Dal 19 luglio è aperta la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare – depositata presso il Ministero della Giustizia con identificativo 7300020 – che punta a inserire nell’articolo 47 della Costituzione, quello dedicato alla tutela del risparmio, un nuovo comma sul contante.
Il testo della proposta prevede che la Repubblica “riconosca e garantisca l’uso del denaro contante avente corso legale” come mezzo di pagamento, assicurandone l’approvvigionamento, l’accessibilità e la disponibilità sull’intero territorio nazionale. La modifica prevede inoltre che eventuali limitazioni all’uso del contante da parte del legislatore ordinario debbano rispettare “principi di ragionevolezza, necessità, proporzionalità e non discriminazione”, e che qualsiasi “mutamento o riforma nel corso legale della valuta” possa avvenire soltanto tramite legge costituzionale – una procedura più complessa, con maggioranze parlamentari più ampie rispetto a una legge ordinaria.
I promotori motivano la proposta con quattro argomentazioni principali: la libertà economica di effettuare pagamenti senza dipendere da piattaforme private; la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani e residenti in aree periferiche, dal rischio di esclusione finanziaria; la riservatezza delle transazioni lecite; e l’affidabilità del contante in scenari di blackout o attacchi informatici. Secondo i promotori, la proposta non nasce in contrapposizione alla digitalizzazione, ma come garanzia che questa non si traduca in una marginalizzazione del contante come strumento di pagamento.
Per chi desidera sottoscrivere la proposta, il Ministero della Giustizia rende disponibili due modalità: la firma online, tramite SPID o CIE, sul portale ufficiale delle firme per referendum e iniziative di legge; oppure la firma di persona presso i banchetti organizzati sul territorio, cercabili per regione e provincia sul sito dedicato all’iniziativa.
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