Arezzo, 30 aprile 2026 – Le imprese italiane si affidano sempre di più agli avvocati, con un rapporto che si è evoluto dalla “consulenza a chiamata” alla collaborazione continuativa e strategica. È quanto emerge dal nuovo report «Imprese e Avvocati 2025», commissionato dall’Organismo Congressuale Forense (OCF), che fotografa la relazione tra il mondo imprenditoriale e la professione legale, integrando per la prima volta il doppio punto di vista di imprese e avvocati.
L’Osservatorio “Imprese e Avvocati”, giunto alla sua terza edizione, conferma il ruolo chiave dell’avvocatura nella gestione, nella prevenzione e nella crescita delle aziende italiane, viene presentato oggi durante l’incontro organizzato presso la Borsa Merci di Arezzo da Ordine Avvocati di Arezzo, Fondazione per la Formazione Forense, Camera di Commercio Arezzo-Siena e Organismo Congressuale Forense.
“L’Avvocatura si sta attrezzando per essere sempre più competitiva nell’ambito del sistema produttivo e la richiesta di specializzazione, unita comunque ad una consulenza ed assistenza continua a tutto tondo, caratterizzerà il rapporto professionale tra avvocato ed imprenditore nei prossimi anni.
I dati mostrano un’evoluzione profonda nella relazione tra imprese e avvocati. L’avvocato non è più solo un consulente, ma un partner stabile, capace di prevenire i rischi e di accompagnare la crescita delle aziende italiane in un contesto normativo e tecnologico sempre più complesso” – ha dichiarato il Segretario dell’Organismo Congressuale Forense, Elisabetta Brusa.
Un legame più stretto tra impresa e avvocato
Oltre tre imprese su quattro (76,7%) si sono rivolte a un legale o a uno studio legale nel corso della loro attività, un dato in aumento rispetto al 2024 (75,6%).
Cambia però la qualità della relazione: il 41,6% delle imprese considera oggi il proprio legale un punto di riferimento costante, contro il 37,5 del 2024, mentre cala la quota di chi si rivolge al legale solo “quando serve” (dal 62,6% al 58,4%).
Inoltre, il 62,7% delle imprese ritiene che l’avvocato sia la figura di riferimento per le decisioni strategiche e operative che richiedono competenze normative, con un ruolo cruciale nella
prevenzione dei rischi (56,8%) e nella negoziazione dei contratti (44,4%).
Alta specializzazione e fiducia
Se nel 2024 la competenza era il principale criterio di scelta (63,2%), nel 2025 si afferma un modello più relazionale e specialistico:
- competenza e professionalità restano al primo posto (50,7%), ma
- rapporto di fiducia ed empatia crescono al 27,9% (+6,9 punti),
- livello di specializzazione al 26,7% (+2,7 punti).
- Le imprese si rivolgono principalmente a liberi professionisti (58,3%) e studi di medie dimensioni (35,4%): aumenta, dunque, la quota di chi si affida a studi con più specializzazioni (31,5%) e a boutique legali (3,9%).
Solo lo 0,8% delle imprese utilizza grandi studi internazionali, un dato che conferma il forte radicamento locale del mercato legale italiano.
Un servizio sempre più apprezzato
Il 93,3% delle imprese, che si è avvalso di assistenza legale, si dichiara soddisfatto e molto soddisfatto del servizio ricevuto, dato questo in crescita rispetto al 90,4% del 2024.
Le imprese evidenziano benefici concreti della consulenza legale:
- riduzione dei contenziosi (46,8%),
- migliore recupero crediti (38,2%),
- maggior potere contrattuale (23,8%),
- migliore gestione delle risorse umane (15,4%).
- aumento della credibilità verso clienti e fornitori (18,9%).
Cresce anche la consapevolezza del valore economico e reputazionale della consulenza legale, che le imprese iniziano a percepire come un investimento strategico e non più un costo.
Avvocati sempre più proattivi: cresce l’approccio continuativo
Dal lato dei professionisti, il 26% degli avvocati dichiara di avere rapporti continuativi e strutturati con le imprese clienti, contro il 60,7% che opera ancora su base occasionale.
Oltre la metà (63%) svolge le consulenze direttamente presso la sede dell’impresa, a conferma di
una maggiore prossimità operativa e relazionale.
Il 70% dei professionisti individua nel rapporto di fiducia ed empatia (70,8%) e nella competenza (70,4%) i principali punti di forza del proprio studio.
Innovazione e Intelligenza Artificiale: opportunità da governare
Il 61,5% degli studi legali utilizza già strumenti di intelligenza artificiale, in particolare per la ricerca giurisprudenziale (65,8%) e la redazione di contratti (45,5%).
Solo il 31,5% delle imprese usa l’AI in ambito legale, ma l’89% ritiene che la figura dell’avvocato non potrà mai essere sostituita da un algoritmo.
Per quasi la metà delle imprese (46%), le decisioni legali richiedono valutazione umana e conoscenza del contesto, mentre per il 40,5% resta imprescindibile il rapporto fiduciario personale.
Tra i professionisti, oltre il 56% chiede una regolamentazione specifica dell’uso dell’AI in ambito forense, per garantire sicurezza, etica e tutela della professione.
Parità di genere: ancora un divario
Sul fronte dell’equità professionale, emergono percezioni divergenti:
- il 43,2% delle imprese ritiene che le avvocate abbiano pari opportunità di carriera,
- mentre solo il 31,4% degli avvocati condivide questa opinione.
Oltre il 39% dei legali segnala ancora ostacoli o difficoltà di avanzamento per le professioniste. - Inoltre, il 25,9% dei professionisti ritiene che le opportunità tra colleghi uomini e colleghe donne non siano equivalenti.
Quasi tutte le imprese (95%) affermano di non aver mai riscontrato differenze legate al genere nei rapporti con la controparte, ma il 59% degli avvocati dichiara di averne osservate almeno occasionalmente: un segnale di percezione disallineata tra domanda e offerta di servizi legali.
FOCUS DATI PRINCIPALI 2024–2025
- Imprese che si rivolgono a un legale: 76,7% (2025) vs 75,6% (2024)
- Avvocato come punto di riferimento costante: 41,6% (+4,3 p.p.)
- Imprese soddisfatte della consulenza legale: 93,3% (2025) vs 90,4% (2024)
- Avvocato figura di riferimento per decisioni strategiche: 62,7%
- Imprese che affiancano più legali specializzati: 25,9% (2025) vs 15% (2024)
- Driver di scelta: competenza 50,7% | fiducia 27,9% | specializzazione 26,7%
- Ambiti della consulenza legale: 47% riduzione contenziosi | 38% recupero crediti | 24% potere contrattuale
- Avvocati che usano l’AI: 61,5%
- Imprese che ritengono l’avvocato insostituibile rispetto all’AI: 89%
- Parità di genere percepita: imprese 43,2% | avvocati 31,4%
- Avvocati che lavorano in modo continuativo con le imprese: 26%
- Professionisti che investono in formazione e aggiornamento: 78,7%
- Professionisti che investono in software legali: 70,8%
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