Roma, 10 luglio 2024 – La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 16691 del 17 giugno 2024, ha confermato che l’assegnazione della casa familiare ai figli minori o maggiorenni non autosufficienti comprende anche i mobili e gli arredi.
Nella pronuncia, la Prima Sezione Civile ha chiarito che il diritto dei figli di conservare l’ambiente domestico nel quale sono nati o cresciuti si estende non solo alle mura dell’abitazione, ma anche a tutti i beni che ne fanno parte integrante, come mobili, arredi, elettrodomestici e servizi.
L’obiettivo è quello di tutelare il benessere psicofisico dei figli, garantendo loro la continuità e la stabilità dell’ambiente familiare anche dopo la separazione dei genitori.
La Corte ha precisato che l’assegnazione dei mobili non comprende però i beni strettamente personali dell’altro coniuge, come ad esempio quelli che soddisfano esigenze specifiche.
La decisione della Suprema Corte si basa sul principio di tutela del minore, secondo cui il passaggio da un contesto familiare all’altro a seguito di eventi critici come la separazione non deve comportare un distacco traumatico dall’ambiente domestico. La casa familiare deve infatti rappresentare per i figli un punto di riferimento stabile e riconoscibile nel tempo.
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