Roma, 26 giugno 2024 – I compensi degli avvocati interni alla PA che superano il tetto annuale non possono essere liquidati negli anni successivi. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 4489 del 21 maggio 2024, confermando l’orientamento della Corte dei Conti.
La norma in questione ha l’obiettivo di contenere la spesa pubblica per le pubbliche amministrazioni. Stabilisce che i compensi professionali degli avvocati dipendano dall’esito delle cause legali e che siano comunque soggetti a un tetto annuale, non superiore a quanto stanziato nel 2013.
Il Consiglio di Stato ha chiarito che questo tetto non può essere aggirato differendo il pagamento dei compensi negli anni successivi. Se il tetto viene superato in un anno, i compensi eccedenti non possono essere erogati.
La sentenza è importante perché fornisce un chiarimento definitivo su una questione che era oggetto di dibattito. Mette fine alle interpretazioni che avrebbero potuto consentire di aggirare il tetto ai compensi, a danno delle finanze pubbliche.
LEGGI ANCHE:
Convegno “Questo non è amore”: la violenza di genere sotto i riflettori a Bologna
Articoli simili
Intelligenza artificiale, le Big Tech fanno il pieno di debito: l’Europa osserva i rischi
La corsa alle infrastrutture per l’IA richiederà capitali enormi entro il 2028. Crescono le emissioni obbligazionarie dei colossi tecnologici Usa anche in euro, mentre la…
Fattura elettronica, l’Europa accelera verso il modello digitale comune
Francia, Germania, Slovacchia e Spagna ampliano gli obblighi nelle operazioni B2B. Il traguardo europeo è fissato al 2030 con il pacchetto ViDA, mentre per l’Italia…
Al Sud un mese di lavoro in meno: il divario che non si vede in busta paga
Secondo la CGIA il nodo non è la paga oraria ma la continuità dell'occupazione. E il dibattito sul salario minimo cambia forma

