7 Maggio 2026 - Sicurezza dati

Rete Giustizia, il Ministero chiarisce: nessun attacco hacker dietro i blackout del 6 e 7 maggio

Via Arenula attribuisce i disservizi a due eventi distinti legati a fornitori esterni: un guasto all’infrastruttura DNS e un problema elettrico nella sala server di Milano. Esclusa qualsiasi compromissione di dati o sistemi informatici, mentre resta aperto il confronto sulla resilienza della rete giudiziaria nazionale

Il sistema informatico della Giustizia italiana è tornato al centro dell’attenzione dopo i gravi disservizi che, tra il 6 e il 7 maggio, hanno coinvolto uffici giudiziari e strutture ministeriali in diverse aree del Paese, provocando rallentamenti e interruzioni nell’attività quotidiana degli uffici.

La prima criticità si è verificata nella mattinata del 6 maggio, quando la rete giudiziaria nazionale ha subito un’interruzione generalizzata che ha interessato contemporaneamente tribunali, procure e uffici centrali del Ministero della Giustizia. Il blocco, protrattosi fino alle ore centrali della giornata, ha impedito l’accesso a numerosi servizi digitali indispensabili per l’operatività degli uffici.

In un primo momento, le cause del malfunzionamento non erano state chiarite, alimentando anche il timore di possibili attacchi informatici. A seguito dell’accaduto, il sindacato Dirigenti Giustizia CIDA Funzioni Centrali ha trasmesso una nota al Capo di Gabinetto del Ministero, Antonio Mura, e al Capo Dipartimento per l’Innovazione tecnologica, Antonella Ciriello, chiedendo verifiche immediate e una valutazione approfondita dell’accaduto.

Secondo il sindacato, un’interruzione così estesa non può essere considerata un semplice incidente tecnico isolato, ma rappresenta un segnale della vulnerabilità dell’attuale architettura digitale della Giustizia. Nella comunicazione vengono sollevate questioni legate alla resilienza della rete, alla gestione delle emergenze informatiche, ai protocolli di disaster recovery e alla dipendenza tecnologica da fornitori esterni.

Particolare attenzione viene posta anche sul tema della sicurezza infrastrutturale e sulla necessità di verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa nazionale di recepimento della direttiva NIS2 in materia di cybersicurezza, soprattutto per quanto riguarda la gestione e la segnalazione degli incidenti che coinvolgono servizi essenziali dello Stato.

Il Ministero della Giustizia è intervenuto con una nota ufficiale diffusa oggi, 7 maggio, chiarendo che i disservizi verificatisi nelle due giornate hanno avuto origini differenti e indipendenti tra loro. Nel dettaglio, il blackout del 6 maggio sarebbe stato causato da un grave problema esterno relativo all’infrastruttura DNS gestita dal fornitore della connettività, mentre il successivo disservizio di oggi, 7 maggio, che ha interessato soprattutto i distretti del Nord Italia, sarebbe dipeso da un guasto agli impianti elettrici del Palazzo di Giustizia di Milano, sede di una delle Sale Server nazionali.

Il dicastero ha precisato che in nessuno dei due episodi vi sarebbe stata compromissione di dati o sistemi informatici, sottolineando come le procedure di ripristino siano state attivate tempestivamente e i servizi progressivamente riattivati in tempi contenuti.

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