Da domani, 23 ottobre 2026, l’Italia ha un apparato sanzionatorio pienamente operativo per l’intelligenza artificiale. Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 — pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre e adottato in attuazione della delega contenuta nell’articolo 24 della legge 132/2025 — completa il recepimento italiano del regolamento europeo sull’IA (regolamento UE 2024/1689, AI Act), distribuendo compiti di controllo tra una pluralità di autorità.
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) assume il ruolo di autorità di sorveglianza del mercato e di punto di contatto unico con le istituzioni europee, potendo disporre richieste di informazioni e ispezioni anche a sorpresa, comprese quelle sui test di sistemi ad alto rischio condotti in condizioni reali. L’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) è invece l’autorità notificante, che designa e vigila sugli organismi di valutazione della conformità, potendone sospendere o revocare la designazione. Banca d’Italia, Consob e Ivass restano competenti sui sistemi ad alto rischio impiegati rispettivamente nel settore bancario, finanziario e assicurativo, mentre il Garante per la protezione dei dati personali conserva la propria competenza sui sistemi di IA utilizzati in ambito di prevenzione dei reati, gestione delle frontiere, giustizia e processi democratici.
Il regime sanzionatorio, disciplinato dall’articolo 23 del decreto, prevede multe fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuo per le pratiche vietate dall’articolo 5 dell’AI Act; fino a 15 milioni o al 3% per la violazione degli obblighi di fornitori, importatori, distributori e utilizzatori; fino a 1 milione o allo 0,5% per le violazioni relative alla valutazione d’impatto sui diritti fondamentali e al diritto di spiegazione; fino a 7,5 milioni o all’1% per informazioni fuorvianti alle autorità. Per le micro, piccole e medie imprese si applica sempre l’importo più basso tra i due previsti. Per le infrazioni meno gravi, le autorità potranno disporre un ordine di cessazione senza sanzione pecuniaria, salvo l’aggravamento fino a un terzo in caso di inottemperanza.
Per gli ordini professionali, incluso quello forense, il decreto impone l’inserimento di moduli formativi sull’intelligenza artificiale nei percorsi di aggiornamento, con adeguamento dei regolamenti entro sei mesi dall’entrata in vigore: un termine che porta la scadenza operativa a fine aprile 2027.
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