31 Marzo 2026 - Professione

Avvocatura, allarme generazionale: redditi bassi e meno giovani in ingresso

Il Rapporto 2025 della Cassa Forense fotografa una professione in trasformazione: oltre il 40% degli under 35 guadagna meno di 15mila euro lordi l’anno, mentre cala il numero dei professionisti attivi e cresce l’età media

L’immagine tradizionale dell’avvocato come professionista economicamente stabile e socialmente affermato appare sempre più distante dalla realtà. A restituire una fotografia aggiornata e, per molti versi, preoccupante è il Rapporto 2025 della Cassa Forense, che evidenzia una trasformazione profonda della professione legale in Italia.

Il dato più significativo riguarda le nuove generazioni: oltre il 40% degli avvocati under 35 dichiara redditi annui inferiori a 15.000 euro lordi. Un segnale evidente di fragilità economica che incide non solo sulle condizioni individuali, ma anche sull’attrattività complessiva della professione.

Accanto alla questione reddituale emerge un cambiamento strutturale nella composizione della categoria. Dopo anni di crescita costante — tra il 2014 e il 2020 gli iscritti erano passati da 223.842 a 245.030 — la pandemia ha segnato un’inversione di tendenza. Nel 2024 il numero complessivo degli iscritti è sceso a 233.260, riportando la curva su un andamento negativo.

Ma è nella lettura qualitativa dei dati che si coglie la portata del fenomeno. Tra il 2019 e il 2024, gli avvocati pensionati iscritti alla Cassa sono aumentati di circa cinquemila unità, mentre i professionisti attivi sono diminuiti di quasi quindicimila. In cinque anni, la professione ha perso una quota rilevante di avvocati in età lavorativa, con effetti diretti sulla vitalità del sistema.

A questo si aggiunge un progressivo invecchiamento della categoria. Dal 2002 a oggi, l’età media degli iscritti è passata da 42,3 a 48,9 anni, segnando un incremento di oltre sei anni. Un dato che, letto insieme al calo dei laureati in Giurisprudenza, evidenzia una difficoltà nel ricambio generazionale.

Il quadro che emerge è quello di una professione sempre meno attrattiva per i giovani e sempre più segnata da squilibri interni: meno ingressi, più uscite e redditi iniziali spesso insufficienti a garantire stabilità. Una dinamica che pone interrogativi non solo sul futuro dell’avvocatura, ma anche sulla capacità del sistema giustizia di rinnovarsi e mantenere elevati standard di tutela dei diritti.


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