La decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reclamo endofallimentare, e non l’opposizione prevista dall’articolo 170 del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo Unico delle Spese di Giustizia – TUSG), è il rimedio che il professionista deve adottare quando il giudice delegato al fallimento liquida i compensi per la difesa della procedura concorsuale ammessa al gratuito patrocinio in due cause tributarie.
La natura giurisdizionale del provvedimento
Il provvedimento del giudice delegato che determina le spettanze del professionista ha una natura giurisdizionale. Tuttavia, l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato richiede che l’impugnazione avvenga nella forma del reclamo endofallimentare. Questo perché, in tali casi, prevalgono le funzioni di vigilanza del giudice delegato, il quale deve garantire una corretta gestione delle spese e dei compensi all’interno del contesto fallimentare.
Implicazioni della sentenza
La sentenza della Cassazione chiarisce un aspetto procedurale importante per i professionisti che operano nel contesto delle procedure concorsuali. Essi devono seguire l’iter del reclamo endofallimentare per contestare la liquidazione dei compensi, garantendo così il rispetto delle norme che regolano il patrocinio a spese dello Stato e la vigilanza del giudice delegato.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Femminicidio e risposte legislative: perché l’inasprimento delle pene non basta
Le Camere Penali: "La norma varata dal CdM va unicamente nell’ultima direzione indicata: una novella legislativa volta a soddisfare unicamente le “grida” di manzoniana memoria,…
Lettera aperta dei magistrati contro i test psicoattitudinali
Una lettera aperta da parte di 108 toghe, rivolta ai componenti del Consiglio superiore della magistratura, laici e togati, «affinché, nell’esercizio delle loro prerogative ordinamentali,…
Processo tributario, cambia l’attestazione di conformità: non serve più l’originale
Con il decreto correttivo 81/2025, i difensori potranno attestare la conformità delle copie digitali ai documenti analogici in loro possesso, superando le rigidità normative che…

