Irpef sui ceti medi, il MEF risponde alle polemiche: “La pressione fiscale non aumenta”

Il dibattito sull’Irpef sui ceti medi si accende dopo le polemiche sollevate da alcuni media, che hanno riportato un aumento della tassazione sui redditi tra i 32 e i 40 mila euro. Secondo la relazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio, una nuova aliquota del 12% sembra far salire la pressione fiscale. Tuttavia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha prontamente risposto, spiegando che l’aliquota è stata introdotta per eliminare anomalie precedenti che applicavano imposte più alte.

Il MEF ha sottolineato che, grazie ad altri interventi inclusi nella manovra, come il taglio del cuneo fiscale e le detrazioni, il carico fiscale sui redditi medi effettivamente diminuirà. Contrariamente a quanto affermato da alcuni giornali, il Ministero ha precisato che la riforma porta vantaggi concreti per i redditi fino a 40 mila euro, ribadendo che l’aliquota media sui redditi di questa fascia è destinata a scendere, non a salire.

Ergastolo per Impagnatiello: giustizia per Giulia Tramontano e il suo bambino mai nato

Alessandro Impagnatiello è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio pluriaggravato della fidanzata Giulia Tramontano, 29 anni, incinta di sette mesi, uccisa con numerose coltellate il 27 maggio 2023 a Senago, in provincia di Milano. La Corte d’Assise di Milano ha emesso il verdetto al termine di un processo durato dieci mesi, segnato da 13 udienze cariche di dolore per la famiglia della vittima.

I genitori di Giulia, Loredana Femiano e Franco, insieme alla sorella Chiara e al fratello Mario, hanno accolto il verdetto con abbracci e lacrime, visibilmente provati dalla lunga battaglia legale. Simbolico il gesto dei funzionari del Tribunale, che hanno portato in aula una pianta di rose bianche, accompagnata da un sacchetto con la scritta: “Un pensiero per Giulia e il suo bimbo mai nato”.

La sorella Chiara, in un’intervista, ha definito la sentenza importante per le nuove generazioni, pur riconoscendo che per la famiglia “la vita è finita tempo fa”. Ha poi denunciato il maschilismo ancora radicato in Italia, sottolineando come la determinazione e l’indipendenza delle donne vengano spesso temute anziché valorizzate.

 

Trump, archiviati quasi tutti i suoi guai giudiziari

Con la rielezione alla Casa Bianca, Donald Trump vede dissolversi gran parte dei suoi problemi giudiziari. Il procuratore speciale Jack Smith ha chiesto l’archiviazione dei due processi federali più delicati: l’assalto al Capitol del 6 gennaio 2021 e la gestione di documenti segreti a Mar-a-Lago. La giudice Tanya Chutkan ha accolto rapidamente l’istanza relativa al Capitol, riconoscendo che il Dipartimento di Giustizia non può perseguire un presidente in carica.

Smith, nel suo rapporto, ha ribadito che il divieto è categorico, indipendentemente dalla gravità dei reati o dalle prove. Tuttavia, l’archiviazione “senza pregiudizio” lascia uno spiraglio per riaprire i casi una volta terminato il secondo mandato presidenziale. Trump potrebbe però tentare una mossa senza precedenti: un’autograzia per blindare il suo futuro legale.

Il suo team festeggia. “È una grande vittoria per lo stato di diritto”, ha dichiarato il portavoce Steven Cheung, elogiando il mandato popolare ricevuto da Trump. Intanto, il processo per le accuse di ribaltamento del voto in Georgia resta in piedi, anche se rallentato da questioni procedurali.

Per ora, l’ascesa politica del tycoon ha congelato un quadro giudiziario complesso, spingendo gli esperti a interrogarsi sui limiti e le implicazioni dell’immunità presidenziale negli Stati Uniti.

Famiglie: cibo, benzina e bollette assorbono oltre la metà della spesa totale. Al sud quasi il 60%.

Le spese “obbligate” sostenute mensilmente nel 2023 dalle famiglie italiane – vale a dire quelle che riguardano indicativamente l’acquisto di cibo, carburante e bollette – hanno raggiunto i 1.191 euro, pari al 56 per cento della spesa totale che, invece, in valore assoluto si è attestata a 2.128 euro. Un’incidenza in calo rispetto al dato del 2022 (57,1 per cento), ma decisamente superiore alle quote che registravamo prima dell’avvento della pandemia (vedi Graf. 1). Queste informazioni sono state elaborate dall’Ufficio studi della CGIA.

  • Spese obbligate più elevate a causa dell’inflazione

Dopo il periodo del Covid e la crisi energetica che hanno caratterizzato il triennio 2020/2022, le spese “obbligate” si sono stabilizzate su soglie più elevate. A causa, sicuramente, anche del forte aumento dell’inflazione e della conseguente erosione degli stipendi che si sono verificati in questi anni, molte famiglie sono state costrette a concentrare gli acquisti in particolare per “vivere” e per recarsi/tornare dai luoghi di lavoro/studio.

  • Alimentari e bevande la voce che drena di più

Scomponendo i 1.191 euro di spesa mensile obbligata, constatiamo che 526 euro sono riconducibili all’acquisto di beni alimentari e bevande analcoliche, 374 per la manutenzione della casa, bollette[1] e spese condominiali e 291 per i trasporti, ovvero per il pieno dell’auto e per gli abbonamenti su bus/tram/metro/treni. A questi 1.191 euro vanno sommati 937 euro che, invece, sono ascrivibili alla cosiddetta spesa complementare[2], che fa salire la spesa complessiva media nazionale a 2.128 euro (vedi Tab. 1).

  • Nel Sud l’incidenza delle spese fisse sfiora il 60%

Analizzando la situazione per aree geografiche, emergono forti differenze di spesa tra il Nord e il Sud del Paese. Se a Nordovest la spesa complessiva mensile nel 2023 è stata pari a 2.337 euro, nel Mezzogiorno ha toccato i 1.758 euro (-24,7 per cento). Per quanto riguarda le spese “obbligate”, invece, è il Mezzogiorno a registrare un’incidenza di queste ultime sulla spesa totale più elevata d’Italia. Se nel Nordovest e nel Nordest la quota sul totale è del 55 per cento circa, al Sud sale al 59,4 per cento. Questo risultato è riconducibile al fatto che, in particolar modo, la spesa media per i beni alimentari del Mezzogiorno non ha eguali tra le altre ripartizioni geografiche (vedi Tab. 2). Se in termini monetari la spesa mensile media più importante nel 2023 per cibo, bollette e carburante è stata registrata dalle famiglie del Nord – in Trentino Alto Adige con 1.462 euro, in Lombardia con 1.334 euro e in Friuli Venezia Giulia con 1.312 euro (vedi Graf. 2) – come detto precedentemente, l’incidenza delle spese obbligate sul totale è risultata più elevata nelle regioni meridionali – Calabria con il 63,4 per cento, Campania con il 60,8 e Basilicata con il 60,2 (vedi Tab. 3).

  • Questo trend preoccupa anche artigiani e commercianti

Gli artigiani e i piccoli commercianti vivono prevalentemente dei consumi delle famiglie, in particolare di quelle che risiedono nelle aree in cui sono ubicate fisicamente queste piccole realtà imprenditoriali. Se gli acquisti diminuiscono e la maggior parte di essi è destinata a “coprire” le spese “obbligate”, è evidente che anche i fatturati delle piccole realtà artigianali e commerciali ne risentono negativamente. La crisi che ha interessato tantissime botteghe artigiane e altrettanti negozi di vicinato è sicuramente ascrivibile alle tasse, ai costi elevati degli affitti, alla concorrenza molto aggressiva praticata dalla grande distribuzione e alla forte espansione del commercio online, ma, soprattutto, dal calo dei consumi che, purtroppo, negli ultimi 10 anni ha riguardato le famiglie economicamente più fragili e quelle che costituiscono il cosiddetto ceto medio.

  • Acquisti di Natale 2024 probabilmente in calo di un miliardo

Non è da escludere che, con spese “obbligate” in grado ormai di “drenare” ben oltre la metà della spesa totale delle famiglie, i prossimi acquisti di Natale subiscano una frenata rispetto a quanto avvenuto nel 2023. L’anno scorso, infatti, le stime indicano che in Italia la spesa per i regali da mettere sotto l’albero è stata pari a poco più di 11 miliardi di euro. Quest’anno, invece, dovrebbe aggirarsi attorno ai 10 miliardi di euro (-9 per cento). Le ragioni di questa contrazione vanno ricercate nella minore disponibilità di spesa delle famiglie, a fronte delle difficoltà economiche avvertite negli ultimi mesi, e dal fatto che sempre più persone anticipano l’acquisto dei regali di Natale a fine novembre, approfittando degli sconti offerti dal Black Friday.

[1] Energia elettrica, gas, acqua e altri combustibili.

[2] Per bevande alcoliche, abbigliamento/calzature, mobili/articoli-servizi per la casa, servizi sanitari/salute, attività ricreative ecc., istruzione, servizi ricettivi/ristorazione, altri beni e servizi (cura persona, effetti personali, servizi assicurativi/finanziari ecc.).

Responsabilità civile dei magistrati: Costa riapre il dibattito

I magistrati non pagano per i loro errori: questa l’accusa del deputato di Forza Italia, Enrico Costa, che torna a denunciare l’inefficacia della legge sulla responsabilità civile delle toghe. Con una nota, Costa snocciola i dati: dal 2010 a oggi, su 815 cause intentate contro lo Stato per responsabilità dei magistrati, solo 12 hanno portato a condanne definitive, pari all’1,4% dei casi.

Il parlamentare critica la clausola che esonera i magistrati dalla responsabilità per l’interpretazione delle norme o la valutazione dei fatti e delle prove. «Questa disposizione rende quasi impossibile chiedere conto degli errori che danneggiano i cittadini», sostiene Costa, paragonando la situazione a quella di altre categorie professionali come medici o ingegneri, che rispondono dei propri sbagli.

Costa ha proposto, insieme ad altri deputati azzurri, un emendamento alla legge Foti per introdurre un’azione di rivalsa nei confronti dei magistrati responsabili di ingiuste detenzioni, ma il provvedimento è fermo in Parlamento. Nel frattempo, l’Associazione Errorigiudiziari.com ha ricordato che negli ultimi 31 anni lo Stato ha speso oltre 874 milioni di euro per risarcire vittime di errori giudiziari, con una sola azione di rivalsa intrapresa.

La polemica si inserisce in un clima teso, mentre il governo si prepara a varare nuove norme disciplinari per le toghe e Costa accusa la politica di non voler intervenire concretamente per garantire giustizia ai cittadini danneggiati.

Pensioni, assegni più bassi nel 2025/2026

Dal 2025, gli assegni pensionistici saranno meno generosi a causa della revisione dei coefficienti di trasformazione applicati ai montanti contributivi. Un lavoratore di 67 anni con 400.000 euro di contributi accantonati, ad esempio, riceverà una pensione annua di 22.432 euro se andrà in pensione dal prossimo anno, contro i 22.892 euro previsti per chi si ritira entro il 2024. La differenza è di 460 euro annui, circa 35 euro al mese.

La novità è stata introdotta dal decreto ministeriale n. 436/2024, che stabilisce i nuovi coefficienti per il biennio 2025/2026. Questa è la settima revisione dal 2009 e, come le precedenti (con l’eccezione del biennio in corso), comporta una riduzione dell’importo delle pensioni. I coefficienti, aggiornati periodicamente, determinano l’ammontare dell’assegno sulla base dell’età e dei contributi versati, e influenzano direttamente il sistema contributivo.

Superbonus, scadenza al 30 novembre per le comunicazioni sui lavori antisismici

Entro il 30 novembre 2024, chi non ha concluso i lavori antisismici agevolati con il Superbonus al 31 dicembre 2023 deve comunicare i dati sulle spese tramite il PNCS, il portale nazionale delle classificazioni sismiche. Il mancato adempimento potrebbe comportare, in alcuni casi, la perdita dell’agevolazione.

La scadenza è stata fissata dal decreto legge 39/2024 e resa operativa con il DPCM del 17 settembre 2024, che ha stabilito le modalità per l’invio delle informazioni. Si tratta di un passaggio obbligatorio per chi è ancora in fase di completamento dei lavori di miglioramento sismico previsti dal Superbonus.

Meno burocrazia sull’edilizia: via libera dalla Camera

La Camera dei Deputati ha approvato il 21 novembre 2024 un disegno di legge che semplifica le regole urbanistiche per le aree urbanizzate. Tra le novità principali, l’eliminazione dell’obbligo di piani particolareggiati o di lottizzazione convenzionata per costruzioni che superano i limiti di cubatura e altezza stabiliti dalla normativa del 1967. Anche le ricostruzioni dopo demolizioni vengono classificate come ristrutturazioni edilizie, semplificando così le procedure, ma con un’importante eccezione: i centri storici e le zone sottoposte a vincolo restano esclusi.

Il provvedimento, che include anche la norma “Salva Milano”, introduce interpretazioni autentiche con valore vincolante per giudici e amministrazioni. Ora il testo passa all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.

“Avvocati di guerra”: storie di coraggio e resistenza tra Ucraina e Russia

Avvocati di guerra è un libro intenso e toccante scritto da Gennaro Grimolizzi, avvocato e giornalista. Con la prefazione di Davide Varì e la postfazione di Francesco Caia, l’opera esplora le vite degli avvocati ucraini e russi che vivono in prima linea il dramma della guerra, raccontando la loro resistenza e il loro impegno come baluardo di diritti e libertà.

Un viaggio tra macerie e speranza

Nel cuore del conflitto che scuote l’Europa, Grimolizzi si addentra nelle vite di chi, indossando la toga, si impegna a difendere la giustizia. Attraverso storie come quella di Anna, avvocata di Kiev che ha perso il suo studio tra le macerie, o di Roman, partito per il fronte, il libro ci mostra una professione che non si arrende di fronte alla violenza e alla distruzione.

Un dialogo tra opposti

L’autore attraversa idealmente il confine che separa Ucraina e Russia, raccogliendo le testimonianze di avvocati da entrambe le parti. Supera le divisioni imposte dalla guerra per rivelare il ruolo universale dell’avvocatura come presidio di diritti, capace di unire oltre i conflitti.

Un libro che fa riflettere

Avvocati di guerra non offre risposte definitive ma propone domande fondamentali: qual è il significato della giustizia in un contesto di guerra? Qual è il ruolo dell’avvocatura nel proteggere i diritti quando tutto sembra perduto?

Un’uscita simbolica

La pubblicazione ha anticipato di pochi giorni la Giornata Internazionale degli Avvocati in Pericolo, il 24 gennaio 2024. Una coincidenza che enfatizza il messaggio del libro: l’avvocatura come missione di difesa dei diritti umani, anche nelle situazioni più difficili.

Edito da Guerini e Associati, Avvocati di guerra (178 pagine, €18,50) è un’opera necessaria per comprendere il valore della toga come simbolo di giustizia e libertà, anche nei momenti più bui. 

Comitato Graduatoria AUPP 2024: “Si valorizzi il capitale umano rappresentato dagli idonei del concorso”

Il Comitato della Graduatoria AUPP 2024 ha rilasciato una nota illustrativa in cui propone la proroga della vigenza delle graduatorie del concorso “Addetti Ufficio del Processo” (AUPP) del 5 aprile 2024. Questa proroga, si sostiene, rappresenterebbe una misura cruciale per rispondere alla carenza di personale e per potenziare l’efficienza del sistema giudiziario, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La proposta: proroga fino al 2026

La proroga, richiesta almeno fino alla scadenza del PNRR (31 dicembre 2026), consentirebbe di valorizzare il capitale umano rappresentato dagli idonei del concorso e di evitare costi e tempi legati all’indizione di nuove selezioni. La Corte dei Conti della Sardegna (deliberazione n.85/2020) ha già sottolineato i vantaggi di questo approccio, che tutela le aspettative dei candidati e garantisce un’assunzione più rapida e meno onerosa per le amministrazioni pubbliche.

L’Ufficio del Processo: una risorsa strategica

Gli addetti AUPP, introdotti dal PNRR per supportare i magistrati e ridurre l’arretrato giudiziario, hanno dimostrato di essere fondamentali per l’efficienza del sistema. Secondo dati recenti, dal 2022 al 2023, l’Ufficio del Processo ha contribuito alla definizione di circa 100.000 procedimenti civili all’anno, con una riduzione significativa dei tempi di durata delle controversie.

Proposte di ampliamento

Il Comitato propone di estendere la funzione degli addetti AUPP a settori giudiziari spesso trascurati, come i Tribunali di Sorveglianza, gli Uffici del Giudice di Pace e i Tribunali per i Minorenni. Questo ampliamento migliorerebbe ulteriormente la velocità e l’efficacia del sistema.

La stabilizzazione del personale: una priorità

La stabilizzazione degli addetti AUPP è un tema centrale. Molti professionisti hanno lasciato il servizio per l’incertezza contrattuale, vanificando gli investimenti fatti per la loro formazione. La proroga delle graduatorie, si legge nella nota, sarebbe un primo passo verso una gestione del personale più stabile e sostenibile.

Il Comitato sottolinea che la mancata proroga delle graduatorie andrebbe contro i principi di economicità, velocità ed efficienza della Pubblica Amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Una proroga, invece, garantirebbe un’assunzione rapida e senza costi aggiuntivi, migliorando l’efficienza del sistema giudiziario e contribuendo al progresso del Paese.

Questa iniziativa, conclude il Comitato, rappresenta una risposta concreta e tempestiva alle necessità della giustizia italiana, che mira a consolidarsi come un sistema moderno, competitivo e capace di garantire i diritti dei cittadini.

Leggi qui il testo integrale della relazione

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