15 Aprile 2025 - Cybersicurezza

NIS2, via alle PEC dell’ACN: le aziende devono agire subito

Dal 12 aprile scattano le comunicazioni ufficiali: notifiche via PEC alle imprese coinvolte nella direttiva europea. Ecco cosa cambia e quali obblighi rispettare per evitare sanzioni.

L’attuazione della direttiva europea NIS2 entra nel vivo: a partire dal 12 aprile 2025, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha avviato l’invio delle PEC ufficiali alle imprese e agli enti pubblici che rientrano nel nuovo perimetro nazionale di sicurezza informatica previsto dal Decreto Legislativo 123/2023.

Le comunicazioni, recapitate digitalmente, notificano l’inserimento formale dei destinatari nel registro degli operatori di servizi essenziali e importanti, cioè le aziende obbligate a garantire elevati standard di sicurezza informatica per proteggere dati, reti e infrastrutture critiche.

Chi riceverà la PEC?

Le notifiche sono indirizzate a soggetti pubblici e privati attivi nei settori strategici indicati dalla direttiva, tra cui:

  • energia, trasporti, sanità, bancario e finanziario,
  • infrastrutture digitali, pubblica amministrazione,
  • fornitori di servizi cloud, data center e telecomunicazioni.

Cosa bisogna fare subito

Per le aziende coinvolte, la notifica avvia ufficialmente una serie di adempimenti. Non si tratta di una semplice comunicazione informativa: l’inclusione comporta l’obbligo di adeguarsi a un sistema rigoroso di prevenzione e risposta agli incidenti informatici. Tra gli obblighi immediati:

Designazione del referente per la sicurezza ICT
L’azienda deve nominare un punto di contatto interno responsabile della comunicazione con l’ACN e del coordinamento delle misure di cybersecurity.

Valutazione del rischio
Entro tempi brevi, le organizzazioni devono condurre una mappatura dei rischi e definire un piano di gestione, monitoraggio e mitigazione degli stessi.

Comunicazione obbligatoria degli incidenti
Eventuali violazioni o attacchi significativi devono essere segnalati tempestivamente all’ACN entro 24 ore dalla rilevazione.

Adozione di misure tecniche e organizzative adeguate
Le imprese dovranno dimostrare di adottare sistemi di sicurezza informatica aggiornati, formazione del personale e procedure di controllo periodico.

Cosa si rischia

Chi non si adegua rischia sanzioni molto severe, che possono arrivare fino al 2% del fatturato annuo globale, a seconda della gravità della violazione. L’ACN, insieme ad altri enti ispettivi, potrà disporre controlli e richiedere la documentazione necessaria a verificare la conformità alle norme.

Una normativa che cambia il paradigma

La direttiva NIS2 – recepita in Italia con il D.lgs. 123/2023 – potenzia il quadro normativo europeo in materia di sicurezza informatica, estendendo l’ambito soggettivo rispetto alla precedente NIS1 e introducendo obblighi stringenti anche per imprese private non precedentemente incluse.

L’obiettivo è aumentare la resilienza dell’intero sistema-Paese, rafforzando la protezione contro minacce sempre più sofisticate e diffuse.

Le imprese interessate devono dunque attivarsi immediatamente, anche rivolgendosi a consulenti specializzati o certificatori accreditati, per non farsi trovare impreparate davanti a una rivoluzione normativa che è già operativa.


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