10 Giugno 2026 - Contratti

Funzioni Centrali, arriva il rinnovo: aumenti, IA e nuove tutele nel contratto 2025-2027

Siglata all’Aran la preintesa per il nuovo CCNL delle Funzioni Centrali. Previsti incrementi retributivi medi del 5,4%, nuove misure sul benessere dei lavoratori e la prima disciplina contrattuale dedicata all’intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione

È stata raggiunta all’Aran la preintesa sul contratto collettivo nazionale delle Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027, un accordo che interessa oltre 200 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Il rinnovo introduce incrementi economici, novità ordinamentali e, per la prima volta nel pubblico impiego italiano, una regolamentazione specifica dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.

Sul piano economico, l’intesa prevede un aumento medio di circa 162 euro mensili, con un incremento complessivo delle retribuzioni pari al 5,4%. Gli effetti si sommeranno a quelli già prodotti dal precedente rinnovo contrattuale relativo al triennio 2022-2024, contribuendo a rafforzare il recupero del potere d’acquisto dei dipendenti pubblici.

L’accordo assume anche un valore simbolico e organizzativo: per la prima volta un contratto completo viene definito all’interno dello stesso triennio di riferimento, segnando un’accelerazione nelle procedure negoziali che il Governo considera un elemento strategico per la modernizzazione della macchina pubblica.

Tra le principali novità normative figurano il riconoscimento dell’indennità di turno anche durante le ferie, l’eliminazione della riduzione dei giorni di ferie per i neoassunti nei primi anni di servizio e l’introduzione di nuovi permessi destinati agli screening oncologici per i lavoratori over 50. Il contratto rafforza inoltre alcuni istituti legati alle competenze professionali e alle relazioni sindacali.

Particolarmente rilevante è il capitolo dedicato all’intelligenza artificiale. Il nuovo testo stabilisce che nessuna decisione capace di produrre effetti significativi sul rapporto di lavoro potrà essere affidata esclusivamente ad algoritmi o sistemi automatizzati. La responsabilità delle decisioni resterà in capo ai dirigenti e ai titolari dei poteri decisionali, mentre i lavoratori dovranno essere messi nelle condizioni di conoscere i criteri generali di funzionamento degli strumenti di IA utilizzati dall’amministrazione.

Il contratto prevede inoltre che l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale destinati a incidere sull’organizzazione del lavoro sia preceduta da specifiche informative alle organizzazioni sindacali, con indicazioni sulle finalità, sui dati trattati e sugli effetti attesi sull’attività lavorativa. L’obiettivo è garantire trasparenza, sicurezza e controllo umano nell’impiego delle nuove tecnologie.

La scelta arriva in un contesto in cui l’utilizzo dell’IA nella Pubblica amministrazione è già una realtà diffusa. Secondo una recente indagine presentata al Forum PA, circa due dipendenti pubblici su tre utilizzano strumenti di intelligenza artificiale generativa almeno una volta alla settimana, spesso però senza linee guida condivise o percorsi formativi strutturati. Proprio per questo il contratto attribuisce un ruolo centrale alla formazione e all’acquisizione di nuove competenze digitali.


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