23 Aprile 2026 - Professione

Rottamazione-quinquies, l’UNCC: “Subito un correttivo per includere i debiti degli avvocati”

L’Unione Nazionale delle Camere Civili chiede al Parlamento di intervenire sul decreto fiscale: esclusi gli iscritti a Cassa Forense, a differenza degli altri titolari di partita IVA. Del Noce: “Una disparità ingiustificata che va sanata”

C’è una lacuna normativa che rischia di tradursi in una disparità concreta tra professionisti. È su questo punto che interviene l’Unione Nazionale delle Camere Civili, chiedendo al Parlamento un intervento in sede di conversione del decreto-legge n. 38/2026 per estendere la rottamazione-quinquies anche ai debiti contributivi degli avvocati nei confronti di Cassa Forense.

La misura introdotta con la Legge di Bilancio 2026 consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo senza sanzioni, interessi di mora e aggio, con termine per le domande fissato al 30 aprile 2026. Tuttavia, a differenza della precedente rottamazione-quater, la norma non prevede alcuna disposizione che consenta agli enti previdenziali privatizzati — tra cui Cassa Forense — di aderire alla definizione agevolata.

Una scelta che, secondo l’UNCC, genera un’evidente disparità di trattamento: mentre i titolari di partita IVA con debiti verso l’INPS possono accedere alla sanatoria, gli avvocati iscritti a Cassa Forense restano esclusi. E non si tratta, viene sottolineato, di soggetti che eludono i propri obblighi, ma di professionisti che hanno regolarmente dichiarato i propri redditi e che si trovano in condizioni di difficoltà economica reale.

Il quadro si complica ulteriormente se si considera la posizione di molti avvocati impegnati nel patrocinio a spese dello Stato: compensi liquidati ma non ancora corrisposti, tempi di pagamento lunghi e, nel frattempo, obblighi fiscali e contributivi da rispettare. Una situazione che, di fatto, costringe il professionista ad anticipare risorse proprie per sostenere il sistema giustizia, senza poter accedere agli strumenti di regolarizzazione previsti per altri contribuenti.

“Si tratta di una lacuna per nulla giustificata”, osserva il presidente dell’UNCC, Alberto Del Noce, richiamando il precedente della rottamazione-quater, quando Cassa Forense aveva potuto deliberare l’adesione, consentendo a migliaia di iscritti di regolarizzare la propria posizione.

Da qui la proposta: introdurre un emendamento che reintroduca una norma analoga a quella già prevista nel 2022, abilitando gli enti previdenziali privatizzati ad aderire alla rottamazione-quinquies per i carichi contributivi dei propri iscritti, e prevedere al contempo una proroga dei termini per la presentazione delle domande.

Per l’UNCC si tratta di una misura di buon senso, necessaria per ristabilire equità e coerenza nell’ordinamento. Il veicolo normativo, sottolinea l’associazione, esiste già: spetta ora al Parlamento intervenire per colmare una lacuna che rischia di penalizzare ingiustamente una parte del mondo professionale.

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