Il Piano strutturale di bilancio di medio termine del governo introduce una svolta significativa per il settore edilizio: i certificati bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sostituiranno progressivamente le tradizionali detrazioni fiscali, come l’Ecobonus e il Superbonus. Questa misura è volta a ridurre l’impatto di tali bonus sul bilancio dello Stato e a favorire il processo di decarbonizzazione e l’adeguamento degli edifici alla direttiva Case Green dell’Unione Europea, che mira a migliorare la prestazione energetica degli edifici.
La svolta verso i certificati bianchi
I certificati bianchi, attivi in Italia dal 2005, sono il principale strumento per promuovere l’efficienza energetica. Si tratta di titoli negoziabili che attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso interventi di miglioramento dell’efficienza. Un singolo certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP). Questi titoli, emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), possono essere scambiati sul mercato e rappresentano un incentivo economico per chi investe in progetti di efficientamento energetico.
L’obiettivo: ridurre il debito e favorire la transizione energetica
Secondo le stime del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), l’eliminazione graduale dei bonus edilizi avrà un impatto positivo sui conti pubblici. Senza questi incentivi, infatti, il rapporto debito/PIL sarebbe stato del 132,8% nel 2024 e del 131,5% nel 2026, contribuendo a migliorare la sostenibilità finanziaria dello Stato. Al contempo, i certificati bianchi permetteranno di sostenere il necessario adeguamento degli edifici alle normative europee senza gravare pesantemente sul bilancio pubblico.
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