Uncat ha avuto notizia di atti di accertamento “allucinati”, presumibilmente per l’utilizzo improprio di sistemi di Intelligenza artificiale. In particolare, è stato segnalato che le motivazioni di alcuni atti di accertamento abbiano richiamato – a sostegno dell’attività della Agenzia delle Entrate – non solo sentenze tributarie inesistenti ma anche circolari della stessa Agenzia, altrettanto inesistenti.
Da qui la grave preoccupazione di Uncat, che teme l’avverarsi dei più gravi timori di un utilizzo non governato e non accurato di sistemi di AI proprio nel momento in cui la riforma fiscale legittima proprio l’integrazione di AI nelle diverse attività di valutazione del rischio fiscale, di redazione di risposte ad interpelli e per l’adozione di atti automatizzati (per i quali – ricordiamo – il nuovo Statuto del Contribuente esclude il contraddittorio).
Uncat dunque si chiede e chiede alle autorità di riferimento, Mef e Agenzia delle Entrate, se questi esiti sono dovuti a utilizzo di sistemi progettati all’interno dell’amministrazione fiscale; o se sono “utilizzi personali” da parte di funzionari dell’AdE. Evenienze entrambe gravi, che sollecitano specifiche attività di governance e vigilanza atte ad evitare l’avverarsi di altre ipotesi.
Uncat auspica fortemente che l’applicazione del codice di condotta sull’utilizzo dell’AI, annunciato dal Direttore dell’AdE Vincenzo Carbone, possa contenere usi impropri dell’AI ed imponga un rigoroso e costante controllo delle motivazioni degli atti da parte dei funzionari e dirigenti dell’AdE.
Uncat richiama le mozioni congressuali per un utilizzo responsabile dell’Intelligenza artificiale e fa presente quanto richiesto dalla legge nazionale 132/2025, che nell’articolo 14 specifica – oltre agli obblighi di trasparenza e controllo- il suo utilizzo finalizzato non solo alla efficienza ma anche al miglioramento della qualità dei servizi.
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