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Firma diversa per atti Avvocatura Stato: ok della Cassazione

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 6477 del 12 marzo 2024, hanno fatto chiarezza su un tema di rilievo per la prassi processuale: la validità degli atti processuali dell’Avvocatura dello Stato in caso di firma apposta da un avvocato diverso da chi lo ha materialmente redatto.

La fungibilità dei difensori

La pronuncia si basa sul principio della fungibilità dei difensori dell’Avvocatura dello Stato, che si traduce nella possibilità di sostituirsi reciprocamente nel compimento degli atti processuali. Tale principio è stato già affermato in diverse pronunce della Corte di Cassazione, tra cui l’ordinanza interlocutoria n. 16454/2023.

La natura impersonale della difesa

La sentenza n. 6477/24 ribadisce inoltre la natura impersonale della difesa assunta dall’Avvocatura dello Stato. Questo significa che l’atto processuale, pur se sottoscritto da un avvocato diverso dal redattore, è comunque riferibile all’Avvocatura stessa e, come tale, è valido ed efficace.

Un’importante precisazione

La precisazione fornita dalle Sezioni Unite è di notevole importanza, in quanto amplia la sfera di operatività dell’Avvocatura dello Stato e facilita la gestione dei procedimenti in cui essa è parte.

Esempio pratico

Immaginiamo un caso in cui l’Avvocatura dello Stato abbia depositato un ricorso per cassazione. Il ricorso è stato materialmente redatto da un avvocato dell’Avvocatura, ma è stato firmato da un altro avvocato dello stesso ufficio. In base alla sentenza n. 6477/24, il ricorso è comunque valido ed efficace.

Rosa Colucci


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Dl cybersicurezza: al via l’esame in Parlamento

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, interverrà domani, mercoledì 13 marzo, alle 13.30, nel corso della seduta delle Commissioni riunite I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e II (Giustizia) per l’avvio dell’esame del disegno di legge per l’introduzione di disposizioni in materia di rafforzamento della cybersicurezza nazionale e di reati informatici.

Il testo del ddl, composto da 18 articoli, è stato approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 25 gennaio. Le norme mirano a garantire una maggiore resilienza delle pubbliche amministrazioni, in particolare di quelle non ricomprese nel “Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”, a rafforzare l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e il suo coordinamento con l’Autorità giudiziaria e a introdurre specifiche procedure per un più immediato intervento dell’Agenzia a fini di prevenzione e di ripristino delle funzionalità dei sistemi informatici in caso di attacchi.

Inoltre, si apportano modifiche (sostanziali e processuali) in relazione ai reati informatici, prevedendo l’innalzamento delle pene, l’ampliamento dei confini del dolo specifico, l’inserimento di aggravanti e/o il divieto di attenuanti per diversi reati commessi mediante l’utilizzo di apparecchiature informatiche e finalizzati a produrre indebiti vantaggi per chi li commette, a danno altrui o ad accedere abusivamente a sistemi informatici e/o a intercettare/interrompere comunicazioni informatiche e telematiche.

Rosa Colucci


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Scuola e legalità: siglato un protocollo tra Ministero dell’Istruzione e Consiglio Nazionale Forense

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Consiglio Nazionale Forense hanno sottoscritto un protocollo d’intesa triennale per promuovere nelle scuole azioni di educazione alla cittadinanza, alla legalità, al rispetto di genere e al contrasto di ogni forma di discriminazione.

Le attività, rivolte a tutti gli studenti, si concentreranno su:

  • Primo approccio alla Costituzione Italiana
  • Sviluppo del senso di legalità e dell’etica della responsabilità
  • Esercizio della cittadinanza attiva e del diritto di parola
  • Rispetto delle persone

Per gli studenti del triennio delle superiori, sono previsti percorsi specifici per le competenze trasversali e l’orientamento. In collaborazione con i Consigli degli Ordini territoriali degli Avvocati, gli studenti potranno svolgere attività presso l’Ordine Forense per mettere in pratica le conoscenze acquisite in classe.

Obiettivi del protocollo:

  • Trasmettere ai giovani i principi fondamentali della società civile
  • Promuovere il rispetto delle persone e delle regole
  • Far conoscere la Costituzione Italiana e i principi dello Stato di diritto
  • Educare le nuove generazioni alla legalità e alla giustizia

Il valore dell’accordo:

  • Rafforza l’educazione giuridica a scuola
  • Avvicina gli studenti alla professione forense
  • Promuove il ruolo sociale dell’avvocatura
  • Contribuisce alla crescita consapevole delle nuove generazioni 

“Il protocollo ha un grande valore simbolico: gli avvocati sono custodi della legalità e idonei a trasmettere i valori civici e i principi costituzionali.”

Così ha dichiarato la coordinatrice della commissione CNF Educazione alla legalità, Federica Santinon.

La coordinatrice della commissione CNF Educazione alla legalità, Federica Santinon

Rosa Colucci


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Italia-Romania, i Ministri della Giustizia firmano dichiarazione congiunta

Rosa Colucci

I Ministri della Giustizia di Italia e Romania, Carlo Nordio e Alina Stefania Gorghiu Milovic, hanno firmato questa mattina in via Arenula una dichiarazione congiunta, al fine di intensificare la cooperazione giudiziaria bilaterale in materia sia penale che civile.

Si tratta di un seguito del vertice tra la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Primo Ministro romeno Marcel Ciolacu lo scorso 15 febbraio a Roma.

Tra i punti della dichiarazione congiunta, il comune intento di migliorare il meccanismo di consegna reciproca delle persone condannate in via definitiva, nei limiti dell’autonomia e indipendenza delle rispettive autorità giudiziarie; e di favorire il reinserimento sociale dei detenuti, facilitando la possibilità che i condannati in via definitiva – come previsto dalla decisione quadro Gai 909/2008 – scontino la pena nel Paese di origine. 2.148 in totale i cittadini rumeni presenti al 29 febbraio 2024 negli istituti penitenziari italiani; 23 invece gli italiani detenuti in Romania.

Viene istituito un gruppo di lavoro congiunto, teso al miglioramento della cooperazione in particolare nell’attuazione dei mandati di arresto europeo e nel riconoscimento delle decisioni giudiziarie in materia penale.

Un altro punto della dichiarazione congiunta riguarda il tema della sottrazione internazionale dei minori. Sono 17 al momento i procedimenti giudiziari aperti in Italia per bambini condotti illecitamente in Romania da uno dei genitori. Su questo tema, i due Ministri si impegnano ad intensificare le attività dello specifico tavolo tecnico congiunto, insediatosi il 12 giugno 2023, affinché si riescano ad individuare, in modo celere, soluzioni concrete alle criticità esistenti, in applicazione della normativa europea di armonizzazione nell’interesse prioritario dei minori.

Viene inoltre previsto nella dichiarazione congiunta il rafforzamento della cooperazione giudiziaria in materia civile, di fondamentale rilevanza per consolidare relazioni economiche e scambi interpersonali tra Italia e Romania. In questo ambito i due Ministri si sono soffermati, in particolare, sulla rilevanza di incentivare il ricorso alla mediazione per migliorare l’efficacia della giustizia.


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