29 Ottobre 2026 - Garante privacy e tutela minori online

Dall’11enne di Milano all’EU Kids Act: il Garante alza lo scudo sui minori in rete

Blocco d’urgenza per le immagini del bambino coinvolto negli scontri e audizione di Stanzione alla Camera: “I divieti non bastano, serve una paideia digitale”

Il Garante per la protezione dei dati personali ha diffuso lo stesso giorno due comunicati che convergono su un unico fronte: la tutela dei minori nello spazio digitale e mediatico. Il primo riguarda un caso concreto, il secondo le prospettive normative europee.

Con un provvedimento d’urgenza del Presidente, il Garante ha disposto la limitazione provvisoria del trattamento di immagini e dati personali di un bambino di 11 anni coinvolto nei disordini avvenuti a Milano durante le recenti manifestazioni. Il provvedimento colpisce due emittenti televisive e quattro testate online, che avevano diffuso l’immagine del minore insieme a età, quartiere di residenza e scuola frequentata, rendendolo identificabile. L’Autorità ha ribadito che “il diritto del minore alla riservatezza prevale sempre sul diritto di cronaca”, qualunque sia stato il suo ruolo nei fatti, e ha imposto ai soggetti coinvolti di comunicare entro tre giorni le misure adottate, riservandosi ulteriori valutazioni a istruttoria conclusa.

Nello stesso comunicato di giornata, il presidente del Garante Pasquale Stanzione è intervenuto in audizione davanti alla XIV Commissione della Camera sulla proposta di regolamento europeo nota come EU Kids Act. Stanzione ha espresso parere favorevole alla verifica dell’età dei minori che usano i social, a condizione che la raccolta di informazioni resti limitata allo stretto necessario, e ha chiesto che anche gli strumenti di controllo parentale rispettino l’autonomia e la capacità di autodeterminazione dei ragazzi. Il Garante sostiene l’iniziativa UE come argine alla frammentazione delle regole nazionali, e chiede un contrasto mirato alle funzionalità progettate per creare dipendenza, alla profilazione e ai chatbot che simulano relazioni personali.

Tra le proposte al legislatore italiano: un accesso autonomo ai servizi online graduato per fasce di età e di rischio, con una fase iniziale di supervisione dei genitori, e attenzione specifica ai rischi di dipendenza emotiva e isolamento legati ai chatbot capaci di simulare empatia. Il messaggio di fondo, nelle parole di Stanzione: “I divieti non bastano: serve una paideia digitale”, fatta di educazione a scuola, in famiglia e nelle relazioni.

Lo stesso giorno, dall’altra parte dell’Atlantico, la governatrice dello Stato di New York Kathy Hochul ha firmato una legge che vieta ai minori di interagire con chatbot di intelligenza artificiale configurati come “compagni” (AI companions): il provvedimento più ampio finora adottato da uno Stato Usa, con una definizione talmente estesa da ricomprendere la maggior parte dei chatbot generativi oggi sul mercato, non solo le app dedicate alla compagnia virtuale.

La norma impone agli operatori di verificare l’età degli utenti e, se minorenni, vieta al sistema di generare contenuti che lo facciano apparire umano, vivente o capace di provare sentimenti, o che descrivano l’interazione come una relazione personale o un punto di riferimento affettivo. Altri Stati, tra cui la California, avevano già legiferato sul tema, ma nessuna norma precedente aveva un perimetro così esteso. La legge ha incontrato l’opposizione di Tech:NYC, l’associazione di categoria tecnologica newyorkese, secondo cui il linguaggio è vago e solleva “seri interrogativi” di compatibilità con il Primo Emendamento, con il rischio di limitare anche tutoraggio scolastico e assistenti per i compiti.

Milano, Bruxelles e New York fotografano così, nello stesso giorno, la stessa preoccupazione con strumenti opposti: un provvedimento d’urgenza su un caso singolo, una proposta di regolazione europea graduata per fasce di rischio, un divieto secco imposto per legge. Al centro, in tutti e tre i casi, c’è lo stesso oggetto: i chatbot capaci di simulare empatia o relazioni personali con un minore.

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