La Ministra Cartabia ha incaricato una Commissione di elaborare una proposta di riforma del processo civile, da presentare entro il 23 aprile.
La riforma nasce dall’esigenza di adeguarsi alle richieste dell’Unione Europea, nell’ottica del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dell’assegnazione delle risorse connesse al Recovery Fund.
I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE
La riforma del processo civile sarà studiata da dieci esperti:
– Francesco Paolo Luiso, Professore Ordinario di diritto processuale civile presso l’Università degli Studi di Pisa,
– Filippo Danovi, vice capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia,
– Paolo Biavati e Antonio Carratta, processualcivilisti,
– Paola Lucarelli, professoressa di diritto commerciale,
– Alberto Giusti e Carmelo Sgroi, magistrati di Cassazione,
– Sebastiana Ciardo, consigliere presso la Corte d’appello di Palermo,
– Guido Romano, giudice del Tribunale delle imprese di Roma,
– Monica Velletti, presidente di Sezione del Tribunale di Terni.
A questi andranno ad affiancarsi i membri di un comitato scientifico per lo svolgimento dei diversi compiti. Il comitato è composto da:
– Severa Azzarello, avvocato presso il Foro di Roma,
– Roberta Bardelle e Maria Cristina Contini, magistrati dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia,
– Giuliana Palumbo, dirigente del DOG.
OBIETTIVI DELLA PROPOSTA DI RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE
Considerando le richieste dell’Europa e le modifiche normative avvenute nell’area del processo e della giustizia civile dal 2009 a oggi, è necessario fare il punto della situazione, individuare le criticità ed eventuali misure correttive.
L’obiettivo concreto è triplice:
– ridurre i tempi dei processi,
– rafforzare il principio della ragionevole durata,
– migliorare l’efficenza dell’apparato amministrativo.
Nel decreto ministeriale del 12 marzo 2021 con cui il Min. Cartabia ha incaricato i lavori, si legge che nell’elaborare la proposta
“sarà necessario individuare in particolare tre direttrici di interventi tra loro complementari, che attengono alla dimensione di organizzazione e innovazione tecnologica, a quella di valorizzazione e impulso degli strumenti alternativi di risoluzione dei conflitti e alla dimensione endoprocessuale, nella verifica delle più rilevanti criticità della disciplina del processo civile ordinario e di ulteriori modelli processuali speciali”.
La proposta di riforma del processo civile dovrà poi nascere in considerazione del disegno di legge di riforma del processo civile all’esame della Commissione giustizia del Senato (A.S. 1662).
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