L’intelligenza artificiale sta innescando una gigantesca domanda di infrastrutture. Secondo le stime di PwC, entro il 2050 gli investimenti mondiali nei data center potrebbero raggiungere 31.600 miliardi di dollari, fino a sfiorare i 50mila miliardi nello scenario di una diffusione dell’AI ancora più rapida.
Gli Stati Uniti potrebbero intercettare circa 15.100 miliardi, mentre all’Europa ne sarebbero destinati 5.600. Una competizione nella quale conteranno sempre di più disponibilità e costo dell’energia, accesso ai semiconduttori e politiche sulla gestione dei dati.
La parte più consistente della spesa, infatti, non riguarderà soltanto immobili e terreni. A pesare saranno soprattutto chip, server e apparecchiature informatiche, che richiedono investimenti continui anche per la loro periodica sostituzione. La spesa mondiale annua potrebbe così salire dagli attuali 800 miliardi a 1.100 miliardi nel 2030, fino a 1.800 miliardi nel 2050.
L’Italia prova ad accelerare sui data center
In questo scenario anche l’Italia tenta di rendersi più attrattiva per gli investimenti. Alla Camera è stato approvato il 26 febbraio un disegno di legge delega, ora all’esame del Senato, destinato a costruire una disciplina nazionale per lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati.
Il provvedimento attribuisce ai data center una rilevanza strategica, qualificandone i progetti come opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti.
Una volta approvata definitivamente la legge, il Governo avrebbe sei mesi per adottare uno o più decreti legislativi. Tra gli obiettivi figurano una normativa generale per realizzazione e sviluppo dei centri, l’introduzione di uno specifico codice ATECO per le imprese del settore e procedure amministrative uniformi e semplificate, applicabili anche agli interventi sulle infrastrutture esistenti.
Il progetto prevede inoltre interventi sulla disciplina urbanistica e strumenti destinati a facilitare il coordinamento tra amministrazioni pubbliche, enti territoriali, autorità competenti e investitori.
La partita dell’intelligenza artificiale si gioca dunque sempre meno soltanto sugli algoritmi. Energia, chip, data center e capacità di attrarre capitali stanno diventando elementi centrali della competitività digitale dei Paesi.
Ed è proprio l’energia a rappresentare uno dei principali colli di bottiglia: per ospitare la nuova generazione di infrastrutture AI non sarà sufficiente semplificare le autorizzazioni. Servirà anche poter garantire grandi quantità di elettricità, affidabile e a costi competitivi.
Articoli simili
Meta paga e riscrive le sue regole per i minori. E Gates chiede un’autorità mondiale sull’IA
Fino a 18 miliardi di dollari e nuovi obblighi di design per chiudere la causa dei 47 Stati americani. Negli stessi giorni il co-fondatore di…
Il Consiglio dei ministri approva in via definitiva i due decreti legislativi che adeguano l'ordinamento italiano al regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. Definite le regole per…

