29 Aprile 2026 - Sicurezza

Videosorveglianza, arriva il modello unico nazionale: più integrazione tra enti e regole chiare sulla privacy

Definito lo schema di accordo tra sindaci e prefetti per collegare i sistemi comunali alle forze di polizia. Accessi tracciati, reti dedicate e ruoli distinti nel trattamento dei dati: la sicurezza urbana si rafforza nel rispetto delle garanzie

Il Ministero dell’Interno introduce un modello uniforme per disciplinare il collegamento tra i sistemi di videosorveglianza comunali e le forze di polizia, con l’obiettivo di superare frammentazioni operative e incertezze giuridiche che, finora, hanno caratterizzato il settore. Lo schema di accordo, recentemente diffuso, definisce in modo puntuale i rapporti tra Comuni, Prefetture e forze dell’ordine, offrendo una cornice nazionale che coniuga esigenze di sicurezza e tutela dei dati personali.

Il principio cardine su cui si fonda il nuovo impianto è quello della titolarità autonoma dei trattamenti. I Comuni mantengono la gestione delle immagini per finalità di sicurezza urbana e amministrativa, comprese quelle connesse alla circolazione stradale e ai sistemi di lettura targhe. La polizia locale opera su un piano distinto, potendo utilizzare i dati nell’ambito delle funzioni di polizia giudiziaria previste dalla normativa vigente.

Diversa, per natura e finalità, la posizione delle forze di polizia statali, che accedono alle immagini per attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati, agendo come autonomi titolari del trattamento secondo la disciplina di settore. In questo modo, il modello chiarisce definitivamente che la condivisione delle informazioni non richiede costruzioni interpretative complesse, ma si basa su una ripartizione chiara di competenze e responsabilità.

Accanto al profilo giuridico, il Ministero interviene con decisione anche sul piano tecnico e organizzativo. L’accesso ai sistemi deve avvenire tramite credenziali individuali, con tracciamento puntuale delle operazioni e conservazione dei log per un arco temporale significativo. Le connessioni tra sale operative devono essere realizzate attraverso infrastrutture dedicate, evitando qualsiasi forma di accesso indiscriminato alle immagini.

Particolare attenzione è riservata all’accesso in tempo reale, che viene limitato a contesti ben definiti: manifestazioni pubbliche, servizi coordinati di controllo del territorio, situazioni di emergenza, richieste operative legate al numero unico 112 e attività di polizia giudiziaria. Una delimitazione che punta a garantire equilibrio tra efficacia operativa e rispetto dei diritti fondamentali.

Il modello richiama inoltre obblighi spesso sottovalutati nella pratica amministrativa: la necessità di effettuare valutazioni di impatto sulla protezione dei dati, l’aggiornamento delle informative rivolte ai cittadini, l’installazione di segnaletica chiara e la documentazione delle misure di sicurezza adottate.


LEGGI ANCHE

lotta al riciclaggio e modifiche al codice penale Servicematica

Direttiva Ue 2018/1673, lotta al riciclaggio e modifiche al codice penale

Il 4 novembre scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che attua la direttiva UE n. 2018/1673 relativa alla lotta al riciclaggio attraverso…

Patrocinio a spese dello Stato: nessun contributo unificato finché l’istanza è in attesa

Una circolare del Ministero della Giustizia chiarisce i dubbi degli uffici giudiziari: basta allegare l’istanza protocollata per iscrivere la causa a ruolo senza versare il…

nuovi clienti

Come attrarre nuovi clienti

Capita spesso che, quando si cerca di acquisire nuovi clienti (o una strategia per farlo) non ci sia un piano d’azione concreto. Ma soprattutto, manca…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto