4 Novembre 2026 - Giustizia

TSO, AIGA chiede regole uniformi: «La difesa obbligatoria non può gravare soltanto sugli avvocati»

Dopo le sentenze della Corte costituzionale, l'Associazione dei giovani avvocati propone elenchi dedicati di difensori d'ufficio, protocolli nazionali e una disciplina specifica per formazione e compensi

La tutela della libertà personale passa anche attraverso il diritto di essere assistiti da un avvocato. È questo il principio al centro dell’intervento dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), che torna sul tema del trattamento sanitario obbligatorio (TSO) dopo le sentenze della Corte costituzionale n. 76 del 2025 e n. 157 del 2026. Le pronunce hanno rafforzato le garanzie difensive nei procedimenti di convalida e proroga del trattamento sanitario obbligatorio in regime ospedaliero, prevedendo l’assistenza di un difensore di fiducia o, in mancanza, di un difensore d’ufficio. Un passaggio importante per assicurare che una misura che incide direttamente sulla libertà personale sia accompagnata da un’effettiva possibilità di partecipare al procedimento e far valere le proprie ragioni. Ma il riconoscimento di una garanzia costituzionale porta con sé anche un problema molto concreto: come organizzare la difesa in tempi spesso brevissimi, anche durante la notte e nei giorni festivi?

AIGA propone di intervenire subito attraverso la creazione, con il coinvolgimento del Consiglio nazionale forense e degli Ordini territoriali, di elenchi volontari di avvocati disponibili ad assumere incarichi nei procedimenti di TSO, coordinati a livello nazionale. A questi dovrebbero affiancarsi protocolli uniformi con gli uffici giudiziari, per disciplinare nomine, accesso agli atti, colloqui con gli assistiti e partecipazione alle audizioni. L’associazione chiede inoltre percorsi formativi specifici e regole omogenee per il patrocinio a spese dello Stato e la liquidazione dei compensi. Sul piano legislativo, la proposta è più ampia: una revisione degli articoli 33, 34 e 35 della legge n. 833 del 1978, con elenchi di difensori specializzati, una disciplina dedicata alla remunerazione dell’assistenza obbligatoria e la possibile introduzione della figura del curatore speciale quando necessaria.

Il punto sollevato dall’associazione riguarda un equilibrio delicato: garantire una difesa effettiva alle persone sottoposte a TSO senza trasformare una nuova funzione obbligatoria in un onere organizzativo ed economico lasciato alla disponibilità dei singoli professionisti. La questione interessa direttamente il CNF, i Consigli dell’Ordine e gli uffici giudiziari, chiamati a costruire procedure capaci di funzionare anche nelle situazioni di urgenza. La sfida, infatti, non è soltanto riconoscere formalmente il diritto alla difesa, ma renderlo concretamente esercitabile quando sono in gioco libertà personale, salute e autodeterminazione. Le garanzie costituzionali potranno dirsi davvero effettive soltanto quando saranno accompagnate da strumenti, competenze e risorse adeguate.

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