L’esame di abilitazione alla professione forense si prepara a tornare alla sua struttura tradizionale. Con il decreto Giustizia (Dl n. 100/2026), ormai prossimo all’approvazione definitiva dopo la questione di fiducia posta dal Governo alla Camera, vengono infatti ripristinate le prove scritte e viene superato il modello straordinario introdotto durante l’emergenza sanitaria.
L’intervento anticipa l’attuazione delle disposizioni contenute nella recente riforma dell’ordinamento forense (legge n. 137/2026), consentendone l’applicazione già a partire dalla prossima sessione d’esame.
Una sola sessione annuale
Il nuovo impianto prevede un’unica sessione annuale articolata in due prove scritte e una prova orale.
Gli elaborati si svolgeranno esclusivamente in presenza e i candidati potranno consultare soltanto i codici annotati con la giurisprudenza. Resta invece vietato introdurre in aula altri testi, appunti, dispositivi elettronici o strumenti informatici: la violazione comporterà l’esclusione dalla procedura.
Si archivia così definitivamente il regime semplificato adottato negli ultimi anni, che aveva modificato profondamente le modalità di svolgimento dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato.
Come saranno strutturate le prove scritte
Le prove scritte torneranno a verificare sia le capacità di analisi giuridica sia quelle di redazione degli atti.
La prima consisterà nella stesura di un parere motivato relativo a una questione giuridica, scegliendo tra diritto civile, penale o amministrativo.
La seconda richiederà invece la redazione di un atto giudiziario, costruito su un caso pratico, sempre nell’ambito di una delle tre materie indicate dal candidato. L’elaborato dovrà dimostrare non solo la conoscenza del diritto sostanziale, ma anche delle relative regole processuali.
L’orale punta sulle competenze pratiche
Superata la fase scritta, i candidati affronteranno il colloquio orale nella stessa sede d’esame.
Anche in questo caso il legislatore punta su un approccio fortemente operativo. Il colloquio prenderà infatti avvio dalla soluzione di un caso pratico, scelto dal candidato tra diritto civile, penale o amministrativo, che richiederà l’applicazione coordinata delle norme sostanziali e processuali.
A seguire saranno proposti tre quesiti: uno dedicato al diritto processuale, civile o penale; uno relativo al diritto sostanziale, civile, penale o amministrativo; e un terzo su una materia a scelta tra diritto costituzionale, commerciale, del lavoro, internazionale, dell’Unione europea o tributario.
L’esame si concluderà con una verifica sulle conoscenze dell’ordinamento forense, della deontologia professionale e della previdenza degli avvocati.
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