Il Ministero dell’Interno introduce un modello uniforme per disciplinare il collegamento tra i sistemi di videosorveglianza comunali e le forze di polizia, con l’obiettivo di superare frammentazioni operative e incertezze giuridiche che, finora, hanno caratterizzato il settore. Lo schema di accordo, recentemente diffuso, definisce in modo puntuale i rapporti tra Comuni, Prefetture e forze dell’ordine, offrendo una cornice nazionale che coniuga esigenze di sicurezza e tutela dei dati personali.
Il principio cardine su cui si fonda il nuovo impianto è quello della titolarità autonoma dei trattamenti. I Comuni mantengono la gestione delle immagini per finalità di sicurezza urbana e amministrativa, comprese quelle connesse alla circolazione stradale e ai sistemi di lettura targhe. La polizia locale opera su un piano distinto, potendo utilizzare i dati nell’ambito delle funzioni di polizia giudiziaria previste dalla normativa vigente.
Diversa, per natura e finalità, la posizione delle forze di polizia statali, che accedono alle immagini per attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati, agendo come autonomi titolari del trattamento secondo la disciplina di settore. In questo modo, il modello chiarisce definitivamente che la condivisione delle informazioni non richiede costruzioni interpretative complesse, ma si basa su una ripartizione chiara di competenze e responsabilità.
Accanto al profilo giuridico, il Ministero interviene con decisione anche sul piano tecnico e organizzativo. L’accesso ai sistemi deve avvenire tramite credenziali individuali, con tracciamento puntuale delle operazioni e conservazione dei log per un arco temporale significativo. Le connessioni tra sale operative devono essere realizzate attraverso infrastrutture dedicate, evitando qualsiasi forma di accesso indiscriminato alle immagini.
Particolare attenzione è riservata all’accesso in tempo reale, che viene limitato a contesti ben definiti: manifestazioni pubbliche, servizi coordinati di controllo del territorio, situazioni di emergenza, richieste operative legate al numero unico 112 e attività di polizia giudiziaria. Una delimitazione che punta a garantire equilibrio tra efficacia operativa e rispetto dei diritti fondamentali.
Il modello richiama inoltre obblighi spesso sottovalutati nella pratica amministrativa: la necessità di effettuare valutazioni di impatto sulla protezione dei dati, l’aggiornamento delle informative rivolte ai cittadini, l’installazione di segnaletica chiara e la documentazione delle misure di sicurezza adottate.
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