Dal 29 ottobre Apple ha inviato notifiche di attacco a numerosi membri del Bundestag e del governo federale tedesco, avvertendoli di essere stati probabilmente presi di mira da operatori di spyware mercenario. Secondo l’emittente pubblica ZDF, le notifiche hanno riguardato anche altre figure pubbliche.
Lo spyware mercenario è un software di sorveglianza sofisticato, sviluppato da operatori specializzati per operazioni mirate: in alcuni casi sfrutta vulnerabilità “zero-click”, che non richiedono alla vittima di aprire un messaggio, scaricare un file o toccare un link per essere compromessa. Apple basa le notifiche su indicatori che ritiene affidabili, ma precisa che gli avvisi non dimostrano necessariamente che un’intrusione sia andata a buon fine, e non indica pubblicamente gli autori.
Il BSI, l’agenzia federale tedesca per la cybersicurezza, ha contattato i soggetti coinvolti raccomandando di considerare i dispositivi potenzialmente compromessi, di passare a un nuovo smartphone e a un nuovo numero, trasferendo solo i dati essenziali ed evitando un ripristino completo da backup. Il ministro digitale Karsten Wildberger ha confermato l’allerta nel programma Bericht aus Berlin della ARD.
L’episodio richiama precedenti noti: nel 2015 un’intrusione nei sistemi del Bundestag fu attribuita dalle autorità tedesche al gruppo APT28, legato ai servizi di intelligence militare russi (GRU); nel maggio 2024 una campagna contro la SPD, anch’essa attribuita ad APT28, sfruttò una vulnerabilità di Microsoft Outlook.
In Italia il precedente più rilevante resta il caso Paragon del 2025, legato alla sorveglianza di giornalisti. Nel giugno 2025 il Copasir aveva riferito di non aver trovato prove di un utilizzo dello spyware da parte dei servizi italiani contro giornalisti nazionali, pur non escludendo ulteriori accertamenti; la Commissione europea ha successivamente richiamato il caso nel proprio rapporto sullo Stato di diritto.
Per gli avvocati e gli studi che assistono clienti istituzionali o imprese strategiche, l’episodio evidenzia il rischio di esposizione di comunicazioni riservate — trattative, piani industriali, operazioni di investimento — e la dipendenza europea da un fornitore extra-UE per la rilevazione di queste minacce.
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