Con l’avvento della digitalizzazione, la nostra vita quotidiana è sempre più connessa al mondo online. Oltre ai tradizionali beni materiali, come proprietà e conti bancari, oggi possediamo una vasta gamma di “beni immateriali” che hanno valore, affettivo ed economico. I nostri account online, profili social, documenti digitali e perfino le criptovalute sono ormai parte integrante del nostro patrimonio, ma quando non ci saremo più, cosa accadrà a tutto ciò?
In assenza di una legislazione specifica sull’eredità digitale, il Consiglio Nazionale del Notariato ha stilato un decalogo di informazioni utili per tutelare il proprio “lascito digitale”, evitando problematiche e controversie che potrebbero sorgere tra i familiari e gli eredi.
Cos’è l’eredità digitale?
L’eredità digitale comprende tutti quei beni, materiali e immateriali, che ci appartengono nel mondo virtuale, e si suddivide in due categorie principali:
- Risorse offline: file personali, software, documenti informatici creati o acquistati.
- Risorse online: account di posta elettronica, profili social, piattaforme di e-commerce, account finanziari e criptovalute.
Sebbene questi beni possano avere un valore affettivo, economico o entrambi, la loro gestione post mortem è spesso complessa, soprattutto in mancanza di una legislazione chiara. La situazione si complica ulteriormente quando gli account sono legati a piattaforme estere, che possono rendere difficile determinare la giurisdizione legale e le modalità di risoluzione delle controversie.
I rischi della mancanza di norme
L’assenza di disposizioni precise può comportare difficoltà significative per i familiari del defunto nell’accedere a informazioni o conti importanti. Inoltre, molti servizi online sono soggetti a contratti legali che, a causa della mancanza di specifiche normative europee o italiane, potrebbero portare a controversie internazionali. Gli eredi potrebbero trovarsi di fronte a un vero e proprio “muro digitale”, con difficoltà ad accedere a risorse vitali senza le dovute disposizioni.
Cosa non entra nell’eredità digitale
Non tutti i beni digitali fanno parte dell’eredità. Sono esclusi:
- beni ottenuti illegalmente o tramite pirateria;
- account a pagamento con licenza (es. servizi di streaming, software);
- identità digitale e firme elettroniche;
- password, che sono considerate solo chiavi di accesso e non beni veri e propri.
Pertanto, semplicemente consegnare le proprie credenziali a una persona di fiducia non è sufficiente a conferirle il diritto di gestione. È necessario redigere disposizioni precise, eventualmente attraverso strumenti giuridici come il mandato post mortem o il testamento.
Le soluzioni per gestire l’eredità digitale
- Mandato post mortem: Consente di affidare a una persona di fiducia la gestione dei propri dati digitali, inclusi la loro distruzione o il loro trasferimento a qualcuno in particolare.
- Testamento: Rimane il metodo più sicuro per garantire il passaggio di beni digitali di valore economico, come criptovalute o documenti rilevanti.
- Impostazioni di contatto erede: Alcune piattaforme consentono di designare un “contatto erede” che possa gestire o eliminare i dati in caso di decesso.
Decalogo per la gestione dell’eredità digitale
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha stilato un decalogo con le principali linee guida per la gestione dell’eredità digitale, tra cui:
- Pianificare in anticipo la successione dei beni digitali, tenendo traccia delle credenziali di accesso e aggiornandole periodicamente.
- Trattare i conti correnti online come estensioni virtuali dei conti bancari tradizionali, considerando le implicazioni post mortem.
- Informarsi sulle opzioni offerte dalle piattaforme online per la gestione dei dati in caso di decesso.
La responsabilità del testatore
Solo noi, in qualità di proprietari dei nostri dati digitali, possiamo garantire che le informazioni e i beni a cui abbiamo accesso vengano trasferiti o protetti adeguatamente. Senza le nostre disposizioni, infatti, gli eredi potrebbero trovarsi in difficoltà a causa dell’impossibilità di accedere ai nostri archivi digitali.
La pianificazione dell’eredità digitale non è solo un modo per tutelare i nostri cari, ma anche un atto di responsabilità per non lasciare incompleti i nostri lasciti digitali, che ormai fanno parte integrante della nostra vita. Con un piccolo investimento di tempo nella pianificazione, possiamo evitare complicazioni e assicurarci che il nostro patrimonio online sia trattato con la stessa cura che riserviamo ai beni fisici.
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