Randi Ingerman, attrice e showgirl, si è ritrovata vittima di una truffa orchestrata dalla sua ex avvocata, ora rinviata a giudizio con accuse di patrocinio infedele e falso. La legale è accusata di aver falsificato sentenze per far credere alla sua assistita di aver vinto cause che, in realtà, non erano mai state avviate o erano state perse.
In particolare, l’avvocata aveva rassicurato la Ingerman dicendole che aveva ottenuto un risarcimento di 277.000 euro dal Tribunale civile di Milano in una causa contro una banca. Tuttavia, questa vittoria era pura finzione: la causa era stata persa, ma l’avvocata aveva creato una falsa sentenza per ingannare la sua cliente.
La situazione si è aggravata quando la legale ha affermato di aver avviato altre procedure contro una clinica e l’INPS, che non sono mai state realmente intraprese. Per nascondere la verità, l’avvocata avrebbe presentato alla Ingerman documenti giuridici contraffatti, facendole credere di aver ottenuto successi legali inesistenti.
La vicenda è emersa grazie alla denuncia presentata dall’attrice, assistita ora dall’avvocato Davide Steccanella. L’indagine è stata trasferita alla Procura di Brescia, competente per i casi che coinvolgono magistrati del distretto di Milano, dove il pubblico ministero Giovanni Tedeschi ha richiesto il rinvio a giudizio della legale.
Tra le prove raccolte, vi sono anche le false sentenze attribuite a giudici del Tribunale civile di Milano e del Tribunale del lavoro, che ora figurano come parti offese nel procedimento. La truffa ha causato non solo danni finanziari, ma anche un grave sconvolgimento emotivo per Randi Ingerman, che si è fidata della sua avvocata in un momento di particolare vulnerabilità.
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