3 Novembre 2026 - Cybersicurezza infrastrutture

Hacker contro i supermercati europei: frigoriferi a 50 gradi, cibo da buttare, anche l’Italia nel mirino

Vertice d'urgenza a Palazzo Chigi con ACN e intelligence: colpiti punti vendita Coop in Sicilia, un'azienda di surgelati in Emilia-Romagna e una di ristorazione in Toscana; sfruttata una falla nei sistemi Danfoss

Un’ondata di attacchi informatici ha colpito i sistemi di controllo della refrigerazione di supermercati in almeno sette-otto Paesi europei, tra cui Italia, Svezia, Belgio, Estonia, Irlanda, Lussemburgo, Finlandia e Lettonia. Gli hacker hanno alterato i parametri di temperatura di frigoriferi e congelatori, causando nei casi più gravi un innalzamento fino a 50 gradi e la perdita di interi stock alimentari.

In Italia sono stati colpiti impianti frigoriferi di punti vendita a marchio Coop gestiti da un franchising del gruppo Radenza: almeno tre supermercati a Catania e uno a Palermo, con intrusioni avvenute intorno alle quattro del mattino. Coop ha precisato che i punti vendita a gestione diretta non hanno riscontrato problemi. In Emilia-Romagna l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha individuato, non ancora notificato dall’azienda, un attacco a un’impresa che produce surgelati; in Toscana una società di ristorazione collettiva ha invece notificato formalmente un attacco all’ACN.

Alla base degli attacchi vi sarebbe una vulnerabilità dei sistemi di controllo Danfoss, segnalata già ad agosto dai ricercatori di Team82, per cui un aggiornamento correttivo era disponibile ma non risulta installato da tutti gli impianti colpiti.

Il governo ha convocato per le 11:30 del 3 novembre un vertice a Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con il direttore generale dell’ACN Andrea Quacivi e i vertici dell’intelligence. Il Copasir ha chiesto chiarimenti all’esecutivo e ascolterà in audizione il direttore dell’AISI Bruno Valensise e lo stesso Quacivi. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di attacchi informatici “costanti” e di “guerra cognitiva”. La Commissione europea considera gli episodi un tentativo deliberato di colpire la catena di approvvigionamento alimentare nel quadro della guerra ibrida.

L’ACN raccomanda di isolare i sistemi di controllo remoto e di tele-assistenza dalle reti aziendali, rafforzare l’autenticazione a più fattori sugli accessi VPN e sostituire i dispositivi non più supportati dai produttori. Per gli studi legali che assistono imprese della grande distribuzione o della filiera alimentare, l’episodio richiama gli obblighi di notifica e i profili di responsabilità previsti dalla normativa NIS2 sulle infrastrutture critiche.

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