Si riaccende il confronto tra magistratura associata e Ministero della Giustizia sul delicato equilibrio tra attività ispettiva e autonomia della funzione giurisdizionale. Al centro della vicenda vi è l’inchiesta amministrativa avviata presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila nell’ambito del caso “Casa nel Bosco”.
A intervenire è stata la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, che in una nota ha espresso “preoccupazione” per le modalità con cui starebbe proseguendo l’ispezione ministeriale. In particolare, l’ANM sottolinea le perplessità relative all’acquisizione di atti riguardanti un procedimento ancora in corso, evidenziando il rischio di possibili interferenze tra attività di controllo amministrativo ed esercizio della giurisdizione.
Secondo l’associazione delle toghe, la questione investe direttamente il principio dell’indipendenza della magistratura, definito “garanzia per tutti i cittadini”, e richiede un chiarimento nelle sedi istituzionali competenti. L’ANM ha inoltre espresso vicinanza ai magistrati del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, impegnati — si legge nella nota — in un contesto particolarmente delicato.
La replica del Ministero della Giustizia è arrivata attraverso una nota dell’Ispettorato generale, che ha rivendicato la piena conformità dell’attività svolta alle disposizioni previste dall’articolo 12 della legge n. 1311 del 1962. Il Ministero sostiene che tutte le richieste di documentazione e gli accertamenti effettuati siano strettamente collegati all’incarico ricevuto dal Guardasigilli Carlo Nordio e necessari per il corretto svolgimento dell’inchiesta amministrativa.
Nella comunicazione ministeriale viene inoltre evidenziato che la normativa di riferimento non impone particolari formalità nella conduzione delle verifiche ispettive e attribuisce agli ispettori il compito di acquisire informazioni utili a valutare il servizio prestato dal magistrato interessato.
La vicenda si intreccia anche con il quesito trasmesso dal presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila al Consiglio superiore della magistratura, nel quale vengono chiesti chiarimenti sull’obbligo di trasmissione degli atti relativi al procedimento oggetto dell’ispezione.
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