ROMA – La responsabilità civile dei magistrati torna al centro del dibattito politico, ma il Governo appare tutt’altro che compatto sull’ipotesi di una nuova riforma. A raffreddare il tema è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha escluso, almeno per il momento, interventi normativi sul punto.
«La responsabilità civile dei magistrati non è all’ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, non lo sarà», ha dichiarato il Guardasigilli, replicando indirettamente alle posizioni espresse dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa.
Quest’ultimo aveva rilanciato il tema sui social, sostenendo che il referendum sulla giustizia, pur non avendo raggiunto il risultato sperato, avrebbe comunque evidenziato criticità ancora aperte nel sistema giudiziario italiano. Costa ha inoltre annunciato la preparazione di una proposta di legge dedicata proprio alla responsabilità civile delle toghe, da discutere all’interno della maggioranza parlamentare.
La presa di posizione di Nordio sembra però indicare una linea di maggiore cautela. Il ministro ha infatti lasciato intendere di non considerare prioritario un nuovo intervento sulla materia, già oggetto negli anni di numerosi confronti politici e istituzionali, spesso caratterizzati da forti tensioni tra esigenze di accountability e tutela dell’autonomia della magistratura.
Dopo le parole del Guardasigilli, Costa ha ribadito la posizione di Forza Italia, richiamando il consenso espresso da milioni di cittadini sui temi della riforma della giustizia e sottolineando la necessità di mantenere coerenza rispetto agli impegni politici assunti durante la campagna referendaria.
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