La vicenda del software di sorveglianza Paragon, utilizzato presumibilmente dalle forze di polizia italiane, ha acceso il dibattito parlamentare, con le opposizioni che chiedono trasparenza e spiegazioni al governo. I capigruppo di centrosinistra hanno sollecitato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, affinché venga garantito il diritto all’informazione delle Camere.
Il confronto in Parlamento
I deputati Federico Fornaro (Pd) e Davide Faraone (Iv) hanno insistito sulla necessità di chiarire se il software sia stato impiegato in operazioni di sorveglianza e, in particolare, se abbia riguardato giornalisti o attivisti. Tuttavia, la maggioranza ha smorzato le polemiche, sostenendo che il tema sia già stato affrontato nelle interrogazioni precedenti e che non vi siano nuove informazioni divulgabili. Il deputato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha dichiarato che “il governo decide di parlare quando ritiene opportuno”, minimizzando le richieste di maggiore trasparenza.
Il Copasir ascolta l’AISE
Parallelamente, il Copasir ha convocato Bruno Valensise, direttore dell’AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna), per chiarire il coinvolgimento del servizio segreto nel caso. Secondo quanto trapelato, Valensise ha assicurato che l’uso del software è avvenuto nei limiti della legge e che nessuna attività di sorveglianza ha coinvolto il giornalista Francesco Cancellato (direttore di Fanpage) o l’attivista Luca Casarini, entrambi inizialmente indicati come possibili bersagli del monitoraggio. Tuttavia, le opposizioni restano scettiche e chiedono ulteriori verifiche.
Tensioni politiche e accuse
Il deputato di Azione, Marco Grieco, ha denunciato la mancanza di trasparenza, definendo “gravissimo” il silenzio del governo. Ancora più dura la posizione di Ilaria Cucchi (Avs), che ha accusato la destra di voler insabbiare il caso: “Meloni e la maggioranza non vogliono farci sapere chi ha autorizzato questo spionaggio”.
La vicenda continua a infiammare il dibattito politico, mentre il governo mantiene una posizione di riserbo. Nel frattempo, il Copasir proseguirà le sue verifiche per accertare eventuali violazioni, ma resta l’incertezza su quando e in che modo verranno rese pubbliche nuove informazioni.
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