C’è una contraddizione che nessun comunicato ufficiale mette mai nero su bianco, ma che i numeri raccontano da soli: più si moltiplicano norme, authority, sanzioni e convegni sulla protezione dei dati, più i dati degli italiani finiscono nelle mani sbagliate. Il Garante Privacy interviene, il legislatore europeo vara direttive su direttive, le aziende certificano la propria compliance GDPR e NIS2 – eppure le violazioni, invece di diminuire, accelerano.
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha presentato ieri, nell’ambito del dodicesimo summit sulla cybersicurezza promosso da Assolombarda, i dati relativi agli attacchi informatici registrati nel primo semestre 2026 nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Il quadro è di un’escalation netta: 612 eventi cyber censiti, contro i 282 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 117%. Le vittime coinvolte sono salite a 703, in crescita del 62,7% rispetto alle 432 dell’anno precedente.
Il dato più allarmante riguarda gli incidenti con impatto confermato, passati da 55 a 300: un balzo del 445,5%. L’ACN attribuisce in larga parte l’aumento alla maggiore visibilità garantita dalla direttiva NIS2, che ha ampliato il perimetro dei soggetti obbligati alla notifica degli incidenti. Ma è proprio qui che il paradosso si fa evidente: più se ne scopre, più se ne denuncia, eppure il fenomeno sottostante non rallenta. Gli impatti più diffusi restano la compromissione di account e la perdita di disponibilità dei dati, che hanno riguardato 207 eventi; oltre 40 di questi hanno coinvolto attacchi ransomware, la forma più diretta con cui i dati di cittadini e imprese finiscono ostaggio di organizzazioni criminali.
Il convegno, ospitato nell’Auditorium Giorgio Squinzi, è stato aperto dal presidente di Assolombarda Alvise Biffi e dal direttore generale dell’ACN Andrea Quacivi, che hanno annunciato una collaborazione rafforzata tra l’agenzia e l’associazione per accompagnare le imprese, in particolare le piccole e medie, nell’adeguamento alla NIS2 e al Cyber Resilience Act europeo. Assolombarda ha già affiancato oltre 450 aziende del territorio in percorsi di adeguamento. Tra i relatori, Milena Rizzi dell’ACN ha illustrato il quadro normativo su CRA e NIS2, mentre Paolo Spagnoletti di Cyber 4.0 ha presentato strumenti di trasferimento tecnologico; tavole rotonde e workshop operativi hanno affrontato la sicurezza di prodotto lungo la filiera.
Resta la domanda di fondo, che riguarda da vicino anche chi fa consulenza legale su privacy e cybersicurezza: a cosa serve un apparato normativo sempre più fitto – GDPR, NIS2, CRA, provvedimenti del Garante – se il numero di vittime continua comunque a crescere a tre cifre percentuali? Il dato impone attenzione crescente agli obblighi di notifica degli incidenti, alla due diligence sulla cybersicurezza della filiera e alla gestione contrattuale del rischio con fornitori IT, temi destinati a intensificare il contenzioso e la consulenza regolatoria nei prossimi mesi – ma anche a interrogarsi se la vera partita si giochi sulla carta o sui sistemi informatici reali delle aziende.
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