Il 15 dicembre 2026 Roma ospiterà l’Intermediate Ministerial Meeting 2026 dell’Agenzia spaziale europea (ESA), appuntamento che i vertici dell’agenzia definiscono decisivo per l’autonomia strategica del continente. Al centro della discussione c’è la capacità dell’Europa di raggiungere l’orbita terrestre con mezzi propri, riducendo la dipendenza da operatori extraeuropei nel trasporto di equipaggi e materiali.
Il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, ha proposto agli Stati membri un investimento di circa 10 miliardi di euro in dieci anni per sviluppare un sistema europeo capace di portare astronauti in orbita e riportarli sulla Terra, oggi assente. Secondo le sue stime, proseguire con l’acquisto di servizi da fornitori stranieri costerebbe ai contribuenti europei circa 5 miliardi di euro nello stesso periodo. Si tratta di proiezioni, non di fondi già stanziati: la decisione finale spetta ai governi dei Paesi membri riuniti a dicembre.
Sul fronte dei lanciatori, l’Europa può oggi contare su Ariane 6, per i carichi pesanti, e Vega-C, che a settembre 2026 ha portato in orbita i satelliti FLEX e Sentinel-3C. Il modello competitivo resta quello di SpaceX, basato su cadenze di lancio elevate e razzi riutilizzabili: su questo terreno si muovono anche la tedesca Isar Aerospace, che il 5 settembre 2026 ha raggiunto per la prima volta l’orbita con il razzo Spectrum e cinque piccoli satelliti, oltre alla francese MaiaSpace e all’italiana Avio, entrambe al lavoro su tecnologie riutilizzabili.
Sul trasporto cargo, l’ESA ha già assegnato il 10 settembre 2026 un contratto da 760 milioni di euro a The Exploration Company per la fase successiva del programma ALADDIN, dedicato alla capsula Nyx: 310 milioni finanziano una missione dimostrativa verso la Stazione spaziale internazionale, altri 450 milioni due missioni aggiuntive ancora da confermare.
Il tema è urgente anche perché la ISS, secondo i piani attuali, cesserà le attività entro il 2030. L’Italia, che ospita il vertice, ha lanciato a giugno 2026 gli Stati Generali della Space Economy, promossi dall’intergruppo parlamentare presieduto da Andrea Mascaretti, con venti tappe in sedici regioni per coinvolgere i distretti aerospaziali nazionali. Per gli studi legali e le imprese italiane del settore, l’esito del vertice di dicembre determinerà il quadro dei futuri bandi e investimenti pubblici nell’accesso autonomo allo spazio.
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