La PEC dimostra l’invio e la ricezione del messaggio, ma non garantisce il contenuto del documento allegato. Tale principio è stato confermato dall’ordinanza n. 10091/2024 della Corte di Cassazione.
Infatti, la PEC certifica la data dell’invio e la provenienza: tuttavia, questo strumento non garantisce che il documento allegato sia collegato all’autore e che contenga un determinato contenuto.
Nel caso in cui ad una PEC venga allegato un file con un certo nome, formato, estensione e dimensioni, certamente la ricevuta attesterà il file, ma non fornirà prove relative al contenuto del file.
Dunque, sul file allegato dovrà essere necessariamente apposta la firma digitale: soltanto in questo modo si certificherà da dove proviene il documento e soprattutto la sua integrità.
Il lavoro telematico diventa più semplice e veloce con i nostri prodotti!
Nel nostro shop online trovi Service1 per i depositi PCT e PAT, il kit di firma digitale e anche i servizi di conservazione digitale, fatturazione elettronica, posta elettronica certificata PEC e anche email professionale.
Clicca qui sopra per accedere allo shop
LEGGI ANCHE:
AIGA presenta alla ministra Locatelli proposte in materia di disabilità
Lavoro sportivo: nuove regole per le società e le associazioni sportive. Il ciclo di convegni
Articoli simili
Il Garante privacy sanziona per 2mila euro la Federazione nazionale degli ordini dei biologi per due comunicazioni PEC inviate nel 2025 con gli indirizzi di…
La Prima sezione civile respinge il ricorso di un legale che chiedeva un risarcimento per il proprio cognome scritto con il "De" in maiuscolo sulla…
Revolut vittima di una truffa durata 5 mesi: usata anche una PEC italiana
Una falsa richiesta governativa, inviata da un dominio email reale ma da un account non autorizzato, ha convinto la società a trasmettere dati personali e…

