ROMA – Un timido segnale positivo arriva dall’industria italiana: secondo i dati diffusi dall’Istat, a giugno il fatturato è cresciuto dell’1,2% rispetto a maggio e dello 0,3% nel confronto annuo. Un recupero che porta ossigeno dopo mesi difficili, ma insufficiente a compensare il bilancio negativo del primo semestre, chiuso con una flessione complessiva dello 0,4%.
I settori trainanti
A sostenere i conti sono stati ancora una volta farmaceutica e alimentare, comparti che già nei dati sull’export mostravano segnali di solidità. Entrambi hanno registrato incrementi intorno al 5% annuo. Bene anche i macchinari e le attrezzature, spinti dalle commesse legate al piano “Transizione 5.0”: nei primi sei mesi del 2025 sono state presentate richieste di crediti d’imposta per circa 1,8 miliardi di euro, di cui oltre 500 milioni solo negli ultimi due mesi. Un’accelerazione che ha stimolato la produzione, pur restando lontana dal plafond disponibile di 6,24 miliardi.
Resta però il nodo della tempistica: senza una proroga delle agevolazioni, le imprese rischiano di non riuscire a completare in tempo gli investimenti più complessi, come i macchinari che richiedono mesi di progettazione e assemblaggio.
I comparti in difficoltà
Molto meno incoraggianti i numeri del resto della manifattura. La metallurgia arretra di cinque punti percentuali, mentre tessile-abbigliamento, chimica, elettronica e mezzi di trasporto continuano a mostrare segni negativi. Nel settore auto, se a giugno la produzione (24mila unità) ha segnato un pareggio con lo stesso mese del 2024, il semestre resta pesantemente in rosso: -31,7% con appena 136.500 vetture prodotte, contro le quasi 200mila del primo semestre dello scorso anno.
La stabilizzazione osservata a giugno non basta a rasserenare il settore: Stellantis ha confermato nuovi contratti di solidarietà e, a luglio, le immatricolazioni italiane sono tornate a calare, in controtendenza rispetto al mercato europeo, che ha segnato un +2%.
Un semestre ancora negativo
Guardando all’intero periodo gennaio-giugno, la produzione manifatturiera risulta in calo del 2,1%. I ricavi, seppure in misura più contenuta, segnano un arretramento dello 0,4%, confermando un quadro di sostanziale stagnazione.
Le rilevazioni sulla fiducia delle imprese e delle famiglie, relative al mese di agosto, evidenziano un contesto fragile: le valutazioni sul presente migliorano leggermente, ma le aspettative su ordini, produzione ed economia complessiva peggiorano, lasciando presagire mesi complessi.
Le prospettive
Settembre sarà un mese decisivo per comprendere l’impatto delle tensioni commerciali e valutare se l’accordo tra Stati Uniti e Unione europea sui dazi – che prevede una riduzione al 15% sulle auto europee – potrà offrire un sostegno alle esportazioni italiane.
Per ora, l’industria tricolore resta sospesa tra timidi segnali di ripresa e ombre persistenti: farmaci, alimentari e macchinari reggono l’urto, ma i grandi comparti della manifattura faticano a trovare la via della crescita.
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