I luoghi in cui si amministra la giustizia non possono trasformarsi in spazi di propaganda politica. È questa la posizione espressa dalla Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane, che in una nota ha criticato il ricorso ai Palazzi di Giustizia per iniziative legate alla campagna referendaria sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente.
Secondo l’organismo rappresentativo degli avvocati penalisti, negli ultimi tempi esponenti dell’Associazione Nazionale Magistrati avrebbero promosso incontri, affissioni e iniziative all’interno degli uffici giudiziari con l’obiettivo di sostenere posizioni contrarie alla riforma. Una scelta che, secondo l’UCPI, rischierebbe di compromettere la neutralità di luoghi che appartengono all’intera collettività e che sono destinati esclusivamente all’esercizio della giurisdizione.
La Giunta sottolinea come i Palazzi di Giustizia rappresentino uno spazio istituzionale affidato alla magistratura per amministrare la giustizia “in nome del popolo italiano” e non per ospitare attività di carattere politico o referendario. L’utilizzo di questi ambienti per iniziative di parte, sostengono i penalisti, determinerebbe una confusione tra funzione istituzionale e attività associativa.
Nel documento si ricorda anche che non è la prima volta che l’Unione Camere Penali interviene su questo tema. In passato, l’associazione aveva già criticato alcune iniziative della magistratura associata ritenute indicative di una visione “proprietaria” dei luoghi della giustizia, considerati dai penalisti patrimonio dell’intera comunità e non di una singola categoria professionale.
L’UCPI precisa comunque di non mettere in discussione il diritto dei magistrati a partecipare al dibattito pubblico e ad esprimere le proprie opinioni sulla riforma. Tuttavia, tale partecipazione – si legge nella nota – dovrebbe avvenire in contesti appropriati, come sedi associative, incontri pubblici o strumenti di comunicazione, evitando di coinvolgere direttamente le strutture giudiziarie.
Per questo motivo l’Unione Camere Penali ha rivolto un appello alle istituzioni, in particolare alle Presidenze delle Corti e al Ministero della Giustizia, affinché vengano rimossi eventuali materiali di propaganda presenti negli uffici giudiziari e venga assicurato il rispetto della neutralità dei luoghi in cui si svolge l’attività giurisdizionale.
Secondo i penalisti, garantire la separazione tra dibattito politico e spazi della giustizia rappresenta una condizione essenziale per tutelare la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario.
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