28 Maggio 2026 - Giustizia

Ufficio per il processo, il Governo punta alla stabilizzazione ma resta il nodo degli esclusi

Nordio rivendica il consolidamento di oltre il 90% delle posizioni legate all’Ufficio per il processo e assicura continuità territoriale. Le opposizioni denunciano invece il rischio di esuberi e di un progressivo svuotamento del progetto originario

Durante il question time alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha difeso la strategia adottata dal Governo per consolidare il personale assunto nell’ambito del programma collegato agli obiettivi del PNRR.

Secondo il Guardasigilli, i margini di manovra erano limitati dai vincoli europei che avevano previsto assunzioni a termine. Da qui la scelta di intervenire con risorse nazionali per trasformare gran parte dei contratti in posizioni stabili. Il piano illustrato dal ministro riguarda migliaia di lavoratori distribuiti tra addetti all’Ufficio per il processo, tecnici amministrativi e operatori data entry.

Nordio ha parlato di una copertura ormai prossima alla totalità delle posizioni considerate precarie, sottolineando che il modello dell’Ufficio per il processo non sarebbe destinato a essere ridotto, ma al contrario consolidato in modo strutturale all’interno dell’organizzazione giudiziaria. Parallelamente, ha evidenziato come il personale possa continuare a offrire supporto anche alle attività di cancelleria, settore che continua a registrare carenze significative.

Nel dibattito politico, tuttavia, restano forti le perplessità delle opposizioni. Le critiche riguardano soprattutto il numero dei posti messi a disposizione per la stabilizzazione e la mancanza di indicazioni dettagliate sulla distribuzione territoriale degli organici. Secondo alcune forze parlamentari, il rischio concreto è che parte del personale resti esclusa oppure venga trasferita lontano dalla propria sede di servizio.

La discussione si intreccia con il tema più ampio dell’efficienza della macchina giudiziaria. L’Ufficio per il processo era stato concepito come uno strumento di supporto diretto all’attività dei magistrati, con l’obiettivo di accelerare i tempi della giustizia e smaltire l’arretrato. Negli ultimi mesi, però, si sono moltiplicate le segnalazioni sull’utilizzo degli addetti anche per colmare i vuoti amministrativi delle cancellerie.

Nel corso dell’intervento parlamentare il ministro ha affrontato anche il tema del sistema penitenziario, annunciando un incremento significativo della capienza carceraria grazie al piano straordinario in corso di attuazione. Tra le misure richiamate figurano inoltre nuovi interventi per i detenuti con problemi di dipendenza e il trasferimento in strutture dedicate di persone che avrebbero diritto ai domiciliari ma non dispongono di un’abitazione idonea.

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