Il governo starebbe lavorando a un ampliamento dell’esenzione dal bollo auto per le famiglie numerose, superando l’attuale limite di potenza di 80 kW fino a coprire i veicoli fino a 133 kW. La misura, che si affiancherebbe all’esenzione già introdotta a settembre, dovrebbe trovare posto nei provvedimenti collegati alla manovra di bilancio e decorrere dal 2027.
Il requisito indicato è un nucleo familiare con almeno quattro figli a carico: non sono ancora stati resi noti eventuali limiti di reddito o altri criteri di accesso, né un testo normativo definitivo, dal momento che la misura risulterebbe ancora in fase di valutazione tra manovra e decreto accise.
Sul fronte delle coperture, per il 2027 le risorse sarebbero individuate tra gli avanzi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per gli anni successivi, 2028 e 2029, l’Ufficio parlamentare di bilancio segnala che il quadro di finanziamento resta incerto, con il rischio di creare un beneficio strutturale privo di copertura stabile nel tempo.
L’Upb osserva inoltre che circa il 73% delle famiglie che possiedono almeno un veicolo rientra già nei regimi di esenzione o agevolazione esistenti, e che il peso del bollo può arrivare a essere fino a sei volte superiore, in proporzione al reddito, per i nuclei meno abbienti rispetto a quelli più facoltosi. Secondo le stime dell’organismo, l’abolizione della tassa potrebbe compensare, per le famiglie coinvolte, circa la metà dell’aumento dei prezzi dei carburanti registrato nel 2026.
Poiché il bollo è un tributo di competenza regionale, l’esenzione comporterebbe un mancato gettito per le Regioni, da compensare con trasferimenti statali: l’Upb segnala il rischio di un indebolimento della responsabilità fiscale regionale, dal momento che eventuali aumenti locali del tributo finirebbero per gravare, attraverso i trasferimenti compensativi, sulla fiscalità generale. Per i professionisti e le partite IVA che rientrano nei requisiti, la misura potrebbe tradursi in un risparmio diretto a partire dall’anno prossimo, subordinato però all’approvazione definitiva del testo in manovra.
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