5 Settembre 2025 - PROFESSIONI | Le riforme approvate

Scudo penale per i sanitari: responsabilità solo in caso di colpa grave

Il Governo approva la riforma delle professioni sanitarie: nuove regole per la responsabilità medica, incentivi e carriere ridisegnate. Schillaci e Nordio: “Un freno alla medicina difensiva da 11 miliardi l’anno”

Dopo anni di rinvii e polemiche, arriva il tanto discusso “scudo penale” per medici e operatori sanitari. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega per la riforma delle professioni sanitarie, introducendo una novità destinata a segnare un punto di svolta: d’ora in avanti i sanitari risponderanno penalmente di lesioni o omicidio colposo solo nei casi di colpa grave, purché abbiano rispettato le linee guida ufficiali o le buone pratiche clinico-assistenziali.

I criteri di valutazione

I giudici, nel valutare la condotta del medico, dovranno considerare non solo le regole scientifiche ma anche i fattori di contesto: carenze di personale o attrezzature, difficoltà legate alla natura dell’intervento, urgenze ed emergenze, perfino la complessità dovuta alla presenza di più specialisti. Una visione più realistica delle condizioni in cui il personale sanitario si trova quotidianamente a operare.

Le nuove disposizioni modificano il codice penale (articolo 590) e intervengono anche sulla legge Gelli-Bianco del 2017, rafforzando il ruolo delle linee guida, che diventano vincolanti. Sul piano civile, la colpa sarà valutata anch’essa alla luce dei fattori esterni che possono incidere sull’attività clinica.

Medicina difensiva nel mirino

Per il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e per il Guardasigilli Carlo Nordio, la riforma rappresenta un argine alla cosiddetta “medicina difensiva”, una pratica che costa al Servizio sanitario circa 11 miliardi di euro l’anno e contribuisce ad allungare le liste d’attesa. L’obiettivo è restituire serenità ai medici e ridurre la prescrizione di esami costosi e spesso inutili.

Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, parla di “provvedimento che restituisce serenità ai camici bianchi”, mentre il segretario di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, ricorda che “un medico su tre subisce una denuncia, ma solo il 3% viene condannato”. Più prudente Guido Quici, presidente di Cimo-Fesmed, che sottolinea la mancanza di una definizione chiara di “colpa grave”, lasciata alla discrezionalità dei giudici.

Le altre novità della riforma

Oltre allo scudo penale, la delega autorizza il Governo ad adottare entro il dicembre 2026 decreti legislativi per ridefinire carriere, incentivi e condizioni di lavoro nel settore sanitario. Tra le misure previste:

  • utilizzo più flessibile dei medici specializzandi;
  • riduzione della burocrazia per il personale ospedaliero;
  • rafforzamento della sicurezza sul lavoro;
  • sistemi premiali legati alla riduzione delle liste d’attesa;
  • certificazione nazionale delle competenze;
  • governance dell’intelligenza artificiale in sanità;
  • formazione universitaria per i medici di medicina generale.

“Ci aspettiamo una riforma inclusiva, capace di valorizzare tutte le professioni sanitarie”, ha dichiarato Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM-PSTRP).


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