DoNotPay, la compagnia tech che offre assistenza legale tramite un chatbot presentato come “il primo avvocato robot al mondo”, è finita sotto i riflettori internazionali. Negli ultimi giorni, la Federal Trade Commission (FTC) ha inflitto all’azienda una multa di 193.000 dollari per non aver mai verificato che il suo chatbot avesse acquisito competenze legali reali. Secondo la FTC, DoNotPay non ha mai assunto avvocati per sviluppare o supervisionare il prodotto, mettendo così in discussione la legittimità delle sue affermazioni pubblicitarie.
Oltre alla sanzione pecuniaria, l’azienda dovrà inviare una comunicazione a tutti gli utenti che hanno utilizzato il servizio tra il 2021 e il 2023, avvertendoli delle limitazioni del chatbot. La FTC ha inoltre imposto un divieto severo: DoNotPay non potrà più promuovere il proprio servizio come sostitutivo di un avvocato professionista senza prove concrete delle sue competenze.
La questione sollevata dalle autorità statunitensi è chiara: il chatbot non è un avvocato e non può essere spacciato per tale. La FTC ha evidenziato gravi mancanze nella qualità e nell’accuratezza dei documenti e dei consigli legali prodotti dal servizio. “I dipendenti di DoNotPay non hanno testato la qualità e l’accuratezza dei documenti generati dalla maggior parte delle funzioni legali del servizio – ha dichiarato la FTC -. DoNotPay non ha mai assunto avvocati o esperti con competenze legali per testare la qualità delle sue funzioni.”
DoNotPay ha cercato di difendersi, affermando che le accuse si riferiscono a servizi non più attivi, utilizzati dagli utenti in passato. Tuttavia, questa spiegazione appare riduttiva e ha suscitato dubbi tra gli esperti, che si chiedono se sia stata realmente formulata da un dipendente della società o se, paradossalmente, sia un’ulteriore creazione dell’AI.
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