Il Consiglio dei ministri ha impresso una nuova accelerazione al percorso di riforma delle magistrature speciali, approvando due distinti interventi destinati a incidere profondamente sull’assetto della giustizia tributaria e della Corte dei conti. Da un lato arriva il decreto legislativo che completa la trasformazione della magistratura tributaria in un corpo professionale; dall’altro prende forma il progetto di riorganizzazione della magistratura contabile, destinato ora al confronto con Conferenza Unificata, Conferenza Stato-Regioni e Parlamento.
Magistratura tributaria, nasce il ruolo unico nazionale
Con il nuovo decreto si conclude il processo di revisione avviato nel 2022, che ha progressivamente superato il modello fondato sui giudici tributari onorari per costruire una magistratura professionale stabile.
Tra le novità più significative figura l’istituzione del ruolo unico nazionale dei magistrati tributari, gestito dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria e aggiornato annualmente. A questo si accompagna il riconoscimento dell’inamovibilità dei magistrati, che potranno essere trasferiti, sospesi o dispensati dalle funzioni soltanto nei casi previsti dalla legge, con le garanzie proprie delle altre magistrature.
Il decreto disciplina anche la fase di transizione, destinata a protrarsi ancora per alcuni anni, nella quale magistrati professionali e giudici onorari continueranno a convivere secondo regimi differenti. Resta invece rinviata la revisione della geografia giudiziaria: la prevista soppressione di alcune Corti di giustizia tributaria di primo grado slitta infatti al biennio 2028-2029.
Reclutamento e disciplina
Sul fronte del reclutamento viene introdotta la possibilità di utilizzare le graduatorie degli idonei oltre i posti originariamente banditi. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze potrà richiedere ulteriori assunzioni entro limiti prestabiliti, consentendo così un ampliamento degli organici senza indire immediatamente nuovi concorsi.
Ampio spazio è dedicato anche al sistema disciplinare, che viene allineato, per quanto compatibile, a quello della magistratura ordinaria. Sono individuate le condotte rilevanti sia nell’esercizio delle funzioni sia nella vita privata e viene definita una scala di sanzioni che va dall’ammonimento fino alla rimozione dall’incarico.
Il provvedimento interviene inoltre sullo stato giuridico dei magistrati tributari, disciplinando aspetti quali incompatibilità, trasferimenti d’ufficio, dimissioni, riammissione in servizio e assegnazione degli incarichi, con particolare attenzione alla distribuzione dei carichi di lavoro tra le diverse sedi.
Corte dei conti, riforma dell’organizzazione
Contestualmente il Governo ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo di riordino delle funzioni della Corte dei conti, previsto dalla legge delega del gennaio 2026.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficiente l’attività della magistratura contabile, rafforzando il coordinamento tra le funzioni di controllo, consultive, referenti e giurisdizionali.
La riforma ridisegna profondamente l’organizzazione centrale della Corte. Le attuali dieci sezioni vengono ridotte a cinque, articolate per materie omogenee: tre dedicate alle attività di controllo e consulenza sulle amministrazioni pubbliche, una riservata agli enti e alle società partecipate, mentre la quinta concentrerà le funzioni giurisdizionali e di finanza pubblica.
Anche sul territorio è prevista una significativa semplificazione: nelle regioni ordinarie opererà una sola sezione regionale articolata in due collegi, mentre resterà invariato l’assetto delle autonomie speciali e delle Province autonome di Trento e Bolzano.
Nuove regole per magistrati e procedimenti
Il decreto interviene anche sull’attività della procura contabile, attribuendo ai vice procuratori generali le funzioni di procuratore regionale e rafforzando il ruolo di indirizzo e coordinamento del procuratore generale.
Tra le novità figurano inoltre nuovi strumenti destinati a ridurre il contenzioso, una disciplina organica dei procedimenti di controllo e l’introduzione delle prove psico-attitudinali nei concorsi per referendario della Corte dei conti.
Sul piano delle carriere viene introdotto un sistema fondato sulla rotazione tra le diverse funzioni della magistratura contabile, con limiti alla permanenza nelle medesime posizioni organizzative e il divieto di passare direttamente dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti.
Anche per la magistratura contabile il Governo interviene sulla disciplina, recependo gli illeciti e il sistema sanzionatorio già previsti per i magistrati ordinari.
La pianta organica resta invariata nel numero complessivo di 636 magistrati, ma viene ridistribuita: aumentano i procuratori generali aggiunti, mentre diminuisce il numero dei presidenti di sezione, con un corrispondente incremento delle qualifiche direttive inferiori e dei referendari.
Le critiche dell’ANM
L’approvazione del provvedimento ha suscitato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati.
In una nota diffusa al termine del Consiglio dei ministri, l’ANM ha espresso preoccupazione per il metodo seguito dal Governo e per gli effetti della riforma sulla magistratura contabile, sostenendo che il nuovo assetto potrebbe incidere sull’autonomia e sull’indipendenza della Corte dei conti. L’associazione ha inoltre manifestato solidarietà ai magistrati contabili attualmente in stato di mobilitazione.
Il confronto istituzionale sulla riforma è comunque destinato a proseguire: il testo dovrà ora acquisire i pareri previsti della Conferenza Unificata, della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari competenti prima dell’approvazione definitiva.
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