Il sistema italiano di prevenzione del riciclaggio si prepara a compiere un importante salto di qualità. Dal 23 luglio 2026 entrerà infatti in vigore il decreto legislativo n. 122/2026, che introduce un nuovo modello di supporto ai notai nella gestione delle segnalazioni di operazioni sospette (SOS), puntando su un approccio più strutturato, uniforme e basato sull’analisi centralizzata delle informazioni.
La novità principale è l’istituzione di un organismo indipendente presso il Consiglio Nazionale del Notariato, dotato di autonomia funzionale e destinato a diventare un punto di riferimento per l’attività antiriciclaggio della categoria. Il nuovo organismo gestirà una banca dati dedicata nella quale confluiranno copie autentiche degli atti, dati e informazioni rilevanti ai fini della prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
L’obiettivo non è sostituire il giudizio professionale del notaio, ma rafforzarlo. Attraverso l’analisi delle informazioni raccolte, il nuovo organismo potrà fornire indicazioni sui profili di rischio delle operazioni, assistere il professionista nella valutazione dei singoli casi e agevolare, quando necessario, la trasmissione delle segnalazioni all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF).
Il decreto ribadisce che la responsabilità degli obblighi antiriciclaggio rimane integralmente in capo al notaio. Tuttavia, il legislatore introduce un sistema che valorizza la collaborazione con il nuovo organismo, prevedendo una maggiore tutela per i professionisti che abbiano correttamente seguito le procedure e le indicazioni operative. Salvo i casi caratterizzati da dolo, reiterazione o violazioni particolarmente gravi, l’adesione al nuovo modello organizzativo potrà incidere anche sul trattamento sanzionatorio.
La scelta appare coerente con il ruolo che il notariato già ricopre nel sistema nazionale di prevenzione. Secondo gli ultimi dati dell’UIF, infatti, circa il 96% delle segnalazioni di operazioni sospette provenienti dai professionisti viene trasmesso proprio dai notai, confermando come la categoria rappresenti uno degli interlocutori più rilevanti nell’attività di individuazione delle operazioni a rischio.
L’entrata in funzione del nuovo organismo richiederà comunque ulteriori passaggi attuativi. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto dovrà essere emanato il decreto ministeriale che definirà, tra l’altro, le modalità operative della banca dati, le informazioni da acquisire e i criteri di funzionamento del sistema.
La riforma si inserisce in un contesto di più ampia evoluzione della disciplina antiriciclaggio. Dal 1° luglio 2026 sono infatti operative anche le nuove disposizioni dell’UIF sulle segnalazioni di operazioni sospette, che rafforzano il principio secondo cui la SOS non può mai essere il risultato di automatismi o della semplice presenza di indicatori di rischio. Ogni segnalazione deve derivare da una valutazione professionale concreta, individualizzata e motivata, capace di collegare il profilo del cliente con l’operazione effettivamente osservata.
Le nuove regole incidono anche sull’organizzazione degli studi professionali. Per associazioni professionali, studi associati e società tra professionisti diventa obbligatorio adottare procedure interne dedicate alla gestione delle SOS e individuare un referente interno incaricato dei rapporti con l’UIF. Rimane invece facoltativa, pur fortemente consigliata, l’adozione di analoghe procedure da parte del professionista individuale. In ogni caso, la decisione finale di effettuare una segnalazione resta una responsabilità non delegabile.
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