Redazione 19 Marzo 2025

L’intelligenza artificiale generativa al centro di una nuova guerra tecnologica

L’intelligenza artificiale generativa è al centro di una competizione globale senza precedenti, dove innovazione, strategie di mercato e dinamiche geopolitiche si intrecciano in uno scenario in continua evoluzione. Colossi tecnologici come OpenAI, Anthropic, DeepSeek e Alibaba stanno ridefinendo il settore, mentre la crescente rivalità tra aziende occidentali e cinesi porta a scelte strategiche che potrebbero influenzare l’intero ecosistema dell’IA.

Negli ultimi giorni, OpenAI ha avanzato una proposta controversa, esprimendo preoccupazioni sulla sicurezza e sul controllo delle tecnologie IA prodotte in Cina. L’azienda statunitense ha definito la cinese DeepSeek “sovvenzionata” e “controllata dallo Stato”, raccomandando al governo degli Stati Uniti di valutare un divieto sui modelli sviluppati da questa e altre realtà supportate dalla Repubblica Popolare Cinese. Un’escalation che non riguarda solo il progresso tecnologico, ma anche gli equilibri politici e commerciali su scala globale.

Il pericolo di un divieto sui modelli open-source

L’eventuale divieto di modelli open-source come DeepSeek potrebbe rappresentare una svolta critica per il settore. L’IA open-source è stata finora un elemento chiave nella democratizzazione della tecnologia, consentendo a ricercatori, aziende e sviluppatori di tutto il mondo di contribuire ai progressi del settore. Un’azione restrittiva come quella suggerita da OpenAI rischierebbe di soffocare l’innovazione, limitare la concorrenza e rallentare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale a livello globale.

La preoccupazione di OpenAI e Anthropic nei confronti di DeepSeek e Alibaba è giustificata dalla rapida adozione di questi modelli, che si pongono come alternative competitive ai loro prodotti proprietari. La natura open-source di DeepSeek e Qwen, il modello sviluppato da Alibaba, consente una diffusione e un adattamento più rapidi, minacciando il dominio delle aziende occidentali nel settore dell’IA generativa. Questo potrebbe portare a un riequilibrio del mercato, favorendo un modello più distribuito e meno centralizzato.

Il rischio di un monopolio nell’IA generativa

Un’altra questione chiave è il rischio di monopolio o duopolio nell’intelligenza artificiale generativa, con OpenAI e Anthropic che detengono gran parte del controllo sul settore. Un simile scenario potrebbe frenare l’innovazione, aumentare i costi per gli utenti e ridurre la qualità dei servizi offerti. Inoltre, il controllo centralizzato sull’IA generativa potrebbe tradursi in un maggiore rischio di abusi, come la manipolazione dell’informazione o un uso invasivo della sorveglianza digitale.

In questo contesto, la posizione di OpenAI, sempre più allineata con le politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump e il movimento MAGA, solleva ulteriori interrogativi. Da un lato, un tale schieramento potrebbe rafforzare la sua influenza sul mercato statunitense; dall’altro, rischia di alienare il supporto di comunità scientifiche, governi e aziende favorevoli a un approccio più aperto e collaborativo. Questo potrebbe tradursi in un accesso limitato a mercati strategici come Europa e Canada, dove la regolamentazione sull’IA è orientata alla protezione della privacy e all’innovazione responsabile.

Le risposte di Europa e Canada alla strategia di OpenAI

Se OpenAI proseguisse sulla strada della chiusura verso i modelli open-source, l’Europa e il Canada potrebbero rispondere adottando misure normative più stringenti nei confronti della società americana, promuovendo alternative locali e rafforzando la cooperazione con aziende e governi favorevoli a un ecosistema IA più aperto. Entrambi i blocchi hanno investito significativamente nella creazione di un’intelligenza artificiale etica e trasparente, e vedrebbero un eventuale divieto come una minaccia ai loro principi fondamentali.

Un esempio di questa competizione diretta è DeepSeek-R1, uno dei principali rivali di ChatGPT e GPT-4.5. Grazie a un’architettura avanzata e a prestazioni eccellenti in vari compiti di elaborazione del linguaggio naturale, DeepSeek-R1 si pone come una valida alternativa ai modelli proprietari dominanti. La sua natura open-source lo rende inoltre più flessibile e adattabile alle esigenze di aziende e sviluppatori, aumentando il suo potenziale di diffusione.

Sicurezza e privacy: OpenAI contro i modelli open-source

OpenAI giustifica la propria posizione evidenziando i rischi legati alla privacy e alla sicurezza derivanti dai modelli open-source, sostenendo che questi potrebbero essere utilizzati per attività malevole, dalla diffusione di fake news alla creazione di strumenti di sorveglianza avanzata. Tuttavia, questa argomentazione solleva dubbi: anche i modelli closed-source non sono esenti da rischi, e la loro gestione centralizzata potrebbe aumentare le possibilità di un uso improprio da parte di aziende e governi.

A lungo termine, se OpenAI continuerà a sostenere politiche protezionistiche e restrittive, potrebbe subire un contraccolpo significativo. La chiusura verso il mercato open-source potrebbe danneggiare la sua reputazione, limitare la sua capacità di attrarre talenti e investimenti internazionali e, soprattutto, favorire la nascita di alternative competitive. In uno scenario globale sempre più frammentato, la sfida dell’IA non sarà solo tecnologica, ma anche politica ed economica.


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