietta Troncone degli uffici giudiziari a rischio – sulla base di una denuncia alla stampa locale- d’implosione per la mancanza endemica di personale.  “Mi chiedo se riuscirò a vedere mai il processo a coloro che hanno occupato abusivamente gli alloggi”, ha detto il magistrato. La risposta alla richiesta di aumento di organico per giudici e magistrati è arrivata in 48 ore.

Il Ministero ha chiesto una relazione sul caso al proprio Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi. Il documento contiene quanto fatto – e quanto c’è ancora da fare – in sostegno di questi uffici, al centro, appunto, di un progetto di rinascita sociale e culturale su cui il Governo vuole investire tutte le forze necessarie.

Quanto al personale di magistratura, con decreto del Ministro Nordio del 22 novembre 2023 sono state ampliate le piante organiche del Tribunale e della Procura della Repubblica di Napoli Nord, portandole a 96 posti di giudice e a 35 posti di procuratore. Riguardo agli amministrativi, con decreto ministeriale del 14 settembre 2023 sono state ampliate le piante organiche, per complessive 85 unità negli uffici requirenti e 167 negli uffici giudicanti.

Ulteriori rinforzi alle attività del circondario sono giunti con le riforme del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare con il contingente dei 16.500 addetti all’ufficio per il processo. Al tribunale di Napoli Nord sono stati assegnati 126 addetti, aumentati a 148 con decreto del ministro Nordio del 1° giugno 2024. A questi vanno aggiunti i 50 addetti (16 tecnici di amministrazione e 34 operatori di data entry) del contingente di personale da 4.745 unità.

Insomma. Si sta facendo tanto in poco tempo, ma molto di più si dovrà fare. Proprio in quei territori da tempo tormentati dalla criminalità organizzata, il Ministero sta infatti operando un’inversione di tendenza. A via Arenula si continua a ritenere prioritario il rafforzamento dell’organico presso gli uffici giudiziari. Sono attualmente 4 i concorsi in via di espletamento, per l’assunzione di 1.700 magistrati in totale. Per quanto riguarda il personale amministrativo, entro il 2026 entreranno 11.000 unità di personale tra funzionari, assistenti e dirigenti di II fascia.

Nel distretto di Napoli, a breve prederanno servizio 37 tra tecnici di amministrazione e di edilizia senior, mentre 42 dirigenti, assunti il 1° marzo 2024 e ora in formazione, sono chiamati a scegliere la sede di destinazione.

Inoltre, per sopperire alle scoperture – per quanto riguarda Napoli Nord, si parla del 21% per la Procura e del 16% per il Tribunale – è stato chiesto al Dipartimento di funzione pubblica di bandire un concorso per 1.323 unità di assistenti giudiziari, in aggiunta al già previsto concorso per 370 funzionari Unep. Caivano dunque rappresenta un baluardo di riconquista di civiltà, il suo investimento sociale è primario, e il governo, rassicurando cittadini, magistratura e istituzioni non ha intenzione di fermarsi.

Decreto Flussi: le nuove regole per migranti e lavoratori stranieri in Italia

Il Decreto Flussi, che disciplina ingresso e soggiorno di migranti e lavoratori stranieri in Italia, è diventato legge dopo l’approvazione definitiva al Senato. Il provvedimento introduce significative novità in materia di gestione dei flussi migratori, diritti dei richiedenti asilo e regolamentazione del lavoro straniero.

Le principali novità

1. Lista dei Paesi sicuri
Per valutare la fondatezza delle richieste di protezione internazionale, il governo ha stilato un elenco di Paesi considerati sicuri, che include Albania, Egitto, Senegal e Tunisia, tra gli altri. La lista sostituisce quella determinata in passato con decreto ministeriale, escludendo Paesi come Camerun e Nigeria per criticità.

2. Competenza dei ricorsi sui respingimenti
La competenza passa dalle sezioni specializzate del Tribunale alle Corti d’Appello in composizione monocratica per i procedimenti di convalida dei trattenimenti e dei respingimenti. Per consentire una riorganizzazione, le nuove norme entreranno in vigore 30 giorni dopo la conversione del decreto.

3. Ricongiungimenti familiari più restrittivi
Ora è necessario un soggiorno legale di almeno due anni in Italia per richiedere il ricongiungimento familiare. Inoltre, gli alloggi dovranno rispettare requisiti di idoneità.

4. Controllo sui dispositivi elettronici dei migranti
Il decreto autorizza i questori a ispezionare telefoni e altri dispositivi elettronici dei migranti per verificarne l’identità in caso di mancata collaborazione.

5. Navi ONG e riduzione dei termini
Il termine per impugnare il fermo amministrativo delle navi ONG è ridotto da 60 a 10 giorni.

6. Revoca della protezione speciale
La revoca è affidata alla Commissione nazionale per il diritto di asilo e viene ammessa solo in presenza di motivi legati alla sicurezza dello Stato.

7. Permessi di soggiorno e sfruttamento lavorativo
Per le vittime di caporalato è previsto un permesso di soggiorno speciale di sei mesi, prorogabile, e il patrocinio a spese dello Stato, anche derogando ai limiti di reddito.

8. Quote di ingresso e digitalizzazione
Le quote di ingresso per lavoratori stagionali nel 2025 aumentano a 110.000, con priorità per il settore agricolo. È introdotto il sistema di “click day” per gestire le richieste di nulla osta in modo più efficiente.

9. Misure per la sicurezza e personale aggiuntivo
Sono previsti nuovi obblighi di impronte digitali per i migranti in ingresso e controlli preventivi per alcune nazionalità. Inoltre, verranno aggiunte 250 unità di personale agli sportelli immigrazione.

10. Contratti secretati per il controllo delle frontiere
Gli appalti relativi a forniture e servizi destinati ai Paesi terzi per il controllo dei flussi migratori saranno soggetti a segreto, suscitando critiche da parte di associazioni come Emergency.

Un bilanciamento tra controllo e inclusione

Il decreto punta a rafforzare i controlli sull’immigrazione irregolare e a regolare l’ingresso dei lavoratori stranieri in modo più ordinato. Tuttavia, le restrizioni sui ricongiungimenti familiari e la gestione dei migranti nelle zone di transito sollevano interrogativi sulla compatibilità con i diritti umani e il diritto internazionale.

Iolanda Apostolico lascia la magistratura: al centro delle polemiche per il caso migranti e il decreto Cutro

Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha accolto le dimissioni della giudice Iolanda Apostolico, che ha scelto di lasciare la magistratura. La sua richiesta, trattata come “urgente” dalla Quarta Commissione, è stata approvata con un solo voto di astensione. L’efficacia della decisione decorrerà dal 15 dicembre 2024, come indicato dalla stessa magistrata.

Le accuse e le polemiche

Giudice presso il Tribunale di Catania, Apostolico è diventata un personaggio controverso dopo aver disapplicato il cosiddetto “decreto Cutro,” introdotto dal governo Meloni, per non convalidare il trattenimento di migranti nel centro di permanenza di Pozzallo. La sua scelta è stata seguita da altri magistrati, suscitando aspre critiche da parte di alcuni ambienti politici, in particolare della Lega.

Le polemiche hanno radici anche nel 2018, quando la giudice partecipò a una manifestazione per lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti. Un video, rilanciato dai social della Lega, la mostrava tra i manifestanti, alimentando accuse di parzialità e scatenando reazioni, tra cui quella del leader del partito, Matteo Salvini: “Ognuno nella sua vita privata fa ciò che vuole, ma vedere un giudice in mezzo a persone che insultano le forze dell’ordine mi lascia perplesso.”

Solidarietà dalla magistratura

L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha difeso Apostolico, denunciando gli attacchi ripetuti come un “indegno stillicidio” mirato a screditarne la figura professionale, senza alcun legame con le sue decisioni giurisdizionali. Anche la giunta dell’ANM di Catania ha chiesto un immediato stop alle campagne denigratorie contro la giudice.

Il crimine sul web: nativi digitali contro la minaccia cibernetica

Prevenzione, innovazione e collaborazione. Sono queste le parole chiave emerse dal National Security Hub, il panel interforze che il 3 dicembre ha riunito a Roma esperti delle forze dell’ordine, dirigenti pubblici, e professionisti del settore privato per discutere delle strategie contro le crescenti minacce cibernetiche. “Ci troviamo di fronte a una minaccia veloce, trasversale e multilivello,” ha dichiarato Cristiano Leggeri, Direttore della III Divisione del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.

Durante l’evento, si è evidenziata la necessità di potenziare le difese contro il crimine informatico, ormai capace di mettere a rischio la sicurezza nazionale e gli equilibri geopolitici. L’attenzione si è concentrata soprattutto su due fronti: la protezione delle infrastrutture critiche e la lotta alle nuove frontiere del crimine, dal dark web alla pedopornografia, fino all’uso dell’intelligenza artificiale nelle frodi online.

La svolta dei nativi digitali

Per affrontare queste sfide, la Polizia Postale ha avviato una selezione innovativa: 177 giovani under 28, nativi digitali, saranno assunti come nuovi “ispettori cibernetici.” Non si tratta di esperti con lauree specialistiche, ma di ragazzi cresciuti con le nuove tecnologie, pronti a essere formati come investigatori e tecnici al servizio della sicurezza nazionale.

“Abbiamo scelto giovani con sensibilità innate per il mondo digitale, difficili da trovare nelle generazioni precedenti,” ha spiegato Leggeri. I candidati stanno affrontando prove orali questo mese, dopo un percorso selettivo che ha incluso competenze in sistemi operativi, sicurezza informatica, digital forensic e normativa sui dati personali.

Intelligenza artificiale e reati economici

Sul fronte delle frodi online, il Generale Antonio Mancazzo, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale sia ormai uno strumento ampiamente utilizzato dai criminali: “Sul dark web e nei black market si vende di tutto. L’AI viene impiegata per camuffamenti e truffe sempre più sofisticate.”

Tra i reati più odiosi restano quelli contro i minori, come la pedopornografia online, che richiedono una costante evoluzione tecnologica delle forze dell’ordine. Attualmente, la Polizia Postale opera con 18 centri regionali e 82 sezioni locali, ma serve una maggiore sinergia per affrontare minacce così pervasive.

Una lotta sinergica per il futuro

Dal panel è emerso che solo un’azione coordinata e integrata tra le forze dell’ordine può contrastare efficacemente le minacce cyber. “Consapevolezza, responsabilità e innovazione sono le nostre armi,” ha concluso Leggeri. La sfida è appena iniziata, ma la risposta delle istituzioni è chiara: il futuro della sicurezza passa per l’evoluzione tecnologica e la collaborazione tra pubblico e privato.

Al via l’Industry-Academia Network per colmare il deficit di competenze in cibersicurezza

La Commissione ha pubblicato oggi un invito a manifestare interesse per aderire al nuovo Industry-Academia Network nell’ambito dell’accademia delle competenze informatiche. Questa rete innovativa è volta a irrobustire i legami tra l’industria e il mondo accademico al fine di rafforzare le competenze in cibersicurezza e preparare la forza lavoro europea del settore informatico alla rapida evoluzione delle esigenze del settore.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “La cibersicurezza è una priorità fondamentale per l’Unione europea, e colmare il divario di competenze è fondamentale per far sì che la nostra economia digitale rimanga sicura e competitiva. Esorto tutte le parti interessate ad aderire alla rete Industry-Academia Network e a contribuire allo sviluppo di un ecosistema forte che soddisfi le esigenze del mercato del lavoro in materia di cibersicurezza e sostenga la crescita di una forza lavoro europea altamente qualificata.”

La rete comprenderà membri dell’accademia delle competenze in materia di cibersicurezza, istituti di istruzione superiore, alleanze accademiche europee ed erogatori di istruzione e formazione professionale (IFP), che si concentreranno sull’allineamento dei programmi accademici e di formazione alle esigenze del mercato del lavoro in materia di cibersicurezza. Dovrebbero emergere partenariati concreti, tra cui programmi congiunti, programmi di tutoraggio, apprendistati e altre iniziative.

L’invito resterà aperto su base permanente. Le parti interessate che desiderano aderire al gruppo di avvio della rete dovrebbero tuttavia candidarsi entro il 15 dicembre 2024.

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto