Il Consiglio regionale della Campania ha approvato una legge che consente al presidente Vincenzo De Luca di ricandidarsi per un terzo mandato, aprendo a un acceso dibattito politico. La misura ha ottenuto 34 voti favorevoli contro 16 contrari, con un solo astenuto. Tuttavia, sia il Movimento 5 Stelle che il centrodestra si sono opposti, chiedendo l’intervento del governo per impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale. Anche il Partito Democratico, pur appartenendo alla stessa area politica di De Luca, ha dichiarato che non lo sosterrà nelle prossime elezioni regionali del 2025.
Dal PD, il responsabile dell’organizzazione Igor Taruffi ha ribadito che il limite dei due mandati rimane una posizione del partito a livello nazionale, indipendentemente dalla decisione del Consiglio campano. La segretaria Elly Schlein ha più volte confermato questa linea, ma De Luca, che ha una forte influenza politica nella regione, sembra intenzionato a candidarsi anche senza il supporto del PD. Per evitare divisioni che potrebbero favorire il centrodestra, il partito potrebbe scegliere un candidato vicino a De Luca come compromesso.
Sul fronte del centrodestra, Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia e Fulvio Martusciello di Forza Italia sono tra i nomi in lizza per una candidatura alla presidenza della Campania. Martusciello ha commentato con sicurezza la vittoria alle prossime elezioni, indipendentemente dal nuovo mandato di De Luca. Dure critiche alla legge sono giunte anche dai capigruppo di Forza Italia, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, che hanno definito la mossa come un tentativo di aggirare le norme vigenti.
In un clima di tensione, Palazzo Chigi è stato invitato a intervenire, ma il governo mantiene un atteggiamento cauto: il sottosegretario Alfredo Mantovano ha risposto con un prudente “vedremo”. Anche la Lega non ha preso posizione esplicita, complici forse le ambizioni di Luca Zaia, presidente del Veneto, che come De Luca aspira a un terzo mandato.
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