29 Ottobre 2026 - Giustizia e informazione

Assoluzioni, i giornali dovranno “ripubblicarle”: il Senato blinda la legge Costa

Nuovo articolo nel Codice privacy: chi viene assolto potrà obbligare testate, tv e siti a dare risalto alla sentenza favorevole, pena l'intervento del Garante entro cinque giorni

Il Senato ha approvato in via definitiva, nel pomeriggio di mercoledì, il disegno di legge del deputato di Forza Italia Enrico Costa che introduce l’obbligo per i media di dare notizia delle assoluzioni e dei proscioglimenti con lo stesso rilievo riservato in origine alla notizia del procedimento penale. Il provvedimento, composto da due soli articoli, inserisce un nuovo articolo 144-ter nel Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 196/2003).

La norma prevede che, su richiesta della persona interessata, il direttore o il responsabile di quotidiani, radio, tv o testate online che avevano riportato la notizia di un procedimento penale debba pubblicare gratuitamente l’esito favorevole: assoluzione, proscioglimento, sentenza di non luogo a procedere o archiviazione. La pubblicazione deve avere un rilievo proporzionato allo spazio dato alla notizia originaria. La richiesta va inoltrata preferibilmente via PEC o raccomandata, allegando copia del provvedimento favorevole.

Se l’editore non provvede, l’interessato può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, che dovrà decidere entro cinque giorni e potrà ordinare la pubblicazione. La legge non prevede sanzioni pecuniarie per le testate inadempienti: l’unico strumento coercitivo resta l’ordine del Garante, reso possibile dalla collocazione della norma nel Codice privacy.

Il voto ha visto il dibattito concludersi in meno di un’ora: la maggioranza ha votato a favore, mentre M5S, PD, Avs e Italia Viva si sono astenuti; il senatore dem Filippo Sensi ha votato contro a titolo personale, giudicando la procedura davanti al Garante troppo sommaria. La legge entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non ancora avvenuta.

Per gli avvocati penalisti si apre un nuovo strumento di tutela reputazionale degli assistiti, da coordinare con il diritto all’oblio introdotto dalla riforma Cartabia del 2022: i due istituti, sottolineano i primi commenti, non sono espressamente coordinati tra loro, e toccherà alla prassi del Garante definirne i confini applicativi.

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