Il disconoscimento dei filmati prodotti dalla dashcam non è un procedimento agevole
Piccole telecamere che aiutano a far parcheggiare, far manovra e proteggere l’auto da malintenzionati, le dashcam sono, ad oggi, uno strumento indubbiamente diffuso. Inoltre, anche se la legge non ne vieta istallazione né utilizzo, le forze di polizia possono sanzionare per un loro eventuale posizionamento scorretto. Infine, dal punto di vista della privacy, per essere utilizzato, il contenuto derivante dalla dashcam deve rispettare alcune regole precise.
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Il Codice della Strada non vieta l’installazione né l’utilizzo delle dashcam
Se vi state chiedendo che cosa è una dashcam, sappiate che con questo termine inglese si definiscono quelle piccole telecamere installate in auto. Nello specifico, esse vanno posizionate sul cruscotto o vicino allo specchietto retrovisore e possono essere tanto piccole da non essere quasi visibili. Il loro utilizzo è volto tanto alla registrazione di immagini, quanto ad un aiuto pratico (parcheggi e manovre) e a protezione dell’auto.
Va detto che il Codice della Strada non disciplina l’utilizzo delle dashcam né il loro posizionamento all’interno dell’auto. Tuttavia, esse non devono andare ad ostruire o restringere il campo di visibilità e quindi limitare la sicurezza del veicolo. Quindi (art. 141 comma 2), in caso di posizionamento scorretto e allo scopo di garantire la sicurezza degli utenti stradali, la polizia può irrogare una sanzione.
Oltre a ciò, la dashcam ha valore probatorio in caso di incidente e -in questi casi- il suo disconoscimento è generalmente molto improbabile. Infine, la dashcam ha importanti risvolti anche in ambito di privacy; infatti, per essere utilizzato, il suo contenuto deve rispettare quattro regole precise. Insomma, è lecito riprendere il paesaggio però non i dati sensibili altrui e le immagini devono essere utilizzate esclusivamente a scopo personale.
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