18 Maggio 2026 - Sicurezza dati

Cantieri digitali sotto attacco: cresce l’allarme cyber nel settore edilizio

Uno studio evidenzia un aumento dei reati nei cantieri italiani: oltre a furti ed estorsioni, preoccupano gli attacchi informatici contro badge, sistemi di gestione e infrastrutture digitali utilizzate dalle imprese edili

Il settore delle costruzioni continua a rappresentare uno dei motori dell’economia italiana, con un’incidenza compresa tra l’8 e il 9% del Pil e oltre 1,3 milioni di addetti. Ma insieme alla crescita del comparto aumenta anche l’esposizione alla criminalità. Cantieri più grandi, presenza di macchinari costosi, carburanti, materiali e sistemi digitali trasformano infatti molte aree operative in obiettivi particolarmente vulnerabili.

A evidenziarlo è il “BauWatch Crime Report 2026”, indagine realizzata su 3.900 imprese europee del settore edile, di cui 500 italiane. Il quadro che emerge per il nostro Paese è caratterizzato da un aumento dei reati tradizionali e da una crescente pressione dei fenomeni cyber.

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda l’impatto diretto sui lavoratori. Nel 2026 quasi un progetto edilizio italiano su cinque avrebbe registrato conseguenze fisiche o psicologiche sui dipendenti legate ad attività criminali. Crescono anche le perdite economiche personali dovute alla sottrazione di strumenti di lavoro, mentre aumenta il numero di cantieri costretti a interrompere completamente le attività a causa di episodi criminosi.

Il report segnala inoltre una forte crescita delle richieste di “protezione” avanzate da gruppi criminali o soggetti riconducibili al racket. Secondo l’indagine, il fenomeno in Italia cresce con un’intensità superiore rispetto alla media europea. Aumentano sia le aziende che rifiutano di pagare sia quelle che, al contrario, cedono alle richieste per timore di danni o rallentamenti operativi.

Parallelamente, però, diminuiscono le forme tradizionali di vigilanza. Recinzioni perimetrali e personale di sicurezza risultano meno presenti nei cantieri italiani rispetto alla media europea, riducendo ulteriormente la capacità deterrente contro intrusioni e atti vandalici.

Tra i reati più diffusi emergono occupazioni abusive, intrusioni, vandalismi, furti e ricettazione di materiali rubati, ma il dato più significativo riguarda la dimensione digitale delle minacce. Sempre più aziende denunciano episodi di clonazione di badge e Tag Rfid, compromissione dei sistemi di gestione delle attrezzature e accessi non autorizzati ai dati aziendali.

Non mancano casi di phishing, furto di credenziali, sabotaggi informatici e attacchi ransomware, segnale di una trasformazione della criminalità che colpisce anche il mondo dell’edilizia attraverso strumenti tecnologici sempre più sofisticati.

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